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Umorismo e simpatia


Tempo di guerra. Due ebrei passano davanti ad una chiesa cattolica. Leggono su un cartello: "A tutti quelli che si battezzeranno, in dono mille lire". Si guardano: "Vai tu?" - "No, vai tu per primo!" - "Aho, io c'ho fame, vado".


Moglie e marito escono dal Tempio e si dirigono verso casa passando per una via molto commerciale quando la moglie si ferma davanti ad una vetrina:


La sai l'ultima?


L'aereo appena decollato, quando un frate si rende conto che il suo vicino di posto, che ha aperto un libro e lo sta leggendo, ebreo.


Il mio testo di Ebraico contemporaneo insegna come si fanno i biglietti di invito o le partecipazioni ad un evento, ed ha reso gli esempi pi divertenti ricorrendo a personaggi biblici.


Lo shnorrer Moisha Motztkele riceve una congrua donazione in denaro dal suo protettore Nathan Rotschild.
Soddisfatto, Moishe si precipita nel miglior ristorante della citta' ed ordina del salmone affumicato.


Lo shnorrer l'ebreo povero che batte continuamente cassa per tirare a campare agli ebrei ricchi. Ogni ricco ebreo ha il proprio schnorrer che viene ripetutamente sovvenzionato, sfamato, curato e cosi' via.


Isacco non riesce a dormire a causa delle preoccupazioni finanziarie: infatti deve una forte somma all'amico Aronne e non in grado di restituirla tempestivamente.


Moishe passa per la strada e vede Sara, la moglie del suo amico Aronne, sul balcone che stende la biancheria.


Nella chiesa di Don Paolo vengono ordinate delle monache. Durante la funzione don Paolo vede il suo amico Abramo, rabbino, seduto sui banchi con gli altri fedeli.


Agli sposi Isacco e Sara nasce un bambino gigante che pesa ben dieci kili. Viene chiamato Sansone ed un colosso.


Un giorno vennero al cospetto del re Salomone, l'uomo piu' sapiente della terra, due donne : Myriam ed Avigail accompagnate da un giovine.


Due ebrei si incontrano per caso alla stazione dopo anni che non si vedevano.


Il comandante di un volo di linea David Rosenberg ha come copilota Ling Fu,cinese, verso il quale nutre una profonda ed istintiva antipatia.


Isacco e Sara, sposi fedeli, festeggiano con la numerosa famiglia i loro cinquanta anni di matrimonio.


Don Paolo e il rabbino Abramo, vecchi amici, si ritrovano sul solito treno durante un viaggio. Sono soli nello scompartimento e si abbandonano al piacere della conversazione. L'argomento sono i nipoti.


Il prof. Nathan Loewenthal, illustre anatomista di fama mondiale, si prepara alla sezione di un cadavere nella sala dell'anfiteatro anatomico di fronte ai suoi allievi. Non appena scopre il cadavere, vien fuori un membro da museo romano. Improvviso si ode il pianto unanime delle donne presenti che fuggono ululando:" E' morto Moisha Motzkele!!!!!!"


Don Paolo, parroco , girando in bicicletta per il paese incontra il suo vecchio amico Abramo, rabbino, che va a piedi infuriato come una vipera.


Don Paolo, prete cattolico e il Rabbino Abramo si incontrano per caso in uno scompartimento del treno in occasione di un viaggio. Sono vecchi amici sin da prima della guerra ed hanno vissuto insieme molte esperienze, anche drammatiche. Sono soli nello scompartimento ed il discorso cade, casualmente, sui divieti delle rispettive religioni.


Un bel giovanotto seduto in aereo accanto ad una bella ragazza. Mentre attendono la partenza il giovane tenta di attaccare discorso sfoderando tutto il suo fascino ma senza successo. La bella resiste e si chiude in un mutismo ostinato.


Il prof Aaron Rosenheim ed il Prof Isaac Rosenfelder sono due illustri psichiatri di fama mondiale, ambedue allievi meritevoli di Sigmund Freud.


Isaac Levi compra un bellissimo pappagallo. La moglie Sara lo mette sulla gruccia in salotto ed un giorno invita le sue amiche ad un party.


La Signora Netanyhau si lamenta con il consulente matrimoniale che il marito Benjamin (Bibi) non le presta le attenzioni sessuali che Ella vorrebbe avere.


Due distintissimi signori stanno facendo la pip in un "pissoir" della stazione di New York. Sono in piedi l'uno accanto all'altro. Ad un certo punto uno dei due si rivolge cortesemente al vicino e gli chiede:
" Scusi Signore! Lei ebreo?"
"Ma che intuito!" fa l'altro "come ha fatto a capirlo?"


Un giorno di tanti anni fa l'Onnipotente (benedetto sia il Suo nome) si reca dai Babilonesi e chiede: "Volete essere il popolo eletto?". "Mah, vediamo! e che dovremmo fare?"
"Per esempio, vivere castamente" . " Vuoi scherzare? a Babilonia si campa solo sul sesso. No, grazie!"


Come si riconosce un no-global iscritto ad un collegio rabbinico?


"Un tribunale tedesco respinge il tentativo degli ortodossi di restringere lo status di ebrei (e l'accessibilit ai fondi federali) ai soli ebrei ortodossi"


Tutti voi ricevete immagino dello spam con le proposte pi improbabili; ma se fosse ebraico questo spam, che proporrebbe?


Oh mio Signore, che devo fare della mia vita? Cosa ti aspetti da me? Cosa c'e` dopo la morte? Qual'e` il senso della vita?
attimo di silenzio
poi, come un tuono, la voce dal cielo...


Un rabbino sta insegnando lettura della bibbia in una classe elementare e si sta parlando della rivelazione.
L'alunno Ismael chiede:"Maestro,anchio potrei ricevere una rivelazione?" "Ma certo-dice il maestro-vai sulla collina qui di fronte e invoca il Signore che ti dia la rivelazione".
Dopo pochi minuti il bambino,tutto arrabbiato,ritorna in classe e dice:"Maestro!Ma cosa mi fai fare!Lass sulla collina,sotto la pioggia a invocare Dio!Mi sono sentito un povero scemo!"E il maestro:"Hai visto?Ti dicevo io che il Signore ti avrebbe dato la rivelazione!"


Giovane agente delle tasse alla sua prima missione: controllare i conti della locale Comunit Ebraica. I suoi superiori pensano che sia una "sinecura", la missione giusta per un novellino, in quanto i conti sono tenuti a regola d'arte fin dai tempi di Giuda Maccabeo. Ed infatti sono esatti al centimillesimo di Euro.


Partita di golf in Paradiso, Gesu' contro Mose'


Un amico mi ha detto: "l'umorismo ebraico non mi dice nulla e non capisco chi lo esalta" ed ha fatto scattare in me una riflessione.

Molte barzellette ebraiche sono in realta' dei "micro-midrash", cioe' delle micro-omelie, che hanno assunto la forma di barzellette per essere meglio ricordate.


Levy e Salomone sono costretti, se vogliono attraversare, in campagna, un piccolo ruscello, a levarsi le scarpe.

Levy - fa Salomone, che cammina ultimo - lo sai che hai i piedi molto sporchi?

Allora l'interpellato si volge e osserva le estremita' del compagno:

Ma neanche i tuoi scherzano.

Per forza. ho vent'anni piu' di te, sai!


Mentre Dupont e Durand stanno giocando a carte, passa Bloch, che i due invitano a fare una partita.

No, no, voi giocate per denaro e questo non e' nei miei principi.
Ma si tratta di poco, vedrai.
Di quanto?
Venti soldi.
Se e' cosi', sta bene, gioco anche io.

Ma quando, dopo la distribuzione delle carte, il gioco inizia, Bloch non ricorda di versare la sua parte. Gli altri due si guadano e ad un certo punto, non osando chiedergli i venti soldi direttamente, fingono di accusarsi reciprocamente di non aver versato, ciascuno, la posta dovuta.

Dupont, metti qui il tuo franco.
Ma se l'ho messo il mio? Sei tu piuttosto.
Ti sbagli.
Ed io ti dico che ti sbagli tu.

Bloch, duro, non ci sente da quell'orecchio. E gli altri daccapo. Finche' Bloch, annoiato, si alza.

Sentite, amici cari, questa commedia dura da troppo tempo. Non gioco piu'. Riprendo la mia posta e arrivederci.


Bloch e Blum un giorno si incontrano per la via.

Salve Blum, come va?
Non male, grazie.
Ti vedo tutto contento. Come mai?
Non lo sai? Non ho piu' preoccupazioni di affari.
Come hai fatto?
Ho un procuratore.
Caspita! E quanto ti costa?
Cinquemila franchi l'anno.
Tu scherzi? E come fai a pagarlo?
Appunto! Ecco la sua prima preoccupazione.


Levy volle, prima d'impegnare dei capitali in un affare, recarsi al Tempio e fare a D-o il seguente voto:

D-o degli Ebrei, se mi fai avere successo con il mio affare, questi sono mille franchi per il Tempio.

Ma l'affare ando' male.

Prima di provare con un altro, l'ebreo si reca in una Chiesa e, inginocchiatosi davanti all'immagine di S.Antonio da Padova, promette:

O misericordioso S.Antonio, se mi proteggete nell'affare che sto per intraprendere, questi sono mille franchi per voi.

Questa volta la speculazione ebbe buon esito, ma Levy si guardo' bene dal mantenere la promessa fatta al Santo. Pero' si reco' al suo Tempio e rivolgendosi a D-o, disse:

Tu, tu solo, o D-o dei miei Padri, sei l'unico D-o intelligente, giacche' tu solo avevi indovinato che se io avessi avuto fortuna non avrei mantenuto ugualmente la promessa dei mille franchi. Il Santo, quello degli altri, c'e' cascato. Signore, ecco i mille franchi per il Tuo Tempio.


Durante la guerra, Guglielmo II, passando in rivista uno dei suoi piu' brillanti reggimenti, mentre si intrattiene con gli uomini ad uno ad uno, vede che la tenuta di un soldato lascia molto a desiderare.

Come ti chiami?
Samuele Kohn, Maesta'.
Non e' quella la maniera di tenere la divisa. Otto giorni di prigione.

Dopo qualche mese si ripete l'occasione della rivista al medesimo reggimento, che si e' assai distinto in un'azione. Parlando com'era suo costume, alle truppe, il Kaiser termina il suo discorso cosi':

E adesso, compagni, in alto il fucile e gridate con me: "Gloria all'invincibile commilitone Guglielmo."

Tutti eseguono, eccetto uno, che non sfugge all'occhio attento dell'imperatore. Precipitandosi verso di lui, Guglielmo, che lo ha riconosciuto, esclama:

Ma tu sei Samuele Kohn?
Si', Maesta'!
E perche', dunque, adesso non m'hai salutato?
Perche' credevo, Maesta', che noi due si fosse in collera. dall'altra volta!


Levy si e' recato in casa Rothschild, per essere ricevuto, ma invano: il segretario insiste per sapere il motivo di tale richiesta. L'altro rifiuta. Vuol vedere personalmente Rothschild.

Mi dispiace, ma il mio principale e' molto occupato e poi non riceve se non per appuntamento.

Sentendo le voci, viene fuori Rothschild in persona.

Che cosa desidera?
Sono venuto per proporle un'occasione magnifica: farle risparmiare un milione.
Non saprei come.
Presto fatto. Lei non ha una figlia da maritare?
Certamente.
E non e' forse vero che le ha assegnato due milioni di dote?
Sicuro.
Ebbene. La dia a me, ed io mi contentero' di un milione soltanto!


Ad un pranzo, un vescovo e un rabbino siedono ai due lati della padrona di casa. Ad una portata con prosciutto e spinaci, il rabbino rifiuta di servirsi, suscitando un commento malizioso del vescovo:

Signor Rabbino, siete proprio deciso a non mangiarne?
Non posso, Monsignore: me lo vieta la mia religione.
Peccato credetemi!. Voi non saprete mai, caro Rabbino, quel che perdete.

Quando il pranzo e' finito, il Rabbino, che sta sulle mosse, fa in modo di andare via prima del vescovo, al quale, salutandolo, dice:

Monsignore, i miei omaggi alla vostra signora moglie!
Ma, scusate Rabbino mio, io non posso aver moglie. La mia religione me lo vieta.
Peccato veramente, Monsignore. Voi non sapete quel che perdete!


In primavera, nella famosa arca di Noe', quando il diluvio non era piu' che un ricordo, le cose si mettevano male. Disperato, Noe' si rivolse al Signore, che gli consiglio' di togliere a tutti i maschi rifugiati nell'arca il segno del loro attributo mascolino, riservandosi di riconsegnarlo loro al momento di abbandonare l'arca. Con questa trovata, la pace sembro' tornare nello storico galleggiante, e ciascuno degli animali conservo', nell'attesa della liberazione, un numero corrispondente al suo capo di vestiario.

Lo stesso giorno dell'avvenimento, la lepre incontro' il coniglio, in un angolo nascosto, e vedendolo ridere a crepapelle, gliene chiese il motivo.

Vedi. Ho preso il numero dell'elefante!


Mose', che un tempo aveva prestato cento rubli a Isacco, quando e' giunto il momento della scadenza e va a chiederglieli, se li vede rifiutati.

Mi rincresce, ma sono costretto a citarti in giudizio.
Come vuoi
- rispose l'altro - Ma hai le prove?

Davanti al giudice, Isacco si difende giurando che la pretesa di Mose' e' falsa.
Del resto - conclude trionfante - se egli esibisce una carta firmata da me con tale impegno, sono pronto a sborsare quanto egli chiede.

E voi, Mose', che ne dite?
Signor Giudice, i soldi glieli ho prestati sulla parola.
Mi rincresce
- conclude il Magistrato - ma io devo respingere la vostra istanza.

Finito cosi' il processo, i due si ritrovano fuori.

Allora - conclude Mose' - e' proprio vero, Isacco, che io non ti ho prestato i cento franchi?
Chi dice che tu non me li abbia prestati? Soltanto, vedi, non c'e' bisogno, nei nostri affari, di far ficcare il naso ad un goi!


Levy, un giorno si reco' al parroco per chiedergli di celebrare un servizio religioso in morte della sorella.

Ma, egregio signore Levy, non e' a me che dovete rivolgervi. Vostra sorella non era ebrea? Bisogna andare dal Rabbino!

Senta Reverendo: mia sorella, per dirgliela in confidenza, era convertita al cristianesimo.

Allora la cosa cambia aspetto.Potrei soggiungere che la poveretta era suora di carita'.

Quand'e' cosi' bisogna fare le cose come si deve, poiche' la signorina Levy era sposa di N.S.G.C. Si trattera' i spendere un migliaio di franchi in tutto.

Non importa. - E mettendo nelle mani del prete un modesto biglietto da cinque franchi, Levy concluse:

Per la differenza, vi rivolgerete a mio cognato.


Weil ha voluto condurre alla Sinagoga un amico cristiano. Durante il servizio, per essere scelto a leggere la Torah, egli offre cinque franchi. Allora il suo amico, forte:

Cento franchi!
Ma che diavolo fai? Sei pazzo?
Amico mio, se tu rischi cinque franchi per un affare, io posso rischiarne cento.


Samuele ha invitato l'amico Wormser a mangiare con lui in trattoria. Ad una portata di sogliole, l'una grande e l'altra piccola, Samuele, che serve, da' la piccola al commensale, e tiene per se' la sogliola piu' grande. Al che l'altro, scandalizzato:

Samuele, e' proprio cosi' che si fa con un invitato?

E l'altro:

Non capisco, francamente. Se fossi stato tu a servirmi, non m'avresti dato forse il pesce piu' grosso? Ebbene, io ho fatto precisamente cio' che avresti fatto tu.


Mayer che ha invitato a colazione al ristorante l'amico Blumenfeld, dopo aver mangiato, passa con lui davanti al tabaccaio. Mayer acquista una "corona" che accende.

E tu, Blumenfeld, non fumi?
Oh! Grazie, io preferisco un francobollo!


Rebecca si sta preparando per recarsi a Teatro.

Sara' meglio mettersi i guanti o lavarsi le mani?


Durante la guerra, un soldato romano e un soldato ebreo nativo di Gerusalemme, parlano del passato e dei loro progenitori. Il romano, a un certo punto fa:

Tu parli delle meraviglie compiute dai tuoi antenati. Ebbene, recentemente, scavando il suolo di Roma.. Sai che cosa e' stato trovato?
Che cosa?
Del filo di ferro!

Ebbene?
Come: ebbene? Non capisci? Significa che i romani avevano inventato il telegrafo!

L'ebreo ammutoli', ma per poco:

Anche nel sottosuolo di Gerusalemme e' stato trovato qualcosa di importante.
Che hanno trovato?
Hanno trovato: niente.
E allora?
E allora non significa che i miei antenati avevano inventato il telefono senza fili?


Blumenfeld racconta a sua moglie Ida d'aver incontrato l'amico Berele', un nuovo ricco, e di avergli chiesto:

E adesso che ti sei arricchito, che diavolo fai?
Cosa faccio?
- gli aveva risposto Berele'. Al mattino dopo la colazione mi sdraio sulla veranda; dopo, faccio quattro passi, per ritornare all'ora del pranzo e rimettermi sulla veranda a riposare. Ancora una passeggiata, poi la cena, ed infine ritorno a dormire, sempre sulla mia veranda.

La moglie di Blumenfeld commenta:

Che fortuna! E la moglie l'hai vista?
O, era solo.
Ma, non sai nemmeno come si chiama?
Bah, si chiamera' veranda!


Mayersohn, alla stazione del Nord, chiede un biglietto per Marsiglia.
Quarantadue franchi...
Come, quarantadue franchi?... Impossibile, signor impiegato.
Eppure e' cosi': quarantadue franchi.
Ma prima della guerra erano tredici franchi. Io lo so, ho fatto tante volte questo viaggio...
Certamente... Ora, il prezzo dei posti e' aumentato.
Ma io non voglio pagare una somma simile.
Mi dispiace. Se volete, e' cosi'... E sbrigatevi: il treno parte fra cinque minuti.
Andiamo, veda di farmi una piccola riduzione...
Ma lei e' pazzo... Crede di essere al mercato?
Su, su. Ecco trentacinque franchi, e compero il biglietto.
Tre minuti di tempo.
Facciamo trentadue franchi.
Ancora un minuto.
Ah! Neanche trentadue franchi? E' l'ultima parola?... Allora cambiero' stazione.


Worms si presenta alla porta del paradiso, colla sua carta di accompagnamento.
Entra, gli fa l'angelo di servizio.
No, no; non posso.
Come, non puoi? Qui c'e' scritto: degno d'entrare... E allora?
Non posso veramente.
Ma perche'? Entra o perdo la pazienza.
Vorrei parlare col Signore, ecco.
L'angelo comunica il desiderio, e il Signore arriva, poco dopo, in portineria.
Che c'e', Worms?
C'e' che non mi sento d'entrare...
Ma se t'ho autorizzato io stesso.
Sta bene, o Signore Iddio... ma ho una grave colpa in famiglia. Mio figlio si e' convertito...
Se e' per questo... Anche il mio. E tu cosa hai fatto? Ho fatto un nuovo testamento.


In un torrido pomeriggio d'agosto, Blumm, e un ebreo Cohen, sdraiati comodamente sui divani di una fresca camera, discorrevano per passare il tempo, della propria avarizia.
Caro signor Cohen, io ho dieci servitori e non spendo per il loro mantenimento piu' di dieci lire al mese!
Ed io, allora, signor Blumm, io che ne ho venti e non mi costano piu' di cinque lire!
Che caldo, caro amico e che bel ventaglio e' il vostro! Chissa' che prezzo!
Vi sbagliate... E' vecchio e mi e' costato poche monete di rame.
Ma come e' che e' cosi' conservato?
Vi diro', caro signor Cohen, e' un mio segreto; io lo agito con lentezza, avanti e indietro e poi indietro e avanti, cosi' che l'aria non ne sciupi i colori...
Ma il vostro e' una vera magnificenza, uno splendore. Scommetto che vi costa un patrimonio.
Al contrario; l'ho trovato per caso, ai bagni.
E, sono curioso: come fate a conservarlo cosi' bene?
Anch'io ho il mio segreto: quando voglio sventolarmi, lo tengo bene aperto in direzione del mio naso, davanti a me, e senza muoverlo agito violentemente la faccia da sinistra a destra e da destra a sinistra.


Davanti al caffe' del Mercato.
Di un po', Samuele, vogliamo prendere qualche cosa?
A chi?


Chi paga i debiti arricchisce! Dice un moralista.
Credete a me, risponde un vecchio ebreo, e' una voce che mettono in giro i creditori.


Passa vicino ad una di quelle carovane caratteristiche nelle fiere un vecchio ebreo affamato, pieno di tosse e d'acciacchi. Ad un nuovo terribile attacco di tosse, da un baraccone viene fuori un uomo che gli domanda se e' proprio lui a tossire a quel modo. Alla risposta affermativa, gli propone di entrare nella compagnia.
Non si tratterebbe che di tossire, come fai ora... E saresti pagato lautamente...
L'altro non domanda di meglio. Soltanto, come dovra' fare?
Semplicissimo. La sera, all'ora dello spettacolo, indosserai una magnifica pelle di leone. La tua tosse ti fara' assomigliare perfettamente al terribile animale. Ecco tutto.
L'ebreo accetta, e allora gli viene dato da mangiare ed un po' di denaro in anticipo.

La sera, durante la fiera, davanti alla folla, egli ripete' la sua parte, entro' nella pelle della belva. Dopo, comincio' a tossire ottenendo un successo straordinario. Il direttore del serraglio, mentre il povero ebreo entrava nella gabbia, annuncio' a voce tuonante:
Signore e signori... Si dara' inizio alla rappresentazione con lo straordinario combattimento fra un leone d'Africa e una superba tigre delle Indie.
A questo punto l'ebreo guardando dinanzi a se', vede nella stessa gabbia un'orribile belva. Terrorizzato, credendo di essere in punto di morte, comincio' a gridare:
Shema' Israel, Adonai Elohenu...
E dalla gola della tigre un'altra voce tremula continuo' la preghiera:
Adonai Echad.


In Egitto, una volta, un formaggiaio ebreo occupato a servire la clientela, senti' nel retrobottega, un rumore sospetto. Voltandosi improvvisamente, pote' scorgere la sua dolce meta' intenta a tradirlo con un turco.
Pianta clienti e bancone e si precipita dietro i colpevoli, col coltello alzato. L'uomo e' scomparso, ma raggiunge la donna, l'afferra e la tiene per i capelli.
Gia' il terribile coltello vendicatore sta per abbattersi sull'adultera, quando uno scrupolo improvviso lo ferma e si domanda:
Posso toccare della carne con questo che e' un coltello per il latte?


In un caldo pomeriggio d'estate, Levy, mentre comminava sulla strada provinciale sente il trotto di un cavallo. Si ferma e aspetta che gli passi davanti: e' il calesse del curato.
Che caldo, Levy.
Come no, signor Curato?!
Vai in citta'?
Sissignore.
Se vuoi approfittare...
Grazie tante, signor Curato.
Ripreso il viaggio, era inevitabile che i due parlassero di religione. Ad un certo punto, il Curato disse:
Non ho compreso mai, ad esempio, la bestialita' commessa da Giuda.
Sarebbe a dire?
Vendere Gesu' per trenta denari! Via, non e' proprio da furbi...
Suvvia, signor Curato: se Giuda ha preso soltanto trenta denari, sia certo che non c'era da cavarne un centesimo di piu'.


Salve, Levy!
Buongiorno Bloch.
E' un bel po' che non ci si vede. Come va?
Va bene, grazie... Forse ho trovato la cosa giusta stavolta.
Che cosa vendi?
Calendari ebraici... ne vuoi? Per niente cari...
Quanto?
Cinquanta centesimi.
Davvero non sono cari... Pero' mi domando come tu possa arricchire vendendo oggetti a cinquanta centesimi. Ad ogni modo non mi servono. Perche' non vieni mai a trovarci? Rebecca ti vedra' volentieri.
Ma dove state adesso?
Sempre in via degli Archivi.
Oh! Ci vedremo presto...
Arrivederci Levy.
Stai bene Bloch.

Levy, difatti, corse subito in via degli Archivi, a trovare la signora Bloch.
Buongiorno signora. Ho visto adesso suo marito che, non avendo spicci per pagarmi il calendario, mi ha mandato qui. Ecco il vostro calendario.
E quanto vi devo?
Un franco soltanto, per voi...
Non e' caro.
Vero signora? Grazie e arrivederci. Salutatemi vostro marito.
Bloch arriva a casa subito dopo e, saputo del tiro, si sfoga:
Che razza di canaglia sporca!... Melania, dice alla serva, corri dietro a quell'individuo che e' andato via di qui poco fa e digli di ritornare un momento per l'affare dei calendari.
Melania si precipita, raggiunge Levy:
Vengo a nome del signor Bloch? Per quella storia dei calendari.
So di che si tratta, ma proprio non posso assolutamente venire... Il calendario portateglielo voi, e il padrone vi rimborsera'.
Quanto?
Due franchi appena... Tanti rispetti ai signori.


Al pranzo di nozze della figlia di Rothschild, quando fu l'ora del brindisi, il Rabbino prese anche lui la parola:
Fratelli e sorelle non dimentichiamo, in questi momenti di festa e di gioia che esistono i poveri: gridiamo tutti ad una voce:
Hurrah per i poveri!.


Il Barone Rothschild organizzo' un pranzo per gli ebrei poveri:
Mangiate e bevete a sazieta'... Pero', guai a chi sara' sorpreso in atto di portare via qualche oggetto...
Il pranzo, infatti, fu sontuoso. Quando tutto fu finito, e i convitati stavano per andarsene, alcuni domestici appositamente incaricati, li perquisirono scrupolosamente. E addosso ad uno si trovarono dei datteri...
Il malcapitato fu spogliato interamente, rovesciato sulla tavola e legato bocconi.
Allora un domestico, presa la refurtiva, e li infilo', a uno a uno, la' dove... non batte il sole.
Il malcapitato non solo non si lamenta ma, ad un certo punto non puo' trattenersi dal ridere forte.
Che c'e' da ridere, animale? Chiese allora Rothschild.
Penso al mio compagno di destra, che ha rubato una noce di cocco!...


Ad un gran ricevimento dato da Madam Weil, la padrona di casa, pregata di suonare il pianoforte, acconsenti' dopo aver tolto a uno a uno i propri anelli (venti in tutto, due per dito) ed averli posti sul ripiano dello strumento.
La signora, dopo aver finito di suonare, si alzo', raccolse gli anelli e, istintivamente contandoli, si accorse che ne mancava uno.
Andiamo, fece senza scoraggiarsi, qualcuno inavvertitamente oppure per scherzo, ha fatto sparire un mio anello di platino con due zaffiri e un brillante! Tra parentesi: tremila franchi di valore...
Ora, l'autore, burlone o distratto che sia, e' invitato a rimettere l'anello in questa coppa d'argento, mentre io spengo tutte le luci, per non metterlo in imbarazzo...
Allora, coraggio! Uno... due... tre...!
Infatti, ecco a un tratto l'oscurita' perfetta e dopo qualche istante la voce della padrona di casa, che avverte:
Riaccendo!...
E riaccese, l'anello non era apparso ed era sparita anche la coppa d'argento ...


Il marito della signora Cohen, che e' in stato di avanzata gravidanza, viene rassicurato dal medico: ma la primavera sta arrivando, e il povero Cohen e' agitato. La moglie, che e' perfettamente al corrente di cio' che accade, un giorno gli dice:
Povero amico mio, ti comprendo e ti giustifico. Che farci? Hai sentito il medico? E allora, eccoti cinque franchi per poterti recare la' dove c'e' quella grossa lanterna in riva al mare... Hai capito? Io non me ne avro' a male, si usa: la natura ha i suoi diritti, e l'amore e' tutt'altra cosa. Va' pure, caro...
Allora tu mi permetti di andare laggiu' al porto?
Ma si'... Non me ne importa.
Cohen, che ha preso i quattrini, esce e s'imbatte nella signora Worms. Si salutano. La donna vuole sapere dove e' che si reca, e con tanta fretta, il marito all'amica:
Ecco, signora Worms, a voi, vecchia amica di casa, si puo' dire tutto. La mia Rebecca e' incinta, e io mi sentivo un po' nervoso, e allora mia moglie mi ha detto:
Senti caro Cohen, io comprendo il perche' della tua agitazione. Prendi questi cinque franchi e corri dove sai tu, laggiu' al porto, in quella casa dalla grossa lanterna sulla porta. Fa' cio' che hai da fare e ritorna; io non me ne avro' a male, che' la natura e' una cosa e l'amore un'altra...
Cosi' voi andate proprio laggiu'.
Certo.
Andiamo Cohen, non si fa, con donne sconce come quelle. Perche' non parlare con franchezza? Venite da me: farete piu' presto e sara' piu' ben fatto. E darete a me i cinque franchi.
Cohen non disse di no, segui' la signora Worms, che si merito' i cinque franchi.

Yorno' rapidamente a casa.
Come, cosi' presto sei di ritorno?
Sicuro...
Ma ci sei andato?
Niente affatto. Figurati che ho incontrato la signora Worms la quale ha voluto sapere assolutamente dove andassi; e allora gilel'ho detto che andavo al porto, la' dove c'e' la casa dalla grossa lanterna, e che tu me lo avevi permesso perche' non ti dispiaceva e mi avevi regalato, anzi, i cinque franchi, perche' una cosa e' la natura e un'altra cosa e' l'amore.
Le hai detto questo?
Certamente...
E lei cosa t'ha detto?
Allora, la signora Worms mi ha sconsigliato:
Non e' ben fatto andare con donnacce in un posto simile... Fra noi si puo' parlare con tutta franchezza, da buoni e vecchi amici. Venite piuttosto da me; farete meglio e piu' presto, e quei cinque franchi li darete a me...
E tu?
E io, naturalmente ho accettato.
Ma non le avrai dato mica i cinque franchi, spero?
Glieli ho dovuti dare.
Oh bestia che non sei altro! Suo marito, Worms, quando viene da me non mi da' nulla!...


Durante un viaggio in Russia, stanno silenziosi, uno di fronte all'altro, un ufficiale ed un ebreo. Il primo si addormenta presto, ma il secondo, forse per effetto del maiale che ha mangiato, presto si sente lo stomaco in subbuglio, dato il caldo snervante e quell'incessante movimento del treno.
Conclusione: l'ebreo finisce col rovesciare il suo pranzo addosso al malcapitato ufficiale, che continua a russare.
L'ebreo, non visto da nessuno, si rasserena, si guarda in giro, soddisfatto, poi tira l'ufficiale dolcemente per la giubba:
Ehi! Signor ufficiale...
E come l'altro comincia a svegliarsi, l'ebreo insinua:
Va meglio, dunque, adesso? E' passata?
Perche' mi domandate questo?
Come?... Avete appena vomitato, ed e' naturale che domandi se vi sentite meglio...


Dopo la guerra. Il commercio langue, e Levy, Bloch e Kahn, i cui negozi si trovano vicini, soffrono terribilmente della crisi.
Un giorno a Levy viene in mente di esporre un grande cartello:
Ribassi del 30%.
Kahn, per non essere da meno, annunzia a lettere grosse:
Ribasso del 50%.
Allora Bloch, il negozio del quale si apre fra quelli degli altri due, espone a sua volta un bel cartellone a caratteri cubitali:
Ingresso centrale.


Durante una seduta del Consiglio della Comunita', Blum muore improvvisamente; il presidente, commosso, va subito a cercare qualcuno che vada ad avvertire la moglie.
Tu, Wolf vuoi andare?
Certamente.
Pero', mi raccomando... con un certo tatto, con prudenza.
Wolf, giunto in casa di Blum, si trova a faccia a faccia con la signora:
Buongiorno, signora vedova Blum.
Che diavolo andate dicendo?
Dico: Buongiorno signora vedova Blum.
Questi sono scherzi da imbecille...
Volete scommettere venti franchi che voi siete proprio la signora vedova Blum?


Dupont, antisemita, si trova a cena con Bloch, da un comune amico. Tra le altre portate ecco una superba frittata con formaggio.
Io la voglio tutta per me! dice Dupont.
Proprio come me! dice Bloch.
L'anfitrione, non sapendo che pesci prendere, se la cava invitandoli a dormire da lui e promette per l'indomani la frittata a colui che raccontera' il miglior sogno fatto.
Il giorno dopo, a tavola, Dupont racconta:
Ho sognato di volare in cielo sulle ali d'un angelo e di aver dimostrato a Nostro Signore Gesu' Cristo come gli ebrei sono odiosi bricconi. Tra gli applausi dei presenti, Nostro Signore mi tratteneva fra i giusti.
Strano! dice Bloch, Strano come io abbia potuto sognare la stessa cosa... Dopo di che mi sono detto: Dupont certo non ritornera' piu' su questa terra. E percio' mi sono alzato tranquillamente e sono andato a mangiare la frittata!


Buongiorno, Mose'...E' tanto che non ti vedo e sono contento di incontrarti. Perche' sei preoccupato?
Sono disoccupato, Salomone, e capirai...
Ebbene, Mose', ringrazia il buon Dio: ho licenziato adesso il mio contabile goi. A lui davo uno stipendio di trecento franchi al mese; a te ne darei cinquecento. Accetti?
Grazie Salomone, del tuo eccellente ottimo cuore... Ma senti, non potremmo fare diversamente? Ad esempio domani mattina ti manderei un altro contabile goi a trecento franchi e tu mi daresti subito la differenza di duecento franchi...


Avraham e Daniel, invitati a pranzo presso un ricco banchiere, hanno deciso d'accordo, che ruberanno le posate d'argento, che dopo divideranno in parti uguali. Quando stanno tutti per passare in salotto, Avraham, impaziente domanda al compagno:
Quante sono?
Sei...
Meta' ciascuno allora!
Niente affatto.
Come? E i patti?
Amico mio, dovevi arrangiarti per conto tuo...
Avraham non insistette e ando' a sedere vicino alla padrona di casa.
Ad un tratto, questa si alza e annuncia:
Signore e signori, una bella notizia.... L'amico Avraham, che si diletta di magia, ci fara' assistere ad uno dei suoi giochi piu' interessanti. Andiamo Avraham, quale oggetto vuole?
Avraham stette un momento silenzioso, poi chiese che gli si portassero sei posate. Avute le posate, si mise tranquillamente all'opera:
Ecco le posate... Guardate come io le avvolgo nel mio fazzoletto: adesso le posate sono qui, nella mia tasca. Attenzione! Uno, due, tre... La'! Le posate sono passate nella tasca del signor Arakelian.
Il gioco, riuscitissimo, fu applaudito da tutti.


Un ebreo, trovandosi in prigione, fini' col diventare il segretario del Direttore. Poi volle cambiare e diresse il laboratorio dei calzolai, anche li' ottimamente. Poi divenne guardiano, sempre con ottimi risultati.
Oh! Signor Direttore! Voi non sapete qual e' il mestiere che io faccio meglio di tutti gli altri... Se mi permettesse di farlo!
Qual e'?
Quello del viaggiatore di commercio!...


Bloch, un giorno caldissimo d'estate, trovandosi a pranzo nel ristorante delle signora Dreyfus, non esita a togliersi la giacca, che piega sulla spalliera della seggiola. La padrona, un po' seccata, gli si avvicina:
Signor Bloch, che cosa credete che vi avrebbe detto il signor Marguery se, trovandosi nel suo ristorante, vi foste tolta la giacca come adesso?
Che cosa mi avrebbe detto il signor Marguery? Penso che mi avrebbe detto cosi':
Ola', giovanotto, se volete mangiare in maniche di camicia andate dalla signora Dreyfus.


Samuele si imbatte in Blum.
Come va Blum?
Non vedi? Faccio l'ambulante...
E... di che genere?
Di tutto un po'. Ecco, comprami questo orologio... Prezzo da amici: venti franchi.
Grazie, non ne ho bisogno.
Allora, preferisci questo occhialino? Trenta franchi.
Non saprei che farmene. Ciao Blum.
Te ne vai, Samuele? Comprami qualche cosa almeno: un calendario, due franchi.
No, no grazie. Non mi serve nulla!
E Samuele se ne va in fretta. Ma non ha ancora fatto venti passi, che si sente chiamare da Blum:
Fermati Samuele, ti prego!
Che c'e' ancora?
E l'altro, andandogli incontro:
Dimenticavo di dirti che sono anche schnorrer.


Il vecchio Israele si e' recato dal medico, per elencargli un mucchio di malanni. Il medico non gli trova nulla; pero', gli suggerisce di portargli, l'indomani le urine da esaminare.
Puntualmente, l'indomani Israele si presento' con almeno quattro litri del liquido da analizzare, facendo meravigliare il dottore. Il quale, fatta l'analisi, annuncio':
Niente d'anormale, assolutamente...
Tanto meglio, tanto meglio! concluse l'ebreo pagando la visita.
Poi, sul punto d'andarsene, gli chiese di poter telefonare alla moglie:
Prego. Ecco l'apparecchio...
Pronto? Pronto?... Sei tu, Sara?... Ti comunico che, grazie al Cielo, non abbiamo albumina, ne' io, ne' tu e neppure Mose' e Rebecca!...


Iossele si e' comportato cosi' valorosamente durante un combattimento contro i tedeschi, che il Generale vuole parlargli:
Bravo, Iossele! Sei stato un eroe, e voglio ricompensarti... Preferisci la croce di guerra, o cento rubli?
Scusi, signor Generale, desidererei prima sapere una cosa...
Cioe'?
Quanto puo' valere una croce di guerra?
Cinque rubli...
Benissimo... Allora preferisco avere la croce e novantacinque rubli.


Ai primi tempi della guerra, il giornale Le Matin aveva fissato un premio di cinquemila franchi per il primo soldato francese che si fosse impadronito di una bandiera tedesca. A Levy l'assegnazione faceva veramente gola; ed essendo stato mandato, per caso, in un tratto nel quale si trovava suo cugino Hirsch, di Strasburgo, arruolatosi con i tedeschi, e avendolo scorto, gli grido':
Hirsch, non hai mica letto il Matin?
Alla risposta negativa, gli lancio' il giornale. Il cugino lesse attentamente, poi venne subito dopo sulle nostre linee con una bandiera.
Buongiorno, Hirsch...
Buongiorno, Levy... E adesso, dividiamo!


Isacco, trovandosi ad un ricevimento, una sera, e' assalito ad un tratto dall'irresistibile bisogno di grattarsi. Ma come fare? Vedendo Levy, gli s'avvicina.
E allora, signor Levy, come va vostro figlio? Che cosa fa?
Il medico..
Ed e' contento?...
Non c'e' da lamentarsi. E il vostro?
Il mio? Il mio e' ufficiale di artiglieria... Vedeste che uniforme! Dappertutto galloni... Qui, degli alamari (e si gratta il petto), qui, poi, dei galloni (e si gratta gli avambracci): qua, ai calzoni, un magnifico nastro, lungo dall'anca al piede... Soltanto, vedete, egli mi da' ancora delle preoccupazioni (e si gratta la zucca)!...


Il direttore d'un ristorante si accorge che il signor Kahn, uno dei suoi clienti di riguardo, sembra parlare al pesce che gli e' davanti, sul piatto.
Ma come? fa egli avvicinandosi.
Parla con il suo pesce, signor Kahn?
Sicuro...
Ma crede che la capisca?
Perche' non dovrebbe?
Oh... che cosa gli chiede?
Nulla. Soltanto se e' in grado di dirmi qualcosa di mio cugino Blum a Budapest...
E che le ha risposto?
M'ha risposto testualmente:
Non sono piu' in grado di dirvi nulla, signor Kahn, perche' e' gia' piu' di un anno che ho lasciato il Danubio!


Simone ha deciso di prendere moglie, ma, a tutti quelli che gli propongono delle ragazze, oppone un rifiuto, per una ragione, o per un'altra: questa e' troppo povera, quell'altra e' brutta, o e' bionda, o e' bruna...
Un giorno, finalmente, si lascio' persuadere dallo schadchen che gli propose una certa Sara Rosenfeld.
Sta bene, ma ad una condizione; che si lasci prima esaminare tutta nuda.
Sei pazzo?
O acconsente, o non se ne fa niente. Non voglio sorprese dopo.
Lo schadchen s'incarica della strana proposta presso la famiglia Rosenfeld, e la giovane, informata della pretesa di Simone, acconsente alla prova.

Il giorno convenuto, Simone e lo schadchen furono accolti in casa Rosenfeld, ed il pretendente subito dopo viene fatto entrare in una stanza dove c'era Sara, che lo aspettava, nuda.
Quando finalmente usci', lo schadchen lo investi' con un:
Ebbene?
Simone si limito' a fare una smorfia.
Su, che ve ne sembra?
E l'altro, calmo:
Ecco: non mi piacciono gli occhi.


Levy, volendo un consulto dal celebre professor Kahn e saputo che l'onorario di questo dottore, dai cento franchi per la prima visita, scende, per le successive, a cinquanta, pensa di giocargli il tiro seguente: si presenta al medico e con un tono disinvolto annuncia:
Dottore, eccomi ancora da lei.
Il professore interroga, ascolta, e quando Levy gli mette in mano l'onorario di cinquanta franchi, sentenzia, con un impercettibile sorriso:
Nessuna novita' caro signore. Potete seguire la cura che le avevo prescritto l'altra volta!


Durante una partita di poker, in cinque, Bloch improvvisamente muore.
E adesso? fa Kahn, seccato.
Togliamo i sei, risponde Levy.


Prima della guerra, una cittadina della Polonia ospito' una compagnia drammatica la cui prima donna, molto bella era molto gentile con chi era molto ricco. Una sera, in teatro, fu visitata da un ebreo, dall'aspetto poco promettente, che volle parlarle dei suoi focosi propositi.
Ma non sai che bisogna essere fornito di soldi, per venire a farmi certe proposte?
Non sono ricco, fece l'ebreo, ma puo' darsi che quello che ti do basti per comperarti delle calze di seta...
E, cosi' dicendo, mostrava una vecchia busta di carta contenente cinquecento rubli.
L'attrice, sorridente, gli promise, allora, che l'avrebbe atteso nel suo alloggio, la sera stessa, dopo lo spettacolo. L'ebreo, timidamente, ringrazio' e si permise di porre queste condizioni: oscurita' assoluta nella camera, e la facolta', di tanto in tanto, d'uscire per fumare una sigaretta, e... riprendere fiato.
A tarda notte, infatti, la donna accolse nella camera del piccolo albergo l'intraprendente ebreo, il quale, alle cinque del mattino, era gia' alla sua... dodicesima sigaretta. Felice, stanca e stupita, l'attrice a questo punto non pote' trattenersi:
Sai, Mosche', che sei un Ercole addirittura, tu?
Io Mosche'? Neanche per sogno. Io sono Isacco...
Come, come... E' vero, tu non sei Mosche... ma dove e' andato lui?
Mosche' e' giu' in strada...
In strada? A far che?
Vende biglietti da cento rubli l'uno a chi vuol venire quassu'...


Da due anni, Sara che ha venticinque anni, e' maritata a Giacobbe che e' prossimo ai sessanta dal quale e' amata molto... platonicamente. Questo non impedisce alla donna di annunciare al marito, un bel giorno:
Giacobbe, amico mio, la benedizione del Signore Iddio e' su di noi; fra non molto avrai tuo figlio...
Sara, che dici? Un bambino adesso?
E io ti dico che sono sicura. Questo miracolo ti prova la bonta' del Signore.
Poco convinto, Giacobbe parlo' con il rabbino che, anche lui, fu del parere che i miracoli non sono piu' di moda.
Ascolta Giacobbe mio. Un giorno Salomone, per vivere in solitudine religiosa, pianto' gli uomini e si avvio' nel deserto armato di un semplice ombrello.
Scusatemi Rabbino, non vedo...
Abbi pazienza. Durante una passeggiata, il sant'uomo si vede davanti ad un tratto, un enorme leone che ruggiva spaventosamente. Che avresti fatto tu? Salomone apri' l'ombrello...
Vogliate perdonarmi, rabbino egregio... Non comprendo ancora...
Lasciami finire! Dunque Salomone apri' l'ombrello, e quella bestiaccia, il leone, cadde a terra fulminata. Sorpreso, il buon uomo volle voltarsi indietro, ed ecco la', a due passi da lui, un cacciatore, che aveva tirato nel medesimo istante...


Cohen e la moglie escono dalla casa di Rothschild.
La signora fa:
Ebbene, vuoi che te lo dica? I Rothschild non sono piu' quelli di una volta. Come!... suonare in due lo stesso pianoforte?! Pfui!


Samuele, in punto di morte, chiama a se' i due figli:
Non vi domando altro, figli miei, se non che sposiate delle ebree. Se, disgraziatamente, dovreste disobbedirmi, sappiate che io, nella mia tomba, mi rivolterei.
Morto che fu, i due figli si separarono, e solo dopo piu' di un anno, il secondogenito incontro' il fratello maggiore al braccio di una moglie evidentemente cristiana.
Sdegnato, disse al fratello:
Isacco, non ti sei piu' ricordato di quanto ci raccomando' nostro padre in punto di morte?
L'altro non seppe che rispondere, e i due si lasciarono male. Passo' qualche mese ancora, ed ecco un nuovo incontro. Questa volta e' il minore al fianco di una moglie cristiana.
Meraviglia ironica del figlio maggiore:
E dire che facevi il puritano!
Che vuoi, fratello mio! L'ho fatto per far rivoltare dall'altra parte, com'era prima, il povero papa' nella tomba...


Un parroco, un giorno, incontro' tre ragazzi:
Salve ragazzi, che fate sulla strada?
Buongiorno reverendo. Cerchiamo le farfalle.
Con questo caldo? Su, su, ecco dieci soldi a chi mi dara' la risposta migliore... Sentiamo, te, biondino: chi ami di piu' al mondo?
La mamma...
Bravo... E tu, ricciutello?
Mio padre...
Benissimo... Allora, a te, brunetto!
Io?... Nostro Signore Gesu' Cristo!
Ah! Questo si' che va bene... Eccoti i dieci soldi, te li meriti...
Come ti chiami?
Abraham Kahn... signor Curato


Mendele e' raffreddato terribilmente e se ne sta tappato in casa. Un giorno un amico, che era andato a trovarlo, gli consiglia:
Altro che lamentarti e tossire e soffiarti il naso! Bisogna che domani ti purghi...
E gli indica una purga energica e sicura.
L'amico ritorna la sera del giorno dopo.
Dimmi, Mendele, tossisci ancora?...
Me ne guardo bene - risponde questi spaventato, tenendosi il ventre con le mani.


Un giorno tre amici, un cattolico, un protestante ed un ebreo, alla fine del pranzo, si trovano a discutere di coraggio. Ciascuno dei tre naturalmente se ne attribuiva una grande dose, ma tanto il cattolico che il protestante erano d'accordo nell'affermare la pusillanimita' dell'ebreo Giacobbe.
Il padrone del ristorante non volle far da arbitro, ma ecco che, ad un tratto un uomo, probabilmente un pazzo, si precipita nel salone sparando revolverate a destra e a sinistra. In un attimo, il locale si vuoto' d'incanto: il cattolico fu trovato nella toilette, il protestante se l'era svignata in strada; soltanto Giacobbe era rimasto immoto al suo posto.
Il padrone, infatti, rientrando, ve lo trovo', e avvicinandoglisi non pote' trattenersi dal congratularsi con lui:
Bravo, caro signore, voi si' che siete stato coraggioso! Come avete fatto a resistere?
Allora l'altro, a bassa voce:
Vi diro': le condizioni dei miei... calzoni non mi permettevano di muovermi...


Blum incontra Levy:
Che aria contenta, Levy...! Che c'e' di nuovo?

E Levy, sfregandosi le mai:
Si', e' vero, sono proprio contento pensa che mi sono assicurato contro l'incendio e contro la grandine.

Blum, pensa un po' e poi dice:
Fino all'incendio, ci arrivo ma non capisco come farai a far grandinare!


Mayer, che e' arrivato dal cielo, domanda al Signore di entrare in Paradiso.
Impossibile! Sul tuo cartello c'e' scritto: Giocatore.
E' vero... Ma non importa! Lasciami entrare lo stesso, sii buono...
Nemmeno per idea... Non voglio giocatori in Paradiso!
Quand'e' cosi', senti: giochiamoci a pocker la mia parte di Paradiso. Se vinco, entro; se perdo all'Inferno...

D-o acconsente e i due si mettono a sedere. Un angelo porta le carte. La prima mano spetta al Signore.

E Mayer pronto:
Ma, intendiamoci: per il momento, niente miracoli!


Il vecchio Mose', sentendo approssimarsi la fine, chiama a se' la moglie:
Maria, fa venire il Curato.
Il Curato? Ma sei impazzito, Mose'?
Ti dico d'andar a chiamare il curato, e basta
Ti vuoi convertire? Dopo una lunga vita da buon ebreo e proprio sul punto di morte! No No Non e' possibile!
E il vecchio, ostinato:
Vammi a chiamare il Prete!

Maria, costretta ad obbedire, ritorna con il Parroco, che battezza il morente e gli somministra i sacramenti. Uscito il Prete, pero', la donna non resiste e, tra le lacrime, domanda ancora:
Perche', perche' hai fatto questo?
Ascoltami, Maria: non e' meglio forse che muoia un cattivo cristiano, che un buon ebreo?


Weil e sua moglie, passeggiando nel parco,
Si trovano, a un tratto, di fronte ad una persona che viene fuori da un cespuglio mentre ancora si sta abbottonando.
Vedendolo, Weil e' talmente indignato che vorrebbe andare a dirgliene quattro,
Ma la moglie, che ha locchio fino, lo trattiene:
Cosa fai? Non vedi che' correligionario?


Adamo e' in paradiso, con i Pii.
Un giorno, pero', non si fa piu' trovare.
Il Signore ricorre ai suoi migliori segugi, ma senza risultato.
Allora un detective ebreo chiede di essere incaricato della ricerca.
Accordato. L'ebreo si accomoda in una poltrona e si fa sfilare davanti tutti i Pii ignudi con un cappuccio in testa.
Ad un tratto, esclama:
Eccolo la'!
Effettivamente si trattava proprio di Adamo.
Ma come hai fatto a riconoscerlo? fece il Signore, incuriosito.
E' semplicissimo. Non ha ombelico...


Al tempo della guerra, Kovno era assediata dai tedeschi.
Lo zar, preoccupato, si consiglia con il suo Stato Maggiore, ma nessuna delle soluzioni prospettate gli va a genio.
Allora uno dei presenti propone di chiedere consiglio al vecchio Rabbino della citta', rinomato per la sua saggezza.
L'imperatore, dopo qualche esitazione, acconsente.
Rabbino, gli disse, e' vero che tu dai dei buoni consigli?
Lo dicono Maesta'...
Ebbene sentiamo. I tedeschi vogliono togliermi Kovno. Al mio posto cosa faresti tu per impedirlo?
Il Rabbino penso' un momento, e poi:
Ecco, Maesta': io intesterei Kovno all'imperatrice...


Il piroscafo Lusitania, sta per affondare.
Due ebrei sono sul ponte e uno piange silenziosamente.
Allora laltro:
Andiamo, Salomone, perche' piangi? Non e' mica tuo il piroscafo...


Durante un viaggio in mare, due amici ebrei cadono in acqua durante un furioso temporale che manda a picco la nave.
Dopo un'ora, tuttavia, riescono a toccare, sani e salvi, la riva...

Qualcuno dei presenti, stupito, domanda:
Ma come avete fatto a nuotare cosi' bene?
Noi non abbiamo nuotato.
E allora?
Agitando le mani, l'altro spiega:
Abbiamo continuato a parlare, ecco tutto!


Russia ai tempi dello zar. Viaggiando in treno, in uno scompartimento di prima classe, Rabinovich, che muore dalla voglia di parlare, tenta in tutti i modi di attaccare conversazione con l'unico compagno di viaggio, un ufficiale.
Questo, seccato, gli dice:
Sporco ebreo, vuoi smetterla di darmi noia?
E, passando ai fatti, appioppa all'ebreo un paio di schiaffi.
Cosi' picchiato, Rabinovich medita la vendetta. Sale intanto un controllore.
Signor controllore, fa Rabinovich, questo ufficiale qui mi ha malmenato. Dovete multarlo!
Imbarazzo del controllore: verbalizzare un ufficiale?
E d'altronde, aggiunge perfidamente l'ebreo, viaggia in prima con un biglietto di terza classe!
Il controllore e' costretto a constatate che e' vero ed a fare il verbale, ed a costringere l'ufficiale a scendere alla stazione successiva.

Quando Rabinovich scende alla stazione si sente chiamare:
Ehi! La'... Fermati ebreo!
Dio! La voce dell'ufficiale! Ancora?
Non aver paura... Andiamo, non voglio farti del male. Dimmi soltanto come hai fatto a sapere che avevo un biglietto di terza!
Semplicissimo... Era dello stesso colore del mio!


Un cattolico, un protestante ed un ebreo si trovano a parlare del matrimonio d'un comune amico.
Dice il cattolico:
Io non sono potuto andare alle nozze del nostro amico, pero' mi sono fatto vivo con un servizio da caffe' per dodici persone.
Neppure io ero presente, aggiunge il protestante, ma ho mandato un servizio da te' per ventiquattro persone.
Allora l'ebreo:
Io ero in viaggio, ma ho mandato la molla per lo zucchero, per servire il caffe' a duecentocinquanta persone...


Un gran signore polacco fa cercare l'ebreo Yenkele'.
Yenkele', t'ho mandato a chiamare per un affare.
Sempre ai suoi ordini.
Mi occorrono assolutamente due bassotti...
Niente di piu' facile. So di due che sono in vendita... Ma quanto vuole spendere sua Signoria?
Cento rubli
Cento rubli! Il signore vuole scherzare... Troppo, troppo poco. Meglio che non se ne parli piu'.
Calma, Yankele', calma... Quanto occorre?
Il doppio almeno...
Sta bene, ma dimmi: sono cosi' belli questi tuoi bassotti?
Meravigliosi...
Quando potro' averli?
Tra qualche giorno.
Ci conto... A presto!
Yankele' se ne va. Incontra, per strada, l'amico Schloime'.
Senti Schloime', sapresti dirmi che cosa sono i bassotti?


Isacco, non riesce a chiudere occhio. E' inquieto, preoccupato tanto che finisce col comunicare il suo nervosismo a Sara, la moglie, che dorme vicino.
Si puo' sapere, dice al marito, che hai, perche' non dormi?
Niente
E allora perche' non dormi?
Ti dico che non e' niente...
Isacco.... Dimmi che cosa ti preoccupa...
Lo vuoi sapere? ... Domani e' il 31!
E allora?
E' la scadenza...
Benissimo... E' la scadenza.
Beh... tu lo conosci, Roberto Blum, quello che abita qui di fronte?
Si', si'... va' avanti!
Come: va' avanti?... Gli devo cinquemila franchi e non ho neppure un soldo. Ti pare che possa dormire tranquillo?
Poveretto!... E' per questo che non dormi e non mi lasci dormire?

Sara scende dal letto con un salto; apre la finestra e chiama ad alta voce:
Blum! Blum!
Blum si affaccia mezzo intontito:
Che c'e', Sara? Isacco e' ammalato?
No!
E allora, ha preso fuoco la casa?
Neppure... Blum, mio marito non ti deve pagare domani mattina?
Sicuro...
Allora... Vi avverto che e' impossibile, perche' non ha un soldo...
Sara si gira, chiude la finestra e, dice al marito:
Poco fa non potevi dormire... Adesso, capisci? E' lui che non potra' dormire...


Due banchieri, per risparmiare, hanno in comune l'amante, che un bel giorno rimane incinta. Per evitare contestazioni sulla paternita' del nascituro, i due amici stabiliscono di provvedere, in parti uguali, all'educazione del loro figlio.
Ed ecco, una notte, Blum, uno dei due soci, tutto trafelato, corre a chiamare l'altro, Weil.
Andiamo, Weil, Elena sta per partorire...
Weil segue l'amico e vanno insieme alla casa dell'amante comune:
Vedi, dice Blum, io mi fermo quaggiu' ad aspettarti. Sento proprio che non avrei la forza di assistere al parto. Quando tutto sara' finito, chiamami.
Cosi' Weil entra in casa, solo. Dopo una mezz'oretta, eccolo di ritorno.
Sai, Blum, dice, che e' straordinario?
Che cosa?
Elena ha partorito due gemelli...
Oh! Allora tanto meglio: ognuno di noi 2 manterra' il suo...
Beh sai, aggiunge Weil, tutto compunto, il mio e' morto subito...


Un giorno, Levy, va da Bloch, e gli dice:
Bloch, tu forse non sai che domani si sposa mia figlia...
Lo so...
Ma lo sai anche che mi sono impegnato per centomila franchi in dote?
So anche questo...
Allora, quello che non saprai e' che, disgraziatamente, non ne dispongo piu' di cinquantamila... Potresti darmeli tu gli altri cinquantamila?

Bloch allora comincia a grattarsi la testa:
Ecco, e' che anche io non sto in una buona situazione. Ho avuto in questi giorni una forte scadenza e mi trovo all'asciutto. Pero' potrei darti un buon consiglio, se credi...
Sentiamolo...
Quando vi troverete dal notaio, per il deposito della somma, farai in modo di trovarti vicino al caminetto, e al momento buono poserai i tuoi cinquanta biglietti da mille davanti allo specchio. Cinquantamila davanti, cinquantamila di dietro... fanno centomila, mi pare!
Credi che non ci abbia pensato? Il problema e' che io possiedo soltanto quelli dello specchio


Blum non e' precisamente un prodigo. Durante la guerra ha formalmente vietato ai suoi impiegati di lasciar entrare chiunque si presentasse con richieste di offerte. Tuttavia un giorno, non riusci' a difendersi da due belle infermiere della Croce Rossa, e Blum, una volta tanto?, fu costretto a dare un assegno di cinquemila franchi.

Passo' del tempo, ed un giorno incontro' per la strada le due belle questuanti che gli fecero notare come, certo per distrazione, l'assegno non fosse firmato...
E non ve lo firmero' neppure adesso, mie belle signorine! Non crediate che io sia di quelli che si vantano di quello che fanno... Quando faccio del bene, voglio che resti anonimo...


Wolf, invitato a teatro dall'amico Mayer, volle contraccambiare subito la gentilezza invitandolo, a cena.
Al momento di pagare il conto, Wolf fece al cameriere un vero e proprio discorso:
Amico, io ti devo ventidue franchi, ai quali, se proprio non ti rispettassi, dovrei aggiungere la mancia. La mancia! Umilia chi la riceve e chi la da'; quindi ho deciso di soprassedere; o meglio, di limitarla a soli venticinque centesimi, quanti mi sembrano sufficienti per incitarti a meditare su quel che ti ho detto...
E i due escono assai dignitosamente, e vanno verso il teatro.

A spettacolo finito, Wolf vuole pagare la guardarobiera: cinque franchi...
Mayer rimase colpito.
Wolf, amico mio, il tuo gesto mi allarma.
Perche' mai?
Cinque soldi al cameriere, e cinque franchi a quella donna? Dove e' la logica dei tuoi principi?
Bestia che sei!... Non hai visto che soprabito m'ha consegnato?


Levy si accorge che il suo amico Wolf porta abitualmente l'anello con il castone rivolto in dentro.
Perche' mai, Wolf, questa stranezza? Non si trattera' mica di una nuova moda?
E Wolf, alzando le mani:
Dimmi, come faresti a far vedere il brillante quando parli?


Mayersohn, alla stazione del Nord, chiede un biglietto per Marsiglia.
Quarantadue franchi...
Come, quarantadue franchi?... Impossibile, signor impiegato.
Eppure e' cosi': quarantadue franchi.
Ma prima della guerra erano tredici franchi. Io lo so, ho fatto tante volte questo viaggio...
Certamente... Ora, il prezzo dei posti e' aumentato.
Ma io non voglio pagare una somma simile.
Mi dispiace. Se volete, e' cosi'... E sbrigatevi: il treno parte fra cinque minuti.
Andiamo, veda di farmi una piccola riduzione...
Ma lei e' pazzo... Crede di essere al mercato?
Su, su. Ecco trentacinque franchi, e compero il biglietto.
Tre minuti di tempo.
Facciamo trentadue franchi.
Ancora un minuto.
Ah! Neanche trentadue franchi? E' l'ultima parola?... Allora cambiero' stazione.


Oh Salomone, come va? Sono proprio contento di incontrarvi.
Sentiamo: che hai da dirmi?
Ho un buon affare da proporti.
Di che si tratta?
Vuoi comperare il mio cavallo?
Ma io non ho bisogno di un cavallo.
Guarda, e' un'occasione. Stammi a sentire. Tu parti da Berlino alle sette; ebbene, non piu' tardi delle otto del mattino sei a Potsdam.
Ma che caspita vuoi che io faccia a Potsdam alle otto del mattino?


Datemi retta, signor Blum.
Ah! No, per carita'. Non ho tempo.
Si tratta di voi, del vostro avvenire. Non l'avete vista in questa fotografia? Guardate se non si tratta proprio di una bella e graziosa brunetta?

Si', va bene. Ma non si tratta forse di Anna Rosenfeld, la figlia del negoziante?
Perfettamente! E sapeste che dote! Tre milioni.
Pero', quando l'ho vista l'altro giorno per la prima volta mi sembro' proprio zoppa. Ditemi: zoppica dunque sempre?
Ma no signor Blum. Soltanto un poco quando cammina.


Alcuni viaggiatori, visitando il ghetto di una cittadina in Lituania, si fermano davanti a una imponente, tipica figura di vecchio ebreo. Una donna dice al marito:

Guarda come gli si muovono i capelli.

Il miracolo e' accertato dal marito, come effetto della presenza di un vero esercito di parassiti. E il visitatore, che e' un feroce collezionista, non sa resistere di fronte ad un superbo esemplare di pidocchio, e lo afferra per chiuderlo nella sua scatola. Poi fa scivolare nelle mani del vecchio, derubato, cinque monete. Ma questi, insoddisfatto, lancia la moneta in terra, gridando furioso:

Restituiscimelo.


Incontrando un funerale, Bloch nota che l'amico con il quale si trova, cristiano, si segna devotamente.

Non capisco perche' voi cattolici vi facciate il segno della croce.
E' una tradizione che ricorda la crocifissione di nostro Signore Gesu' Cristo.
Penso che cosa fareste se egli, invece, fosse stato impalato.


Nella famiglia di un ebreo polacco pieno di figli e di miseria, la donna dice al marito:

Mose', questa sera e' Shabbat e non ho ne' candele ne' cibo.
Il Signore ci verra' in aiuto, vedrai.

E pieno di speranza, scrisse addirittura una letterina al Signore, mettendola in una busta, con la scritta: "Al buon D-o", che poi lascio' cadere in strada da una finestra.
Giusto in quel momento passava di la' il segretario di Rothschild, al quale arrivo' la lettera, si puo' dire, ai piedi. Questi la raccolse, sorrise, si stupi' e poi decise di mostrarla al principale:
Rothschild lesse e concluse:

E' impossibile lasciar morire della povera gente cosi'. Eccovi cinquecento franchi che darete agli interessati. Dite a loro che ho saputo da D-o con il quale sono in comunicazione, il loro caso pietoso.

Il segretario esegue la commissione portando ai disgraziati la somma e le parole buone del suo principale. Ma quando egli volse le spalle, la donna non pote' trattenersi:

Sai che c'e' di nuovo, Mose'?. Se Rothschild ti ha mandato cinquecento franchi in nome del Signore, chissa' che percentuale si sara' tenuta per lui!


Nel caffe', un cristiano ed un ebreo attaccano lite:

Brutto giudeo! Esclama ad un certo punto il cristiano.

Signore - risponde allora l'ebreo - direte a vostra moglie che e' una chiacchierona.


Ester, maritata con Bloch, ha per amante un certo Levy. Un giorno gli disse:

Guarda che mio marito partira' questa sera con il treno delle otto; tu quindi trovati in strada davanti a casa mia per le otto e mezza. Se mio marito e' veramente partito, buttero' giu' dalla finestra una moneta da due soldi e tu potrai venire su.

Bloch parte realmente. Ma gia' da mezz'ora Ester ha buttato la moneta dalla finestra, e Levy non si fa vivo. Passa un quarto d'ora, poi una mezz'ora e, soltanto dopo circa un'oretta, Levy suona alla porta di casa.

Ma dunque non hai sentito quando t'ho buttato giu' il pezzo da due soldi?
Ma si' che l'ho sentito.
E allora perche' farmi aspettare un'ora?
Non capisci che non mi riusciva di trovarlo?


D-o ha voluto riunire in Paradiso un cattolico, un protestante ed un ebreo.

A ciascuno di voi sara' concesso quel che desidera. Tu, per esempio, cosa vuoi? - disse rivolgendosi al protestante.
Io? La potenza, o Signore.
Eccola, prendi.
E tu?
- Fece poi il Signore al cattolico.
Per me, ecco, io vorrei l'oro del mondo.
Accontentato.
E tu, Samuele?
Io?
- disse per ultimo l'ebreo - io mi accontento dell'indirizzo del cattolico.


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