In un delizioso studio pubblicato nel 2001 sulle Annales, Elliot Horowitz analizza il ruolo del coniglio nell'immaginario ebraico e argomenta indicando le molte raffigurazioni (p. es. il soffitto della celebre sinagoga di Horovitz) in cui all'aquila — simbolo dell'Impero, ovvero dei poteri dei Gentili — è spesso accostato il coniglio. Come noto, tra i principi dell'ebraismo c'è anche la proibizione di cibarsi di carni di coniglio.

Horowitz suggerisce che nell'immaginario dell'Europa centro-orientale potrebbe essersi istituito un rapporto tra gli ebrei e il prolifico animale, simile a quello avvenuto tra i marrani e il maiale. Ovvero: come gli spagnoli identificavano il maiale con gli ebrei, perché simile non mangia simile (da cui una delle etimo del termine —marrano—) così in Europa centro-orientale gli ebrei possono essere stati identificati con il coniglio [en passant qui noto che per gli zingari ungheresi il coniglio è un animale di compagnia e che il distacco culturale con la maggioranza viene spesso ribadito sottolineando che i rozzi Gage ungheresi sono crudeli perché si cibano di un animale tanto mansueto].

Bugs Bunny parla con il tipico accento degli ebrei di Brooklyn.
Come molte creature uscite dallo studio dei fratelli Warner (ebrei anch'essi) è un'opera collettiva. Il suo esordio avviene nel gennaio 1945, nel cartone animato Herr meets Hare [Herr incontra il coniglio] (diretto da Freleng, un ebreo tedesco), in cui si fa beffe di Herr Goering.
Che carattere ha Bugs Bunny? Attingo dal sito della Warner Bros e integro con commenti.
http://looneytunes.warnerbros.it/stars_of_the_show/bugs_bunny/bugs_story.html

Bugs Bunny, invece di fuggire davanti a un cacciatore che avanza di soppiatto lo affronta con un disarmante —Ehi, che succede amico?—. Come non riconoscere qui la fierezza e l'impertinenza dell'ebreo che è fuggito dal ghetto europeo, ed è finalmente uguale a tutti gli altri, nella libera America?

Bunny vince sempre, qualunque sia l'avversario e in qualunque situazione. Nessun prepotente è troppo forte, nessun ipocrita al sicuro, nessun avversario così potente e questo non può che essere un riferimento alla sopravvivenza del popolo ebraico nonostante i tentativi di sterminarlo.

Il nemico principale di Bugs è Yosemite Sam, un tipo passivo-aggressivo.
Yosemite Sam, un omuncolo con i baffi, è irresistibile il richiamo all'imbianchino austriaco; davvero si può riconoscere in lui l'incarnazione dell'antisemita di tutti i tempi: stupido, rissoso, violento, armato e determinato a uccidere.

Bunny lo affronta con le armi del popolo ebraico: l'arguzia, la furbizia, lo sberleffo, l'agilità e... la fuga.
Bugs è chiacchierone e litigioso: in Rabbit Fire, Bugs Bunny e Daffy Duck (personificazione del nero del Bronx) litigano a più non posso — con grande sconvolgimento di Yosemite Sam — per stabilire se sia la stagione della caccia ai conigli o alle anatre; riferimento agli scontri tra ebrei e neri.

Il rapporto tra le due comunità costituisce una storia assai travagliata.
Le performance sportive di Bunny avvengono nel pugilato e nel baseball che negli anni 40 e 50 furono mezzi di integrazione degli ebrei nel tessuto sociale americano; in Rabbit Punch, Bugs finisce sul ring per una caratteristica tutta ebraica: la voglia di chiacchierare. È addirittura kabbalistico Hare-Way To The Stars in cui Bugs Bunny si trova a bordo di un razzo diretto su Marte, dove deve impedire che Marvin il marziano distrugga la terra.

Agli antisemiti che passano di qua per provocare e insultare, che credono di far piovere dubbi dall'alto della loro superiorità di —pacifisti—, che desiderano la sconfitta di Israele e spediscono denari agli assassini, che auspicano la scomparsa del nostro popolo (o dei nostri —tratti somatici—!) ripetiamo: sei tanto tanto tanto tanto tanto carino quando rosichi e ti incazzi.

Provaci ancora Yosemite Sam!

Facce ride.