Raccolta storica di risposte alle domande più frequenti sull'ebraismo, redatta e mantenuta dalla redazione dal 1996.
Questa F.A.Q.
Una F.A.Q. (Frequently Asked Questions) è una raccolta delle risposte alle domande più frequenti poste su un determinato argomento.
In questa FAQ cerchiamo di proporre risposte a quesiti inerenti l'ebraismo.
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Primo approccio all'ebraismo
In Vaikrà (Levitico XIX,18) la Torah (Il Pentateuco) insegna: tu amerai il tuo prossimo come te stesso; il Talmud riprende questa frase e ci dice che questo è uno dei grandi principi della nostra religione.
Un giorno un pagano domandò ad Hillel, un saggio del Talmud, di insegnargli l'ebraismo nel tempo in cui riusciva a rimanere in equilibrio su un piede solo; Hillel gli rispose che non aveva bisogno di tutto quel tempo perché l'ebraismo è non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te.
L'uomo tornò a casa e rifletté su quella frase, accettò di provare ad applicarla ed ecco che ogni qualvolta volesse fare qualcosa di riprovevole, pensava che non poteva farlo se amava il suo prossimo come se stesso. Egli finì per convertirsi all'ebraismo ed accettare anche tutti gli altri comandamenti.
Il libro più importante è la Torah scritta, impropriamente chiamata "antico testamento ebraico", nella quale sono presenti tutte le regole che un ebreo deve seguire nella sua vita.
Queste regole sono spiegate e discusse in una tradizione orale codificata nei testi della Mishnah, del Talmud e dei commentari e codificazioni successive (il più noto ed importante è lo Shulchan Aruch).
Tutti questi testi hanno, a tutt'oggi, uguale validità ed importanza nello stabilire i precetti che ogni ebreo deve rispettare e le loro modalità di adempimento.
La base dell'ebraismo è la consapevolezza di appartenere ad un popolo che deve vivere pienamente la propria vita secondo le leggi della Torah che comprendono le relazioni con D-o e con il prossimo.
Dopo la morte c'è una vita spirituale, quella dell'anima che ritorna nel luogo dal quale è venuta. Ella ritorna a D-o mentre il corpo si decompone. Un giorno ci sarà la resurrezione dei morti e quell'anima riavrà un corpo.
Un modo di vivere.
L'ebraismo ha al suo interno molteplici correnti di pensiero inerenti l'applicazione e l'osservanza dei precetti. Maggiori informazioni ed approfondimenti sono disponibili nella sezione Correnti dell'ebraismo.
Riti e organizzazione della religione ebraica
Nell'Ebraismo attuale non esiste un clero: il rabbino è un interprete della Torah, una guida, soprattutto perché più colto ed esperto dei suoi confratelli. È quindi un insegnante, un saggio che insegna pratiche religiose e consiglia chi lo interroga.
Il più grande dei nostri profeti, Moshè, non era che un uomo. La necessità di coordinare la propria azione soprattutto nei confronti delle autorità civili fa sì che esistano delle aggregazioni di comunità ebraiche nelle quali si creano organismi direttivi e di sorveglianza; ma non c'è una gerarchia rigida.
Per l'ebraismo l'uomo non è nessuno per perdonare o promettere il paradiso a chi ha sbagliato. Chi sbaglia si rivolge direttamente a D-o e si arrangia con lui. Chi è l'uomo per dare dei sacramenti?
Per contro, la nozione di sacro è così importante che la si ritrova in ogni momento della vita ebraica, in ogni atto che gli ebrei fanno quotidianamente. L'ebraismo si fonda infatti su 613 precetti irrinunciabili.
Ci sono circa 50.000 ebrei in Italia e, poiché gli ebrei sono presenti in questo paese dal tempo dell'impero romano, tantissimi luoghi di preghiera diffusi su tutto il territorio.
Purtroppo le comunità più piccole sono state messe a dura prova dalla seconda guerra mondiale e alcune sinagoghe, anche molto note e di importanza storica enorme, sono state abbandonate per la morte dei frequentatori.
La donna è esentata da numerose pratiche legate al tempo, tra cui anche la preghiera quotidiana, in quanto deve occuparsi dell'educazione dei figli e della costruzione nella casa di un ambiente adatto a farli crescere nell'atmosfera ebraica.
È quindi esentata anche dal ministero del culto anche se, nel caso non ci fossero uomini, può e deve recitare lei alcune preghiere.
I rabbini non possono ma devono sposarsi per l'obbligo di ogni ebreo di farsi una famiglia nella quale si possa vivere un'atmosfera ebraica.
D-o nell'ebraismo
Abramo, il padre del popolo ebraico ha scoperto il D-o unico come uno ed indivisibile e gli ebrei pronunciano quotidianamente, più volte al giorno, la frase: Ascolta Israele, il Signore è il nostro D-o, il Signore è uno.
L'ebraismo non accetta quindi alcuna divisione all'interno o all'esterno dell'unicità di D-o.
Non è corretto dire che D-o è venuto sulla terra perché la Sua Presenza riempie tutta la terra.
D-o è il creatore del mondo, è immateriale e non sarà mai contenuto in un corpo umano.
Non essendo mai morto, come può essere resuscitato?
A seguito del comandamento Non pronunciare il nome del Tuo D-o invano si è presa l'abitudine di non scrivere il nome nella sua forma completa neanche in traduzione.
Rapporto con le altre religioni
L'amore di solito vince su tutto, è questo che dice l'opinione comune. I figli di matrimonio misto però vivono un conflitto interiore perpetuo tra il modo di vivere ebraico presentato dalla famiglia del partner ebreo ed il modo di vivere presentato dalla famiglia del partner non ebreo.
Questo conflitto non si risolve, anzi si accentua, quando il bambino è costretto a fare una scelta per creare il suo modo di vivere perché, quale che sia la sua decisione, farà torto all'una o all'altra famiglia.
L'ebraismo proibisce i matrimoni misti ed è certamente un'azione egoistica che non tiene conto delle enormi difficoltà che riscontreranno poi i figli di questa unione.
Maimonide insegna che il re d'Israele di stirpe davidica che riconduce il popolo alla pratica della Torah e delle Mitzvoth in Eretz Israel ed inizia la costruzione del Santuario potrebbe essere il Messia. Se poi riesce a completare la costruzione va considerato effettivamente il Messia ma costui non è D-o, è solo il re d'Israele e come tale non ha l'autorità di cambiare la legge ebraica.
Il Messia verrà una volta, non avrà bisogno di ritornare e, poiché oggi non siamo nell'era messianica, Gesù per l'ebraismo non può essere considerato il Messia.
Essere ebrei significa, secondo la legge ebraica, essere sottoposti alla Torah: lo sono tutti i figli di madre ebrea e coloro che abbracciano l'ebraismo attraverso il tortuoso e scoraggiato percorso della conversione.
Il proselitismo è quindi antitetico alla concezione ebraica di conversione.
Il percorso per la conversione all'ebraismo è lungo e difficoltoso ma può essere intrapreso da chiunque lo desideri.
Va comunque tenuto a mente che secondo l'ebraismo un non ebreo è considerato degno del mondo futuro semplicemente rispettando i 7 precetti noachici.
Per la conversione bisogna rivolgersi ad un tribunale rabbinico; maggiori informazioni possono trovarsi presso la comunità ebraica più vicina.
Morale e vita quotidiana
Nell'ebraismo il divorzio è inteso come una soluzione per una coppia che non riesce ad andare avanti; ognuno dei due può comunque risposarsi in sinagoga. Tuttavia qualcuno dice che D-o pianga ogni qualvolta una coppia si separa.
Per poter infliggere la pena di morte è necessario il Sinedrio: poiché oggi questo organismo di giudizio non esiste, tale pena, seppure contemplata, non può essere applicata.
Bisogna comunque e sempre tenere a mente che la pena di morte, anche in presenza del Sinedrio, è pressoché inapplicabile ed è più un rafforzamento del valore della vita che un mezzo per privarne qualcuno.
L'atto sessuale è uno dei tre metodi contemplati per portare a compimento il matrimonio quindi il rapporto pre-matrimoniale è in un certo senso una contraddizione in termini.
Gli anticoncezionali femminili sono permessi se utilizzati all'insaputa del marito mentre quelli maschili sono proibiti per non incorrere nel divieto di Zera Levatalà (trad. impropria: seme al vento).
L'aborto è permesso solo se è in pericolo la salute fisica o morale della madre. Generalmente si può procedere solo entro quaranta giorni dal concepimento.
Esiste il concetto di Teshuvà, tradotto forse in maniera limitativa con "ritorno". Quando si commette un errore, una volta presa coscienza dello sbaglio, si inizia il percorso della Teshuvà pentendosi per ciò che si è commesso.
Se il pentimento è sincero, ovvero se nella medesima occasione il comportamento è diverso, dopo aver chiesto scusa per un massimo di 3 volte a colui verso il quale si è fatto torto, il processo è completo ma non si esaurisce. La Teshuvà assume quindi le caratteristiche di una condizione esistenziale non necessariamente connessa ad un atto specifico.
La forza della Teshuvà è tale che può riportare la situazione a come era prima che si commettesse l'errore.
Il frutto di ogni innesto è vietato all'ebreo fino a quando non esiste un albero nato da un frutto non modificato.
Per esempio: quando si innesta l'arancio nel mandarino si ottiene un albero di mandarancio che è proibito all'ebreo. Da quest'albero viene generato un seme di mandarancio che, se piantato, genererà un nuovo albero i cui frutti sono permessi all'ebreo.
Lo stesso discorso vale, secondo alcuni, per gli O.G.M.
Secondo la Torah il corpo deve essere riconsegnato integro a D-o quando si muore quindi le alterazioni permanenti sono proibite.
Il buco all'orecchio era contemplato per quegli schiavi che, una volta liberi, decidevano di rimanere dal loro ex-padrone: era il segno distintivo della loro condizione.
Per rispondere a questa domanda, consigliamo la lettura dell'articolo Eutanasia e Bioetica degli stati terminali di Rav Riccardo Di Segni.
Il rapporto con la società circostante
I motivi possono essere tanti:
- Sono in pochi e si sono trovati ad essere (soprattutto in area cristiana) più simboli che persone. Un simbolo sanno tutti cosa è: la rappresentazione della modernità, del demonio, della dignità, del denaro e di tante altre cose; una persona è assai più difficile da conoscere, soprattutto se appartiene ad una minoranza.
- Vivono in galut (diaspora, dispersione), perché il Tempio è stato distrutto e devono fare teshuvà (ritorno, pentimento) ed accelerare così la venuta del Messia.
- Non hanno mai accettato Gesù come Messia e molte persecuzioni sono state causate direttamente della chiesa in Europa, indottrinando i bambini sull'accusa di deicidio a gravare sulle spalle dell'ebraismo.
La nostra opinione è che sia una domanda da rivolgere soprattutto a chi ha perseguitato gli Ebrei, visto che costoro di ragioni obiettive per attirare persecuzioni non ne hanno mai date.
La religione e la cultura ebraica non obbligano a nessuna scelta politica precisa; ciò significa che si possono trovare ebrei in tutti gli schieramenti politici esistenti, e anche tra coloro che ne fonderanno di nuovi.
Naturalmente questo non significa che per l'ebraismo tutti i regimi politici si equivalgono: l'abiezione assoluta di tutti i regimi totalitari non può naturalmente trovare simpatizzanti tra gli ebrei.
Ma, in linea di massima, dal momento che non esiste una Chiesa gerarchicamente strutturata, ogni ebreo regola come crede il rapporto tra religione, cultura e politica. Ciò significa che i valori e i principi dell'Ebraismo, come la storia degli Ebrei, vengono invocati per dare ragione o torto più o meno a tutti gli uomini ed i partiti politici passati, presenti e futuri.
Anch'io, ma non ho mai capito cosa sia. :-)
Nelle democrazie occidentali è abbastanza comune che i cittadini si uniscano in associazioni per meglio organizzare la propria rappresentanza e far valere i propri interessi. Accade per gli alpinisti, per gli ex ufficiali, per i medici dentisti e accade anche per gli ebrei.
Nel mondo esistono infatti associazioni e gruppi di persone che rappresentano gli ebrei, e molto spesso sono state protagoniste di importanti battaglie civili. Sono tante, sono diverse, sono di solito in pessimi rapporti reciproci. Ce ne sono di influenti e di deboli, di legate ad un partito politico, di apolitiche, di molto numerose e di scarsamente rappresentative. Sono associazioni come tutte le altre analoghe e spesso si pongono obiettivi del tutto discordanti; naturalmente può capitare che si sciolgano.
Quello che non esiste è la lobby mondiale e transnazionale che unisce tutti gli ebrei tra di loro e ne coordina le azioni. Si tratta di una fantasia del tutto irrealistica: gli ebrei sono talmente litigiosi tra di loro che appena fondano una associazione si sentono in obbligo di creare una scissione. :-)
Nella terra (e non nello Stato) di Israele la cultura ebraica ha conosciuto il proprio massimo splendore culturale. La religione ebraica non obbliga ad appoggiare alcuno Stato, non fosse altro perché è sorta quando gli Stati non esistevano, ed esistono gruppi religiosi ebraici che negano legittimità allo Stato di Israele. Certo, si tratta di gruppi minoritari.
È innegabile che, dopo secoli di persecuzioni, l'esistenza di uno Stato ebraico ha dato a tutti gli ebrei del mondo una maggiore sicurezza psicologica, la sensazione (spesso non solo teorica) che se le condizioni peggiorano, esiste sempre un luogo in cui si può essere accolti e sopravvivere.
Ma, anche in questo caso, non esiste una opinione unanimamente condivisa: ogni ebreo regola come crede il proprio rapporto con quello Stato e con le scelte politiche dei governanti. Quegli ebrei che sono anche cittadini israeliani (e non solo loro...) esprimono le proprie opinioni con una franchezza ed una vivacità decisamente sorprendente; da questa caratteristica nascono dibattiti accesi più o meno in ogni luogo.
Ci sono ebrei presenti in tutte le classi sociali ed ebrei dotati di ogni livello di intelligenza. Gli ebrei sono una minoranza, il che vuol dire che con ogni probabilità anche tu che leggi conosci più goim (non ebrei) che ebrei.
Può quindi essere comprensibile che tu estenda a tutto l'insieme "ebrei" le caratteristiche di quegli ebrei che conosci; è un procedimento comune, ma che raramente porta a qualcosa di buono. Gli ebrei hanno subito innumerevoli tragedie, proprio a partire dalla diffusione di pre-giudizi come quelli citati, che vengono considerati veri anche se mancano totalmente di base empirica.
Secondo una leggenda purtroppo molto diffusa, sarebbero esistiti (o esisterebbero ancora) dei "tratti somatici caratteristici" degli ebrei. È una leggenda priva di basi, sia per quanto riguarda l'antichità, sia per l'epoca contemporanea: basta guardare i volti di tutti gli attori ebrei!
In area occidentale il ritratto dell'ebreo diffuso dalla propaganda razzista ha — non casualmente — molti tratti in comune con le raffigurazioni del demonio.
Nella storia del nostro popolo non sono mai mancati i tentativi di farci convertire a questa o a quell'altra religione. Paradossalmente, spesso si trattava di religioni nate dall'ebraismo stesso.
La questione del "chi è un ebreo" è molto complicata, ma c'è un punto condiviso da tutti gli orientamenti: la conversione ad un'altra religione (per esempio il battesimo) toglie significato culturale all'appartenenza al popolo ebraico. Allo stesso modo lo status giuridico di un ebreo in quanto tale non è in alcun modo modificabile.
Per questi motivi, sia nel sito che nei luoghi di discussione di cultura ebraica, non compaiono messaggi che fanno propaganda a organizzazioni che si dedicano alla conversione degli ebrei (p. es. gli "Ebrei messianici" o i "Jews for Jesus").
Linguistica ebraica
Prima di tutto mettiamo in chiaro che non sono dei termini dispregiativi.
Il termine "gentile", che deriva dal latino "gentium" (= le genti, i popoli), così come il termine ebraico "goy" (= straniero, plurale "goyim"), indica coloro che non sono ebrei.
L'idea che dietro la distinzione fra ebrei da una parte e non ebrei dall'altra siano celate teorie razziali, è una vecchia tesi antisemita priva di fondamento, giacché secondo la legge mosaica agli ebrei non è concesso nessun privilegio, ma semmai numerosi obblighi in più dei gentili (concetto di "elezione" e di "popolo eletto").
Entrambi, ebrei e gentili, sono chiamati a collaborare con D-o ai suoi amorevoli e misteriosi disegni.
Sul newsgroup it.cultura.ebraica si usa un sistema di traslitterazione specifico per le consonanti e le vocali ebraiche. L'idea di massima è contraddistinguere le vocali "brevissime" con &, le vocali "lunghe" con %, le vocali "piene" con ".
Il Muro, ultimo resto dell'esistenza del Grande Santuario, può essere chiamato in tanti modi:
- Kotel, usando il termine ebraico
- Muro Occidentale, usando il termine strettamente storico
- Muro del pianto, nell'accezione più sentimentale-ebraica
- Muro delle lamentazioni, usando la terminologia strettamente ebraico-religioso-ortodossa
Sì! Il termine "Tanach" è l'acronimo che nasce unendo le lettere T=Torah, N=Nevi'im, K=Ketuvim.
Torah (Legge):
Bereshit = Genesi, Shemot = Esodo, Vaikrà = Levitico, Bemidbar = Numeri, Devarim = Deuteronomio
Nevi'im (Profeti):
Yehoshua = Giosuè, Shofetim = Giudici, Shemuel = Samuele, Melachim = Re, Yeshaia = Isaia, Yirmiya = Geremia, Yechezkel = Ezechiele, e i dodici profeti minori.
Ketuvim (Agiografi):
Tehillim = Salmi, Mishlè = Proverbi, Iyov = Giobbe, Shir Hashirim = Cantico dei Cantici, Rut = Rut, Qohelet = Ecclesiaste, Echà = Lamentazioni, Ester = Ester, Daniel = Daniele, Ezra = Esdra, Nechemya = Neemia, Divrè Hayamim = Cronache.
Quale traduzione letterale della Torah, con il testo ebraico a fronte, consigliamo Pentateuco ed Haftaroth a cura di Rav Di Segni.
Kabbalah
Questo sospetto deriva dal fatto che la descrizione della realtà, fornita dalla Kabbalah, è spesso molto diversa da quella che il comune buon senso è in grado di farsi.
Ad esempio, secondo la Kabbalah, il fondamento che sostiene tutta l'esistenza è l'ain, il nulla metafisico. Un'altra idea è che l'intera creazione proviene dalla luce infinita, e che tutto ciò che esiste, in ultima analisi, è fatto di luce — un concetto che trova sorprendenti paralleli nella moderna teoria del big bang.
Grazie al loro spirito profetico, i maestri della Kabbalah avevano scoperto nella Torah delle profonde verità. Oggi appare sempre più chiaro come esista una convergenza tra le più moderne scoperte scientifiche e molte antiche idee kabbalistiche.
È vero il contrario. La Kabbalah mostra l'enorme importanza dei precetti religiosi, che assumono il ruolo di vere e proprie azioni riparatrici dell'universo, e non solo il conformarsi ad un codice etico.
Una gran parte dei maestri ebrei, di ogni tempo e luogo, si sono occupati di Kabbalah. Ad esempio, non tutti sanno che il Gaon di Vilna, la figura più influente di tutto l'ebraismo litaista, era un profondo conoscitore delle parti più segrete della mistica kabbalistica.
Innanzitutto ad una scarsa conoscenza dell'argomento: nelle Yeshivot, da centinaia di anni, non ci si avvicina agli argomenti kabbalistici.
È altresì vero che in passato sono avvenuti alcuni episodi molto preoccupanti. Il più famoso fu l'apostasia di Shabatai Tzvi che si era dichiarato il messia. Altri episodi mostrano che l'occuparsi della parte più mistica ed estatica della Kabbalah può, in effetti, causare degli scompensi negli equilibri psichici delle persone.
Un'altra causa dell'opposizione alla Kabbalah può essere il fatto che gli ebrei sono comunque sottoposti alle correnti culturali ed ideologiche della società in cui vivono. È quindi molto probabile che buona parte dell'avversione alla Kabbalah sia il risultato di secoli di illuminismo e di razionalismo.
Se ciò fosse completamente vero, equivarrebbe a condannare la Kabbalah a scomparire perché, oggi, il numero di coloro che riescono ad arrivare ad una conoscenza così approfondita delle fonti tradizionali dell'ebraismo è limitato.
Esiste un modo graduale di studiare la Kabbalah, che può venire iniziato in sincronia con altri aspetti dell'ebraismo. Come avviene in altri campi del sapere umano, anche la Kabbalah viene avvicinata a partire dalle sue parti più semplici ed essenziali, accessibili a chiunque.
Questo è un altro dei pregiudizi più diffusi. Una tale idea non compare nelle fonti della Halachà.
Alcuni dei più grandi maestri di questa disciplina morirono prima di avere compiuto i quarant'anni. Si pensi a Rabbi Isacco Luria Ashkenazi, il famoso Arizal, al quale dobbiamo la Kabbalah moderna, che mancò a soli 38 anni. Si pensi a Rabbi Nachman di Brezlav, che morì alla stessa età.
Se avessero dovuto aspettare di avere compiuto i quarant'anni, non avremmo mai avuto la loro opera preziosissima.
Una cosa analoga veniva detta non soltanto a proposito della Kabbalah, ma anche del Talmud. In passato le donne erano praticamente escluse dallo studio della Torah, ma ciò era dovuto soprattutto alle condizioni socio-economiche degli ebrei.
Oggi le cose stanno cambiando rapidamente. Ci sono numerose scuole di studio per sole donne, parallele alle Yeshivot. Di solito, i programmi colà svolti sono più interessanti e completi di quelli trattati nelle Yeshivot per i maschi.
La risposta può solo essere chiaramente e decisamente no!
La magia si basa sulla voluta manipolazione di determinate forze occulte, tramite rituali ed incantesimi di vario tipo, allo scopo di ottenere tutta una serie di vantaggi pratici, molto terreni ed egoistici. In più, la magia non tiene in alcun conto le norme etiche e monoteistiche che sono il fondamento adamantino di tutto l'ebraismo, compresa la sua parte esoterica.
È pur vero che un settore della Kabbalah, la cosiddetta "Kabbalah pratica", aveva una certa somiglianza con la magia. Esso è peraltro quasi del tutto inutilizzato al presente.
In Israele esistono diversi centri, e molti insegnanti privati, che diffondono la conoscenza della Kabbalah, sia a uomini sia a donne, di qualsiasi età. Le lezioni sono quasi tutte in ebraico, gratuite o con un costo di accesso minimo.
L'Italia è una terra che pur vantando un grande passato di studiosi di Kabbalah (basta ricordare Rabbi Moshè Zacuto, o lo stesso Ramchal, Rabbi Moshè Chaim Luzzato, o il più recente Elia Ben Hamozeg a Livorno) oggi non pone lo studio kabbalistico in risalto e chi se ne occupa lo fa in modo personale e privato.
La Kabbalah è indicata comunque per chi ha solide basi di ebraismo ed una vita famigliare completa.
Consigliamo, prima di rivolgere l'attenzione alla Kabbalah, di studiare approfonditamente il Pentateuco con i suoi tanti commenti, ovviamente preceduto da un ottimo corso di ebraico perché questo testo può essere veramente studiato e capito solo partendo dallo scritto originale.
Si passerà poi allo studio della Mishnà, indi il Talmud, poi i libri successivi di Maimonide, in particolare il Mishnè Torah. Una volta completata questa prima serie di studi, si potrà rivolgere la propria attenzione alla Guida dei perplessi di Maimonide e quest'ultimo, se le basi sono sufficientemente buone, aprirà la strada della Kabbalah.
Dal punto di vista strettamente ebraico, nessuna.
Per Gershom Scholem, Eliphas Levi era un ciarlatano che aveva orecchiato informazioni di terza mano.
Varie
Purtroppo le ricerche genealogiche sono molto lunghe e richiedono molte informazioni per essere intraprese. Consigliamo di ricercare in una biblioteca nazionale la pubblicazione inerente la storia dei nomi delle famiglie italiane e comunque di rivolgersi ad un centro specializzato.
Ricordiamo comunque che viene considerato/a ebreo/a il/la figlio/a di madre ebrea; la religione del padre è irrilevante. Con questa regola si può facilmente risalire all'appartenenza dinastica al popolo ebraico.
La Menorah è il candelabro a 7 bracci che stava nel Santuario di Gerusalemme e veniva acceso, un lume al giorno, ogni settimana per poi risplendere completo il sabato.