Differenze tra le versioni di "Rabbi Moshe Chaim Luzzatto"

Da Ramh"al yomi.
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Moshè Luzzatto, nasce nel Ghetto di Padova nel 1707.in una famiglia di coomercianti, eruditi . Il Veneto ebraico dell’epoca è un pullulare di piccoli ghetti in cui si commercia e si studia, e per i matrimoni si mandano agli invitati [[Hiddot]] talmudiche da discutere al pranzo di nozze. Vivo è lo studio del Talmud, e della Qabalah, che mostra qualche segno di decadenza, dopo l’esplosione del movimento mistico-messianico di Shabetay Zevì. Ha la possibilità di frequentare l'università di Padova, dove dal XVII secolo erano ammessi studenti ebrei. Avrà dunque la possibilità di avere un'educazione filosofica classica, rinnovando il libnguaggio dell'aristotelismo di Maimonide, e del neoplatonismo della mistica ebraica medievale. Approfondisce l'arte del linguaggio, la retorica, la poetica. In lui vivono sia l'antico che il moderno. Sia il mondo interno al Ghetto che il mondo erudito che si muove fuori. Il Filosofo e il cabalista, [[HOKER UMEKUBAL]] sono per prima cosa cifre della sua anima, e dialogo interiore.
 
Moshè Luzzatto, nasce nel Ghetto di Padova nel 1707.in una famiglia di coomercianti, eruditi . Il Veneto ebraico dell’epoca è un pullulare di piccoli ghetti in cui si commercia e si studia, e per i matrimoni si mandano agli invitati [[Hiddot]] talmudiche da discutere al pranzo di nozze. Vivo è lo studio del Talmud, e della Qabalah, che mostra qualche segno di decadenza, dopo l’esplosione del movimento mistico-messianico di Shabetay Zevì. Ha la possibilità di frequentare l'università di Padova, dove dal XVII secolo erano ammessi studenti ebrei. Avrà dunque la possibilità di avere un'educazione filosofica classica, rinnovando il libnguaggio dell'aristotelismo di Maimonide, e del neoplatonismo della mistica ebraica medievale. Approfondisce l'arte del linguaggio, la retorica, la poetica. In lui vivono sia l'antico che il moderno. Sia il mondo interno al Ghetto che il mondo erudito che si muove fuori. Il Filosofo e il cabalista, [[HOKER UMEKUBAL]] sono per prima cosa cifre della sua anima, e dialogo interiore.
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  A vent’anni immerso nello studio della Qabalah , Luzzatto sente una voce, il Maghid che gli ordina una missione. In pochi anni scrive i Tikunè Hadashim, una continuazione del libro dello Zohar in cui commenta le ultime parole della Torah.
 
  A vent’anni immerso nello studio della Qabalah , Luzzatto sente una voce, il Maghid che gli ordina una missione. In pochi anni scrive i Tikunè Hadashim, una continuazione del libro dello Zohar in cui commenta le ultime parole della Torah.
 
“E per tutta la mano forte e tutte le  cose grandi e terribili che operò Mosè agli occhi di tutto Israele”
 
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Nell’ora in cui scrisse il rotolo della Torah, Mosè scrisse questa Torah (Deut. 31,9) che era un rotolo della Torah in cui si vedevano tutti i segreti in esso adesi in se stesso, tutti come materia sottile, Torah scritta e Torah orale, . E tutti i segreti nascosti in essa.
 
Nell’ora in cui scrisse il rotolo della Torah, Mosè scrisse questa Torah (Deut. 31,9) che era un rotolo della Torah in cui si vedevano tutti i segreti in esso adesi in se stesso, tutti come materia sottile, Torah scritta e Torah orale, . E tutti i segreti nascosti in essa.
  
La Qabalah cambia aspetto. Da meditazione sui “veri significati” nascosti sotto lo scritto, la “Torah bianca” sotto la “Torah nera”, negli anni tremendi di Shabetai Zevi era già cmbiata, in strumento di redenzione collettiva. Ma qui in Luzzatto non c’è più indulgenza e attenzione alla figura del Mashiach.  
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La Qabalah cambia aspetto. Da meditazione sui “veri significati” nascosti sotto lo scritto, la “Torah bianca” sotto la “Torah nera”, negli anni tremendi di Shabetai Zevi era già cambiata, in strumento di redenzione collettiva. Ma qui in Luzzatto non c’è più indulgenza e attenzione alla figura del Mashiach.  
 
C’è approfondimento sul fatto che la Shechinà, cioè la Dimora Divina è presente nel popolo ebraico disperso.
 
C’è approfondimento sul fatto che la Shechinà, cioè la Dimora Divina è presente nel popolo ebraico disperso.
  
 
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“Per tutta la mano forte” . Essa è la Shekhinà nell’Esilio di Israele. “le azioni grandi e terribili” sono il tempo delle sofferenze. E per tutte le riparazioni necessarie alla Shekhinà generazione per generazione, tutte che fanno riparare da Mosè, pastore fedele, anche queste che aveva compiuto Mosè. Perché la Shekhinà dell’esilio è detta “anima mia” come dice il salmo (sl. 57,5) La mia anima si trova fra i leoni, mi corico sui carboni ardenti”.
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'''“Per tutta la mano forte” . Essa è la Shekhinà nell’Esilio di Israele. “le azioni grandi e terribili” sono il tempo delle sofferenze. E per tutte le riparazioni necessarie alla Shekhinà generazione per generazione, tutte che fanno riparare da Mosè, pastore fedele, anche queste che aveva compiuto Mosè. Perché la Shekhinà dell’esilio è detta “anima mia” come dice il salmo (sl. 57,5) La mia anima si trova fra i leoni, mi corico sui carboni ardenti”.'''
  
 
Il suo allievo preferito, Mosè David Valle dirà nel ricordo del Maestro alcune parole di Torah trasmesse da Rabbi Moshe Chaim
 
Il suo allievo preferito, Mosè David Valle dirà nel ricordo del Maestro alcune parole di Torah trasmesse da Rabbi Moshe Chaim
“Io so che tutte le cose di questo mondo sono supervisionate e ordinate secondo l’ordine dei Nomi di D-o, e secondo ciascuna che li accoglie come un vaso, e secondo le combinazioni che si rinnovano ogni mese quelle leggi,  
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'''“Io so che tutte le cose di questo mondo sono supervisionate e ordinate secondo l’ordine dei Nomi di D-o, e secondo ciascuna che li accoglie come un vaso, e secondo le combinazioni che si rinnovano ogni mese quelle leggi,'''
  
  
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Versione attuale delle 18:58, 18 feb 2023

Rabbi Moshe Chaim Luzzatto

Ramcha"l

Come visse , le sue opere


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(Per gentile concessione Dr. Iole Di Simone

Moshè Luzzatto, nasce nel Ghetto di Padova nel 1707.in una famiglia di coomercianti, eruditi . Il Veneto ebraico dell’epoca è un pullulare di piccoli ghetti in cui si commercia e si studia, e per i matrimoni si mandano agli invitati Hiddot talmudiche da discutere al pranzo di nozze. Vivo è lo studio del Talmud, e della Qabalah, che mostra qualche segno di decadenza, dopo l’esplosione del movimento mistico-messianico di Shabetay Zevì. Ha la possibilità di frequentare l'università di Padova, dove dal XVII secolo erano ammessi studenti ebrei. Avrà dunque la possibilità di avere un'educazione filosofica classica, rinnovando il libnguaggio dell'aristotelismo di Maimonide, e del neoplatonismo della mistica ebraica medievale. Approfondisce l'arte del linguaggio, la retorica, la poetica. In lui vivono sia l'antico che il moderno. Sia il mondo interno al Ghetto che il mondo erudito che si muove fuori. Il Filosofo e il cabalista, HOKER UMEKUBAL sono per prima cosa cifre della sua anima, e dialogo interiore. Il giovane Luzzatto scrive una tragedia in ebraico, Sansone e i Filistei e altre poesie in ebraico. Inizia a Studiare Talmud, Halakhah e Kabalah.


לא אבדתי לבי לא לא אבדתי

רוחי נדיבה מאז סמחתני

אמית נפשי כי אז אהיה רונע

Non morirà il mio cuore, no, non morirà


Il mio nobile spirito mi sosterrà


La verità della mia anima, chè con calma forte sarò


A vent’anni immerso nello studio della Qabalah , Luzzatto sente una voce, il Maghid che gli ordina una missione. In pochi anni scrive i Tikunè Hadashim, una continuazione del libro dello Zohar in cui commenta le ultime parole della Torah.

“E per tutta la mano forte e tutte le cose grandi e terribili che operò Mosè agli occhi di tutto Israele”


Tikun n° 2

“Per tutta la mano forte” è la Torah orale, e “tutte le cose grandi e terribili” è la Torah scritta. “Che operò agli occhi di tutto Israele” Queste sono le verità segrete. Nell’ora in cui scrisse il rotolo della Torah, Mosè scrisse questa Torah (Deut. 31,9) che era un rotolo della Torah in cui si vedevano tutti i segreti in esso adesi in se stesso, tutti come materia sottile, Torah scritta e Torah orale, . E tutti i segreti nascosti in essa.

La Qabalah cambia aspetto. Da meditazione sui “veri significati” nascosti sotto lo scritto, la “Torah bianca” sotto la “Torah nera”, negli anni tremendi di Shabetai Zevi era già cambiata, in strumento di redenzione collettiva. Ma qui in Luzzatto non c’è più indulgenza e attenzione alla figura del Mashiach. C’è approfondimento sul fatto che la Shechinà, cioè la Dimora Divina è presente nel popolo ebraico disperso.

Tikun 3

“Per tutta la mano forte” . Essa è la Shekhinà nell’Esilio di Israele. “le azioni grandi e terribili” sono il tempo delle sofferenze. E per tutte le riparazioni necessarie alla Shekhinà generazione per generazione, tutte che fanno riparare da Mosè, pastore fedele, anche queste che aveva compiuto Mosè. Perché la Shekhinà dell’esilio è detta “anima mia” come dice il salmo (sl. 57,5) La mia anima si trova fra i leoni, mi corico sui carboni ardenti”.

Il suo allievo preferito, Mosè David Valle dirà nel ricordo del Maestro alcune parole di Torah trasmesse da Rabbi Moshe Chaim “Io so che tutte le cose di questo mondo sono supervisionate e ordinate secondo l’ordine dei Nomi di D-o, e secondo ciascuna che li accoglie come un vaso, e secondo le combinazioni che si rinnovano ogni mese quelle leggi,


Un nuovo Abulafià. Dopo il Messia di Salonicco, un Mosè a Padova! Quindi il piccolo gruppo con cui condivide Torah Talmud Qabalah, viene individuato in qualche maniera come “gruppo messianico” o almeno pre-messianico. Il Rabbinato di Venezia ordina a Luzzatto di cessare immediatamente lo studio e l'insegnamento della Kabalah, ed egli abiura e giura di distruggere le sue opere. I Tikkunim Chadashim saranno trovati a Londra nel 1958, dieci anni dopo la costituzione dello Stato d’Israele. Il Maestro emigra prima a Francoforte, poi ad Amsterdam. Qui scriverà i suoi grandi capolavori. La Mesillat Yesharim ed editerà una parrte dei suoi scritti kabalisti, come Le 138 porte della Sapienza. Da qui partirà per ERez Israel , ad Acco, dove morirè a37 anni.

L’esilio di Amsterdam e i grandi lavori Proprio in Olanda vengono stampate le sue grandi opere, alcune, all’italiana in forma dialogica e brillante, come VIKUI Ha’HOKER VEHAMEKUBAL, oppure DAAT TEVUNOT, oppure il Derekh H. Altre in forma sistematica, come le opere di filosofia. DERECH TEVUNOT SEFER HIGAYON (libro della logica) Oppure di Teologia Come DERECH HASHEM Altre come LEKACH PITCHE’ HO’HMA (Le 138 Porte della Sapienza) in cui si riassume la sua visione cabalistica. Rispetto ai 24 carichi di cammello di cui erano i manoscritti dello Zohar secondo la tradizione, o all’opera immensa di Moshe Cordovero o Haym Vidal, Luzzatto ha la stessa funzione di Maimonide e ALFASi. Semplificare, schematizzare senza perdere nessuna parola dei grandi trattati. Usando un ebraico semplice e accessibile per divulgare i grandi temi.

La logica

Come Maimonide, così Luzzatto deve confrontarsi con i grandi problemi della Logica. È un italiano, quindi ha accesso ad Aristotele di “Categorie” “Analitici Primi” Scrive nell’Introduzione al SEFER HIGAYON: Quando consideriamo le creature della terra e la parte che a loro spetta, si vede che D-o ha dato agli uomini una gran parte di questo Universo, e nel completamento di tutto ciò che vi è contenuto. Si può dire che la Creazione “In Principio…” come è divisa, è stata solo come un inizio verso l’essenza, e un essere in potenza per tendere a un essere completo. E la completezza in atto è stata completamente trasmessa all’uomo. I nostri Saggi ZL hanno insegnato a noi nella verità dei loro detti: “Tutto ciò che fu creato nei sei giorni della Creazione ha bisogno ha necessità di perfezionamento , il grano ha bisogno di terreno adatto, i lupini hanno bisogno di diventare dolci, e così nel Bereshit Rabbah (B.R. 11,6) “ Turno Rufo chiese a Rabbi Akivah: quali sono le cose più piacevoli, quelle fatte dal Cielo o quelle fatte dall’uomo? Rispose Rabbi Akivah. Quelle dell’uomo sono più piacevoli, e gli fece portare delle spighe e del pane dicendogli” Quale di queste due è piacevole? (M. Tanhuma P. Tazria 6)

L’opera di distinzione appartiene all’Uomo. Sulla spinta del 1700, della scienza Naturale, Luzzatto imposta la sua rivistazione della Logiac , attraverso un’opera di classificazione. Come un abile botaco ogni cosa ha il suo genere, famiglia , specie, varietà, E in questa opera si può riassumere il suo modo di innovare la logica

Il Derech Tevunot il Maamar al agadot I testi che presentiamo qui sono forse le guide più chiare di come navigare nel Talmud e nel Midrash. Il primo è organizzato secondo categorie logiche. Quale è la struttura del discorso. A ogni affermazione segue una domanda che dà seguito ad una catena di risposte e domande, obiezioni e sintesi ; analisi terminabile del periodo talmudico. L’altra opera più piccola sul Midrash apre alla lettura cabalistica. Esistono forme di racconti a noi tramandate dai Maestri d’Israele. Ma non tutti hanno le chiavi di interpretazioni. Pochi le ricevono e solo oralmente. Per cui l’apparente assurdità di molti aneddoti Talmudici nasconde profonde verità, scritte in chiave. È il momento in cui il Talmud viene messo in dubbio. Spinoza aveva definito il Midrash “Nugae rabbinorum”; Azariah De Rossi nel suo Me’or Ennaim , tende a reputare come fiabe molte storie contenute nella Ghemarah. Il Mahara”l nelle sue opere, in Beer HaGolah, in Nezach Israel si era opposto praticandone l’interpretazione sistematica. Luzzatto dà ai cabalisti il compito di sondare l’inspiegabile. È estremamente attuale, in un momento in cui si stampa il Talmud in Italiano la rilettura di queste due opere.

Il Sefer HaMelizà In più testi Luzzatto torna sulle leggi interne alla parola. Lui stesso poeta , commediografo, autore di dialoghi ne partecipa con capacità che spesso sembra quella di un grande commediografo, di un Molière o di un Goldoni. Il trattato più interessante, più settecentesco è proprio il piccolo SEFER HAMELIZAH che propone come organizzare una DERASHÀ, una omelia sulla base delle leggi del saper scrivere. Troviamo nel Talmud che le leggi basilari della parola e ile sue regole sono quello che è chiarito dalla natura stessa dell’intelletto, e desidera risvegliare, secondo ciò che espone a noi con esse, così noi potremo ordinare e mettere per esteso li nostri discorsi, secondo l’uso che desideriamo, Per stabilire forme che vogliamo stabilire, o per volere risvegliare ciò che vogliamo, Forse troviamo leggi uniche per colui che espone un discorso e per colui che vuole apprendere, ciascuno, secondo il suo studio e il suo scopo. Questa necessità di un nuovo linguaggio, scientificamente fondato, una nuova filosofia, una nuova Qabalah, prepara l’opera maggiore che tutto il mondo apprezza: la MESILAT YESHARIM Ragioni e struttura della Mesilat Yesharim Il titolo

“Mesilat Yesharim” si trova nel libro dei Proverbi

מְסִלַּת יְשָׁרִים סוּר מֵרָע

“Il Sentiero dei retti evita il male”


Ma ha anche altre assonanze. In Isaia si legge:

קוֹל קוֹרֵא--בַּמִּדְבָּר, פַּנּוּ דֶּרֶךְ יְהוָה; יַשְּׁרוּ, בָּעֲרָבָה, מְסִלָּה, לֵאלֹהֵינוּ

Una voce grida: Sgomberate al popolo la strada di H’, rendete diritto il sentiero (MESILLAT) del Nostro D-o


È quindi un compito da Profeta e da annunciatore quello che il Rabbi si pone. Ma non solo c’è un precedente: Nel 1649 viene stampato a Venezia il MAGHID MESHARIM, in cui R. Yosef Caro racconta le rivelazioni dell’Angelo MAGHID che gliha ordinato di proseguire sulla strada di Moshè, di Rabbì, di Rav Ashì, di Maimonide, di raccogliere la Torah in un insegnamento per tutti. E’ l’annuncio dello SHUCHAN ARUCH. Il Tomer Devorah Mentre lo Shulchan Aruch è una Torah per la vita di ogni giorno dell’ebreo, dicendo che erano norme per l’ebreo in Esilio, questo nuovo testo ha altri obiettivi.

Antecedenti della Mesillat Yesharim

Un antecedente fra i più conosciuti è il testo etico di Cordovero TOMER DEVORAH. Questo collega le virtù dell’uomo ai 13 attributi divine e alle Sefirot. La differenza è fondamentale è che ogni Etica positiva è statica, fotografa l’agire dell’uomo. La Mesilat Yesharim propone un processo che va dalla

ZEHIRUT (attenzione), alla ZERIZUT (diligenza), alla NEKIUT (Pulizia morale), alla TAHORAH (Purezza), Alla HASSIDUT (Pietà), alla Yraat HaChet (timore del peccato), fino alla KEDUSHAH cioè allo spirito di Profezia. 

La sequenza che Luzzatto segue è quella seguita nella Mishnah Sotah 8,14 Alla vigilia della venuta del Messia la spudoratezza crescerà, la carestia sarà in massimo grado, la vite darà il suo frutto ma il vino sarà caro, i governi si volgeranno all’eresia e non gioveranno ammonizioni, la casa di riunione dei dotti diventerà luogo di corruzione, la Galilea sarà devastata il Gavlan sarà desolato; le genti di confine gireranno di città in città e non troveranno grazia, la dottrina dei Soferim verrà in cattiva fama, i tementi del peccato saranno disprezzati la verità farà difetto i giovani faranno arrossire i vecchi (….)Rabbi Pinhas Ben Yair diceva: la diligenza porta all’innocenza, l’inocenza porta alla castità, la castità porta all’astinenza, l’astinenza porta alla purezza, la purezza conduce all’umiltà, l’umiltà conduce al timore del peccato, il timore del peccato porta alla Hassidut, la Hassidut porta al Ruach HaKodesh e il Ruach Hakodesh porta alla resurrezione dei morti, la quale resurrezione dei morti a mezzo di Eliah sia ricordato in pace Amen L’altro scritto , che qui pubblichiamo viene descritto l’albero della Santità , con foglie da ogni lato. Probabilmente è questo processo. Che porta dall’obbedienza ai Maestri alla Kedushà.

La ‘Alià

Dopo i grandi scritti, anche la stessa Amsterdam è ormai stretta per il nostro studioso. La sua attenzione alle ultime parole lo porta a commentare l’ultimo verso di Cronache” (2 Cron. ) che dice “chi è del Suo popolo : Salga”. È l’invito di Ciro Re di Persia agli esuli ebrei di ritornare in Israele. Luzzatto lo commenta “per salire ai gradini altissimi”. Ormai il poeta, il visionario, è tutto alle spalle nonostante abbia solo 36 anni prende la famiglia parte. Fonda una Sinagoga ad Acco. Qui morirà, di una pestilenza a 39 anni , lui e anche la giovane moglie Tzippora. Verrà sepolto vicino alla tomba di Rabbi Akivà a Tiberiade, di cui dicono già che fosse una reicarnazione. Alcuni dicono che la vera tomba è in altro villaggio della Galilea. È già entrato nella leggenda. È vissuto velocemente il padovano Mosè Chaim Luzzatto. Ormai è RAMCHA”L

IL GIUSTO