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Rassegna stampa

set 17, 2004

Due elementi fondamentali nella questione israelo-palestinese


Ieri ricorreva il ventesimo anniversario della strage di Sabra e Chatila.

Categoria:Rassegna stampa 
Postato da: redazione

Nella notte tra il 16 e 17 settembre 1982 falangi di cristiani-maroniti uccisero,secondo fonti della Croce Rossa Internazionale, 1000 o pi persone nei due campi profughi che ospitavano palestinesi. Questo tragico avvenimento emblematico perch evidenzia due elementi fondamentali nella questione israelo-palestinese.
I due elementi che evidenzier sono raffigurabili mediante lattuale premier israeliano Ariel Sharon ed il leader dellOLP Jasser Arafat.
La responsabilit pratica ed oggettiva del massacro da attribuirsi completamente alle falangi cristiano-maroniti.Infatti, non seguendo certo dei principi cristiano-cattolici, attuarono la legge del taglione per vendicarsi dellassassinio del presidente eletto libanese Bashir Gamayel,capo dei miliziani cristiani della Falange, ucciso il 14 settembre 1982.
Per intorno ai due campi vi erano le truppe israeliane. Il loro compito era quello di controllare i due campi profughi. Ci si pu immaginare bene quanta precisione abbiano messo le truppe israeliane nelleffettuare laccerchiamento. Eppure nella notte tra il 16 e 17 settembre 1982 le maglie di uno degli eserciti meglio preparati, per bravura e per necessit, del mondo si allentarono e fecero passare una falange di circa 150 persone armate che massacrano i palestinesi presenti nei due campi.
Il ministro della difesa dellepoca era Ariel Sharon. Egli, coadiuvato dal capo di Stato maggiore Eitan e dal generale Yaron, il quale comandava le unit dislocate intorno ai campi, non imped,anzi comand, di non impedire lentrata degli assassini. Infatti alcuni ufficiali delle divisioni corazzate, avendo sentito il rumore provocato dallavvenimento, avevano informato lo Stato maggiore dellesercito ed avevano chiesto ordini in merito. Non vi fu risposta. In questo caso chi tace non acconsente allintervento per fermare leccidio. Lidea alla base della scelta di Sharon cos schematizzabile.
Egli, contando sulla vendetta delle falangi, ordin di aprire le maglie dellesercito,il quale controllava i due campi profughi, con lidea di spazzare dal terreno della lotta i palestinesi, per poter finalmente affermare i diritti della nazione dei nostri fratelli. Infatti, oggi come allora, il pi grande ed unico pericolo per Israele era il mondo arabo che si concretizzava innanzi tutto con i palestinesi. Lidea di preservare lo stato ebraico, faticosamente costruito nel corso di numerose guerre, non era e non certo da disprezzare. Ma la sua attuazione stata terribile. Nei Proverbi(6,16-18) leggo : Sei cose odia lAltissimo, anzi sette gli sono in abominio: occhi alteri, lingua bugiarda, mani che versano sangue innocente, cuore che trama iniqui progetti, piedi che corrono rapidi verso il male.
Sempre nel libro dei Proverbi(10,10) leggo: chi chiude un occhio causa dolore.
Non vi dubbio che il ministro della difesa abbia tramato iniqui progetti e che abbia chiuso un occhio, causando dolore e versamento di sangue innocente. Infatti materialmente non stato lesercito israeliano ad effettuare leccidio, ma laver chiuso un occhio lo ha consentito. Non vi dubbio che Sharon abbia cos contribuito alla destabilizzazione di Israele. Infatti, pur perseguendo lobiettivo di rafforzare lo stato dIsraele,eliminando un problema alla radice, e considerando che nel 1982 si faceva pressante il terrorismo palestinese, e pur facendolo attuare a persone non appartenenti ad Israele, per non poter essere accusato materialmente delleccidio, ha favorito Hamas, ed i gruppi estremisti facentigli capo, a trovare,a causa di quellorrore, proseliti e cos essi avranno sempre un serbatoio umano pronto per essere addestrato ed indottrinato contro Israele.In tempi brevi questidea di Sharon, ossia di chiudere rapidamente, mediante un blitz efficace e devastante, la partita contro i palestinesi, si era rivelata corretta, come anche loccupazione 2001-2002 effettuata nei territori palestinesi per tentare di arginare il terrorismo kamikaze. Ma si rivelata terribile nel lungo periodo. Non si pu sperare di vincere la resistenza palestinese solo mediante prove di forza. Ormai riconosciuto che lesercito israeliano uno degli eserciti pi validi del mondo. Ma tutta questa forza bruta non sufficiente a vincere ed ad imporre la pace, lordine nel territorio palestinese ed ad estirpare il terrorismo. La ragione che le azioni militari, sia quelle dirette come quelle indirette, come nel caso di Sabra e Chatila, non producono mai la pace. Infatti, come accaduto anche in Jugoslavia, i parenti delle vittime, i ricordi dei sopravissuti, lo stato di miseria nella quale viene immersa la popolazione, fatto collaterale di ogni guerra, generano un sentimento di ostilit nei confronti degli aggressori ed inoltre rappresentano la miniera dalla quale gli estremisti possono estrarre grandi quantit di materia prima, ossia i giovani, da far mandare ad esplodere, causando morti innocenti, in nome di ideologie folli, che certo non apprezzano o non conoscono il valore della vita. Un altro esempio sul quale si dovrebbe riflettere il sentimento di ostilit e di rabbia che i francesi provarono dopo la sconfitta, ad opera della Prussia, patita a Sedan. Non stato anche lo spirito del revanchismo una causa, anche se certamente non di primaria importanza, della prima guerra mondiale? Certamente quello spirito contribu alla creazione di uno stato danimo pronto e convinto ad accettare ogni conflitto, a prescindere dalla sua portata, contro la Prussia. Quindi il primo elemento fondamentale della questione israelo-palestinese che lidea, basata sulla convinzione della propria superiorit militare rispetto a quella palestinese, di ritener sufficiente improntare una politica militarista contro i palestinesi ,per distruggere le basi del terrorismo, con lo scopo di vivere in pace, di poter finalmente consolidare lo stato israeliano, errata. Questa politica attuata dal premier Sharon e non ha portato che leggeri miglioramenti temporanei, e quindi inutili,della sicurezza dello stato israeliano.
La presenza in campo palestinese delle truppe israeliane era stata causata dallintensificarsi della guerriglia provocata dallOLP, la quale si era trasferita dopo il Settembre nero dalla Giordania in Libano. Ma il trasferimento caus la dissoluzione del fragile equilibrio col quale si reggeva lo stato libanese. Infatti tale trasferimento comport la creazione di uno stato nello stato, nel quale si install la dirigenza dellOLP, e che non era apparsa in Giordania fonte di stabilit,come non lo sono nessuna organizzazione che sfrutta il terrorismo,ossia la vita di altre persone e non le proprie, per perseguire degli scopi ritenuti validi. Il secondo elemento fondamentale della questione israelo-palestinese lOLP che identifico, in massima parte, con Jasser Arafat. LOLP persegue da quasi quarantanni lobiettivo di distruggere Israele. Ancora non lo ha raggiunto. Ed ancora sfrutta la miseria di migliaia di persone palestinesi per mandarle a morire come kamikaze-che come fine della propria vita non mi sembra entusiasmante-,nella speranza di raggiungere lagognato obiettivo. E possibile considerare Arafat come un grande politico? Il grande politico,come Taillerand,Otto von Bismarck, F.Delano Roosevelt ed altri grandi hanno la capacit di rinunciare,almeno temporaneamente, agli obiettivi che si prefiggono in nome del cambiamento della realt nella quale agiscono. Non si pu ancora continuare con gli atti terroristici dopo che quarantanni di applicazione non hanno dato nessun risultato. Arafat rappresenta una fonte di destabilizzazione costante di tutta larea medio-orientale e come tale deve essere rimosso, dai membri del suo partito, dal suo ruolo dirigenziale. Questi sono i due elementi fondamentali della questione israelo-palestinese. Per perseguire la pace in quellarea bisogna che sia Israele che le organizzazioni che fanno capo allOLP smettano di considerare larma della violenza come strumento efficace per perseguire i loro scopi, da una parte consolidare lo stato di Israele,dallaltra distruggere Israele.

Ormai lo stato dei nostri fratelli israeliani presente, roccioso, determinato a restare l dove sorge. Non resta ai palestinesi che prenderne atto e decidere di creare finalmente un vero stato palestinese, che rappresenterebbe una sicurezza per tutta larea geo-politica e un futuro per i loro figli. Lunico futuro per entrambi le parti sar quello di ricercare insieme la pace, anche se sar difficile dopo quasi cinquantanni di lotta.


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