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La mistica ebraica

Analisi del termine Kabalah


Questo nome suscita interesse e fascino in alcuni, diffidenza e repulsione in altri. Lo scopo di quest'articolo e' di chiarire alcune idee preconcette, a riguardo di quest'insostituibile componente della religione ebraica. Il termineKabalahproviene dalla radice Quf Beit Lamed, che compare solo due volte in tutta la Torah di Moshe', nell'espressione ripetuta (Esodo 26,5; 36 12):Maqbilot ha lulaot le asole (o cordoncini) si corrisponderanno. Riportiamo tutto il passaggio di Esodo 26:

  1. Quanto alla dimora, la farai con dieci teli di bisso ritorto, di porpora viola, di porpora rossa e di scarlatto. Vi farai figure di cherubini, lavoro d'artista.
  2. Lunghezza di un telo: ventotto cubiti; larghezza: quattro cubiti per un telo; la stessa dimensione per tutti i teli.
  3. Cinque teli saranno uniti l'uno all'altro e anche gli altri cinque saranno uniti l'uno all'altro.
  4. Farai cordoni di porpora viola sull'orlo del primo telo all'estremita' della sutura; cosi' farai sull'orlo del telo estremo nella seconda sutura.
  5. Farai cinquanta cordoni al primo telo e farai cinquanta cordoni all'estremita' della seconda sutura: i cordoni corrisponderanno l'uno all'altro.
  6. Farai cinquanta fibbie d'oro e unirai i teli l'uno all'altro mediante le fibbie, cosi' il tutto formera' una sola dimora.

La Torah sta dando le istruzioni sul come costruire il mishkan, il tabernacolo. Su di esso vi erano cinque coperture, di materiali diversi. La prima, quella sottostante le altre, che formava il vero e proprio soffitto del tabernacolo, era fatta dei materiali piu' preziosi, ed era costituita da due parti, la prima copriva solo il santo dei santi, la seconda copriva il santo. I due lati combacianti di queste coperture possedevano ciascuno cinquanta asole o cordoncini, fatti di tchelet, forse la stoffa dal piu' alto significato spirituale di tutta la Torah. Vi erano poi cinquanta ganci d'oro, che si attaccavano ad ogni coppia di asole, da una parte e dall'altra, che tenevano insieme il tutto. La Torah specifica che le asole devono: essere in corrispondenza, Maqbilot, devono essere perfettamente poste una di fronte all'altra. Dunque, la parola Kabalah significa, innanzi tutto, corrispondenza, o parallelo.

Lo scopo essenziale della Kabalah e' quello di rivelare la fitta rete di corrispondenze presente in tutta la creazione, sia verticalmente sia orizzontalmente. Ed ecco che eventi, cose o concetti, apparentemente slegati e privi di significato, diventano gradualmente i pezzi di un enorme mosaico, che unifica il tutto in un unico insieme dotato di un profondo significato. La Kabalah unifica il santo col santo dei santi, e fa si che la dimora di D-o diventi un tutt'uno, Ve Haia' Ha Mishkan Echad,e il tabernacolo diventera' un tutt'uno.

Anche il numero dei Lulaot, asole, e' tutt'altro che casuale. 50 in Kabalah e' il numero delle porte dell'intelligenza (Bina'), che rappresentano il totale dello scibile umano, applicato alla ricerca dei misteri divini nella creazione.

In tutto, gli elementi che unificavano le due coperture erano 150 (50 asole da una parte, 50 dall'altra e i 50 ganci d'oro che le univano). 150 e' il numero dei salmi di Davide, e' il numero delle parole nel brano Eshet Chail, di Salomone, un elogio alla Shekhina'. 150 e' il numero della Shekhina', la presenza di D-o in terra. Dunque la Kabalah si occupa di rivelare la vastita' e la continuita' della presenza di D-o in terra, riempiendo cosi' quelle enormi lacune che nella nostra vita quotidiana sperimentiamo.

Anche la stessa struttura grafica della radice Quf Beit Lamed e' molto significativa. Quf e' la lettera che va piu' in basso, con quella sua gambetta sinistra che si estende oltre la linea inferiore, entro la quale sono contenute tutte le lettere ebraiche. Lamed, al contrario, e' la lettera che sale piu' in alto di tutte le altre. La beit al centro vale due, come i due aspetti di ogni cosa creata, come la dualita' intrinseca sulla quale si basa la creazione. Beit infatti e' la prima lettera della Torah, quindi la lettera con la quale D-o crea il mondo. Dunque qabal puo' venire letto come: il basso e l'alto sono tenuti insieme dalla Beit, dalla casa. Oppure:

Esiste una perfetta corrispondenza nella creazione tra alto e basso, tra le cose celesti e quelle terrestri. Quando vissuta e realizzata nella profondita' dello spirito, questa verita' ci allevia grandemente la pena della conflittualita' e della separazione che esperimentiamo ogni giorno, causata dal fatto che i sensi e la ragione danno molto piu' importanza alle realta' inferiori.

Postato da: redazione il ott 23, 2001


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