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Commenti ai brani del Pentateuco


scritto: Parla ad Aharon dicendo lui: quando accendi i lumi...... (8,2). Domanda qui Rash: per quale motivo il racconto dellaccensione dei lumi adiacente alla narrazione delle offerte arrecate dai principi delle trib [per linaugurazione del Tabernacolo] che figura alla fine della precedente parash? Risponde: perch nel vedere linaugurazione fatta dai principi delle trib, Aharon si dispiacque molto di non aver partecipato [materialmente] n lui n la sua trib a tale importante evento. Disse lui il Santo Benedetto: come vero che tu vivi! Sappi che il tuo compito pi importante del loro [dei principi], perch tu accendi e sistemi i lumi della Menor [allinterno del tabernacolo]. Riguardo alla suddetta risposta di Rash, molti dei nostri saggi si domandano: secondo il giusto ordine, i lumi prima si sistemano[e si puliscono dallaccensione del giorno precedente] e poi si accendono! Se cos, quindi, perch Rash non scrive qui perch tu sistemi e accendi i lumi? A tale domanda risponde il maestro Rabbi Shelom di Kalish: quando Rash scrive Accendi e sistemi, lo fa con precisa intenzione, perch le parole di consolazione dette dal Santo Benedetto ad Aharon il Sacerdote infatti, furono espresse nel momento dellinaugurazione del Tabernacolo e i lumi della menor furono accesi per la prima volta. Ci che non avvenne invece, per le successive accensioni nel Tabernacolo e nel Santuario: quando ogni sera venivano accesi i lumi, la sistemazione e la pulizia precedevano laccensione. (Parperat la Tor)


Nella Parash di Bechukoti, come risaputo, sono presenti i brani di ammonizione a Israle (26,14-43). Ci sono alcune persone che per timore non seguono tali brani durante la lettura della Parash in Sinagoga, mentre altri escono addirittura dal Tempio fino al termine della lettura delle ammonizioni. A tali riguardo disse il grande Saggio, Rabb Isral Meir di Radin, detto Chaftz Haiim: A cosa ci paragonabile? A uno che viene avvertito di non percorrere una determinata strada perch essa piena di pericoli e di belve cattive che si aggirano indisturbate. Questi, davanti a tale avvertimento, finge di non sentire coloro che lo avvertono, e quando giunge presso la strada pericolosa si copre il capo per non vedere gli inciampi presenti dinnanzi a lui e le belve cattive che l si aggirano. Tale persona cos facendo, non pensa che in questo modo, non solo non riduce i pericoli della strada, bens li aumenta? Lo stesso vale- continua il Chaftz Chaiim per quelli che escono dalla Sinagoga durante la lettura dei brani delle ammonizioni: invece di riflettere a fondo sugli avvertimenti della Tor e cercar di evitare- attraverso il pentimento e le buone azioni- le sciagure che potrebbero arrivare- D-o ne scampi- alla collettivit di Israle, tentano scioccamente e con stoltezza di coprirsi gli occhi. A tale riguardo gi disse Re Salomone: Le ammonizioni Divine, figlio mio, non disdegnare, i Suoi avvertimenti non avversare (Proverbi 3,11). (Parperat La-Tor)


La parash di Ber comincia con il precetto dellanno sabatico (25,2-7) e termina revocando i precetti inerenti allo Shabbt (26,2). Invero esiste tra questi due precetti-Lanno Sabatico e lo Shabbt- un comune denominatore: il minuzioso rispetto di ambedue, provoca alluono una sostanziale perdita economica. In realt tale perdita, non altro che apparente, poich gi stato promesso a chi osserva LAnno Sabatico e a chi santifica lo Shabbt, di venir benedetti da Colui che il Padrone di tutto, Dal Santo, Benedetto Egli sia. Riguardo a chi osserva lanno sabatico, nella nostra parash detto: E ho imposto su di voi la Mia benedizione nel sesto anno (cio prima dellinizio dellanno sabatico) (25,21). Riguardo poi allosservanza dello Shabbt, gi stata promessa la benedezione del Signore fin dai giorni della creazione, come scritto: E D-o benedisse il Settimo Giorno e lo santific (Genesi 2,3). A tale riguardo sul trattato talmudico di Betz, scritto: Il sostentamento delluomo gli viene determinato [gli viene fissato dal Cielo per tutto lanno a venire] tra Rosh Ha-Shan e Yom Kippr, eccetto le spese per i Sabati [in onore dei Sabati], per i giorni di festa solenne e per il Talmud Tor [per linsegnamento della Tor] dei figli. Riguardo alle suddette eccezioni questa la regola: se uno riduce [ cio economizza nelle spese in loro onore] gli viene a sua volta ridotto; ma se uno maggiora, gli viene incrementato. Sempre sullo stesso trattato insegnato: Disse D-o agli ebrei: figli Miei, prendete pure a prestito per santificare lo Shabbt e abbiate fiducia in me, e Io regoler i vostri debiti (Parperat la Tor).


Nella parash di Emr sono presenti insieme argomenti di lutto e gioia. Essa apre con lavvertimento ai Coanm di non rendersi impuri a causa dei morti (eccetto sette familiari) e di non strapparsi i capelli a causa di un defunto, e si conclude con la larga elencazione delle feste dellanno che sono per luomo giorni di riposo e felicit. Laggregazione di tali argomenti e il loro ordine viene qui a insegnarci una regola di vita per il singolo e per la collettivit: anche nei periodi di disgrazia e sventura, quando la fortuna non ci sorride, in un aspetto della vita o in un altro, proibito cadere nel baratro della disperazione e della perdita di speranza, bens abbiamo lobbligo di reagire alla rovinosa angoscia che parte inseparabile dellesistenza, e sperare nellarrivo dei giorni buoni: i giorni di festa e gioia. A questo riguardo il sapiente commentatore e poeta Rav Iben Ezra, dice: Degli effetti del giorno non spaventarti, come giungono cos se ne andranno..... (Parperat la-Tor).


Una semina attuata da No, proprio dopo avere lasciato l'arca, una volta calmato il diluvio, fornisce un sorprendente spunto su come ci dobbiamo relazionare e come dobbiamo reagire ai corsi delle guerre che ci hanno inghiottito durante gli ultimi due anni e che oggi minacciano di inghiottire l'intero Medio Oriente e forse il mondo intero. "E No, l'uomo della terra divenne profano (o meramente "cominci" a lavorare), e piant un vigneto" (Genesi 9:20). Rashi (1040-1105), il pi classico fra i commentatori della Bibbia, spiega che "quando No entrava nell'arca, portava con s dei rami (di vite) e germogli di alberi di fico" (Rashi ad loc, Midrash Rabbah ad loc).


Un approfondimento su "non desiderare la donna d'altri" e su "non desiderare la moglie del tuo prossimo"


Balaam compare all'inizio della parash Balak (Numeri 22:6) circondato dalla fama di mago, di uomo capace di influenzare le divinit. Nella visione di quei popoli il mondo governato da forze magiche, che interagiscono tra di loro in maniera meccanica; e c' una casta di esperti di queste forze, di specialisti che le sanno manipolare; un "governo dei tecnici" che sanno governare le influenze magiche. In questa prospettiva il destino qualcosa che inutile scrutare, perch prefissato, occorre anche qui lasciare fare ai tecnici, agli specialisti.


Il lume della fede conduce un popolo verso la sua liberta'


Parlando della Parasha' di Shavuoth, il primo verso incomincia proprio cosi':

  • Vayedaber elohim et kol-hadevarim ha'eleh lemor
    E pronuncio' il Signore tutte parole queste dicendo


La Torah comanda: E voi sterminerete il male dal mezzo del popolo ebraico.


Nella Parasha' di Ree', Moshe ricorda al popolo la Mitzva' del Ma'asser, che consisteva nel dare un certo quantitativo del prodotto annuale del campo come offerta al Bet Hamikdash ai Kohanim, ai Leviim ed ai poveri secondo determinate tabelle che dipendono dall'anno in cui ci si trova rispetto alla Shemitta' (settimo anno sabbatico di riposo della terra); senza entrare nei complicati dettagli di questa specifica Mitzva', ci soffermeremo sulla considerazione che i maestri traggono da essa relativa all'uso (ormai diventato praticamente obbligo) di mettere da parte 1/10 dei propri guadagni.


All'inizio di questa Parasha' leggiamo che Moshe promette al popolo che chi osservera' le Mitzvot verra' premiato; questo premio sara' elargito sia in questo mondo sia in quello futuro.


Nel libro di Devarim la Torah ci mostra la preoccupazione di Moshe ed il suo timore che il popolo abbandoni le Mitzvot una volta entrati in Erez Israel; per questo egli ricorda al popolo tutti i vari passaggi dall'uscita dall'Egitto, gli errori grandi e piccoli che il popolo commise e la grande misericordia di Hashem che ha sempre perdonato tutto anche se, solo nei casi estremi, solo dopo punizioni anche violente.


Dopo la parentesi della storia di Pinhas, la Torah ci racconta della morte di Bilam, ucciso crudelmente con una spada; questo personaggio, a cui dopo tutto la Torah ha dedicato l'intera Parasha' di Balak, dopotutto, aveva portato grandi benedizioni al popolo ebraico.


Dedico queste parole di Torah al mio caro amico Daniel Sarfati che, Beezrat Hashem, si sposera' questa settimana a Yerushalaim Yir Hakodesh, che possa avere felicita' serenita' e... tanti bimbi quanti ne vorra'.


Il tema centrale della Parasha' di questa settimana e' senza dubbio il racconto degli esploratori che desiderano entrare in Erez Israel per riferire al popolo prima che esso vi entri per intero.


La nostra Parasha' comincia con la Mitzva' dell'accensione della Menora'; Mitzva' che, come dice il testo, viene data ad Aharon ed ai suoi figli.


Uno dei brani di questa Parasha' - che, peraltro, e' ricchissima di spunti (non ultima la Birkat Kohanim) - riporta la cerimonia della Isha' Sota', cioe' la donna che veniva sospettata di adulterio.


Nella Parasha' di Lech-Lecha' Hashem si rivolge ad Avram e gli comanda di essere integro (in ebraico, Tamim); lo stesso termine lo troviamo riferito a Noach, che la Torah definisce come un giusto integro nella sua generazione. I maestri si domandano come mai Avram non era ancora perfetto e come mai invece lo era Noach che, pur essendo un giusto, e' sicuramente inferiore di livello ad Avram.


Cio' che succede il terzo giorno della creazione ci lascia un'insegnamento molto profondo di Rav Kook.


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