Haggadah di Pesach הגדה של פסח
Torna al sito

הגדה של פסח

Haggadah di Pesach

secondo l'uso della comunità ebraica di Roma

Edizione speciale per uso didattico distribuita dalla
Fondazione Keren Kayemeth LeIsrael Italia Onlus
Delegazione di Roma
Via Pietro Antonio Micheli, 53 · 00197 Roma
Tel. 06.80.75.653 · kklroma@kkl.it
Delegazione di Milano
Via Luigi Soderini, 47 · 20145 Milano
Tel. 02.41.88.16 · kklmilano@kkl.it
Le donazioni verranno dedicate alla foresta in memoria di Rav Elio Toaff Z.L.
Bonifico Bancario: IT58U 03069 09606 100000122860 — Intestato a KKL Italia Onlus
CCP: 8383055 intestato a KKL Italia Onlus
IBAN: IT13G 07601 03200 000008383055
Nella causale indicare sempre "Erogazione liberale per KKL Italia" affinché sia deducibile.

Audio integrale

Credits

Cantori e narratori

Coristi

Voce infantile

Correzione e recupero audio

Realizzazione multimediale

Schema di traslitterazione

Convenzioni fonetiche del rito romano (Minhag Bené Roma) adottate in tutti i documenti dell'Haggadah multimediale. Il sistema è stato applicato per la prima volta per traslitterare Haggadah.pdf in AggadahTraslitterata.pdf e da allora usato uniformemente in tutte le versioni.

§ I
Premessa

La traslitterazione segue le convenzioni fonetiche del rito romano (Minhag Bené Roma), che presenta caratteristiche proprie rispetto alla traslitterazione accademica standard e alle convenzioni sefardite o ashkenazite. Lo schema documenta le corrispondenze consonantiche, vocaliche e le otto regole fonetiche speciali del rito, elaborate sotto l'autorità di Rav Alfredo S. Toaff e Rav Elio Toaff.

§ II
Tavola delle consonanti

Le consonanti delle famiglie בגד כפת presentano doppio valore: occlusivo (con dagesh) e spirante (senza dagesh). Il dagesh forte produce geminazione; il dagesh lene indica solo il valore occlusivo senza raddoppio.

Lettera Nome Con dagesh forte Senza dagesh / spirante Note ed esempi
אAlef silente / portatore di vocale Non rappresentato come consonante propria
בBet / Vet b v בָּרוּךְ = Baruch; עֶבֶד = eved
גGimel g g הַגָּפֶן = agafen; גָּדוֹל = gadol
דDalet dd d Dagesh forte raramente si manifesta sul dalet
הHe h (spesso omessa) Art. def. הַ/הָ = solo a; ה finale = silente
וVav v (cons.) / u o o (vocale) וְ = ve-; וּ = u; וֹ = o
זZayin z זֵכֶר = zecher
חChet ch חָמֵץ = chametz; חֶסֶד = chesed
טTet tt t הַמַּטֶּה = ammattè (con art.)
יYod i / ì (vocale); i (cons.) יי = A. (Nome divino); יוֹם = iom
כ / ךKaf / Khaf k (o kk) ch כּ = k; כ/ך = ch; בָּרוּךְ = Baruch
לLamed ll l הַלְלוּיָהּ = Alleluià
מ / םMem mm m הָעוֹלָם = aolam
נ / ןNun nn n Geminazione rara in posizione iniziale
סSamech s סֵדֶר = seder
עAyin silente / contribuisce alla vocale עוֹלָם → suono portato dalla vocale maoretica
פ / ףPe / Fe p (o pp) f פֶּסַח = Pesach; אַף = af
צ / ץTzade tzz tz צִיּוֹן = Tzion; מִצְרַיִם = Mitzraim
קKof kk k קִדּוּשׁ = Kiddush; קָרָא = karà
רResh r Il resh non prende dagesh
שׁShin sh שָׁנָה = shanà; שַׁבָּת = Shabbat
שׂSin s שָׂמַח = samach; si distingue da ס solo per punteggiatura
תTav tt t אַתָּה = attà; תּוֹרָה = Torah
§ III
Tavola delle vocali (nikud)

Il sistema vocalico maoretico è reso integralmente. Il kamatz in sillaba tonica o finale riceve accento grave (à) per segnalare lunghezza e stress; lo shva è trascritto solo quando mobile.

SegnoNomeTraslitterazioneEsempi
ָא Kamatz gadol à (tonico/finale) · a אַתָּה = attà; שָׂדֶה = sadè
ַא Patach a בַּיִת = bait; אַף = af
ֵא Tsere è / e בֵּן = ben; מֶלֶךְ = melech
ֶא Segol e אֶרֶץ = eretz; אֱמֶת = emet
ִא Chirik i מִן = min
ִיא Chirik male (lungo) ì פְּרִי = perì; צִיּוֹן → i lunga
ֹא Cholam o קֹל = kol
וֹא Cholam male o עוֹלָם = olam; שָׁלוֹם = shalom
ֻא Kubutz u כֻּלּוֹ = kullò
וּא Shuruk u בָּרוּךְ = Baruch
ְא Shva mobile e (se mobile) / silente בְּרִית = berit; וּ = ve (congiunzione)
ֲא Chataf Patach a אֲבוֹת = avot; אֲשֶׁר = asher
ֱא Chataf Segol e אֱלֹהֵינוּ = Eloenu
ֳא Chataf Kamatz o Raro; vale come o breve
§ IV
Regole fonetiche speciali del rito romano

Il sistema del Minhag Roma si distingue per otto convenzioni peculiari, non presenti nelle traslitterazioni ashkenazite o accademiche. Queste regole riflettono la fonetica storica della pronuncia italiana dell'ebraico e le necessità pratiche della lettura corale al seder.

1. Articolo determinativo — omissione della ה La ה dell'articolo הַ/הָ è omessa; resta solo la vocale patach/kamatz che, per il dagesh forte sulla consonante seguente, produce geminazione.
הָעוֹלָםaolam
הַגָּפֶןagafen
הַיָּםaiam
2. Dagesh forte → geminazione consonantica Il dagesh forte raddoppia la consonante nella traslitterazione. Eccezione: le lettere con grafia digramma (tz, sh, ch) e la zayin non vengono raddoppiate per convenzione ortografica italiana.
אַתָּהattà  (תּ = tt)
הַלְלוּיָהּAlleluià  (לּ = ll)
וְצִוָּנוּvetzivvanu  (וּ = vv)
3. Il Nome Divino יי — abbreviazione A. Il Tetragramma (יי, יהוה) è trascritto come A. con punto finale. Convenzione propria del rito romano per indicare l'inesprimibilità del Nome.
בָּרוּךְ אַתָּה יי
Baruch attà A.
4. ה finale silenziosa La ה in posizione finale dopo vocale non viene traslitterata. Questo vale anche per la mappik (ּה).
תּוֹרָהTorah
מִצְרַיְמָהMitzraima
הַלְלוּיָהּAlleluià
5. Kamatz accentato → à Il kamatz in sillaba tonica o in posizione finale di parola è reso con accento grave à, per segnalare insieme la lunghezza vocalica e lo stress. Lo stesso vale per tsere tonico → è.
אַתָּהattà
לַחְמָאlachmà
עַנְיָאanià
6. ע (Ayin) — lettera quiescente L'ayin è silente ma porta la vocale maoretica della sillaba; a inizio parola con l'articolo crea sequenze del tipo a + vocale.
עֶבֶדeved
עַםam
הָעוֹלָםaolam
7. Aramaico del Seder Le sezioni aramaiche (Kol Chamirà, Ha Lachma Anya) seguono le stesse regole fonetiche dell'ebraico. Il determinativo aramaico finale -א produce la vocale à accentata.
חֲמִירָאchamirà
אַרְעָא → dearà
בִּרְשׁוּתִיbirshutì
8. Geminazione per la lettura corale Le parti da recitarsi in coro sono indicate da sottolineatura nel documento. Le consonanti geminate aiutano a uniformare la pronuncia del gruppo e a mantenere il ritmo comune della recitazione.
vetzivvanu · kiddeshanu · attà
I raddoppi scandiscono il ritmo della coralità
Nota — la Ayin nella tradizione romana antica Nell'antica pronuncia della Comunità di Roma, l'ayin era resa con gn, come attestato nelle fonti liturgiche storiche del Minhag Romano (es. שְׁמַע יִשְׂרָאֵלshemagn Israel in luogo di shemà Israel). In questa traslitterazione si è scelto di non adottare tale convenzione: l'uso del gn per l'ayin è ormai limitato a contesti di stretta osservanza della pronuncia storica e risulterebbe ostile agli utenti che utilizzano il testo per seguire la liturgia, generando incertezza nella lettura corale.
Avvertenza sull'eccezione alle geminate Le lettere con grafia digramma in italiano — sh (שׁ), ch (ח/כ), tz (צ) — e la zayin (z) non vengono raddoppiate nemmeno in presenza di dagesh forte, per non creare sequenze grafiche anomale nell'ortografia italiana (shsh, chch, tztz sarebbero illeggibili). Si tratta di una scelta editoriale deliberata e uniforme in tutto il documento, non di un'omissione.