Col permesso dei maestri volevo parlare, riallacciandomi a una lezione del Maharal di Praga, della Mishnah d'apertura del capitolo 11 del trattato di Sanhedrin, che è anche quella che apre la recitazione settimanale dei P.A. (Pirqé Avot).

Questa Mishnah recita:

Col Israel iesh laem chelek leolam abba' sheneemar: veammech cullam zaddichim leolam ireshu' arez, nezer matai, mase' iadai leitpaer
— Tutto Israele ha parte nel mondo futuro in quanto è detto (Isaia 60.21):
Tutti i figli del tuo popolo sono giusti, erediteranno per sempre la terra, rampollo delle mie piantagioni, opera delle mie mani di cui mi glorifico

Ci sono varie difficoltà nel comprendere questa Mishnah; prima di tutto: è possibile che tutto un popolo sia formato soltanto da Zaddichim? E seconda poi, perché è scritto "delle mie piantagioni" al plurale e non al singolare? E poi perché Israele è paragonato a un semplice rampollo e non a un albero?

La giustizia del popolo d'Israele alla quale allude il profeta Isaia non è riferita alle proprie azioni, in quanto è chiaramente impossibile che un popolo sia formato solo da giusti, e altrimenti la terra sarebbe ereditata soltanto dai Zaddichim e non da tutto il popolo d'Israele come dice il profeta. Isaia allude qui a quella giustizia intesa come componente intrinseca del popolo d'Israele, quella che ne qualifica ogni membro indipendentemente dalle proprie azioni. Il popolo ebraico è stato creato senza difetti e per questo paragonato a un tipo di farina chiara e pura che non ha residui.

Per questo capiamo come mai erediteranno la terra per sempre. Questa non è la prima volta che nel Tanakh la parola Erez (terra) è associata al concetto di eternità, ad esempio: Ia beerez achaim (D-o nella terra di vita) in Isaia 38.11, oppure atta' machsi' chelki' beerez achaim (Tu sei il mio rifugio, il mio possesso nella terra di vita) Salmi 142.6, e venatati zevi' beerez achaim (donerò splendore alla terra di vita) Ezechiele 26.20.

La terra è associata alla vita in quanto è tra i quattro elementi base insieme ad acqua, aria e fuoco. La terra può essere localizzata al centro del mondo, e questo è vero sia a un livello fisico — in quanto la terra (intesa come elemento solido) è l'elemento centrale rispetto a fuoco e aria che si aggirano intorno nello spazio — ed è vero anche a livello concettuale. Infatti, quando i Rabbanim parlano di qualcosa che è al centro, vogliono intendere che è l'elemento principale di primaria importanza, e così è la terra per l'uomo.

L'importanza del centro è che quello è il punto di equilibrio, dove nulla è obliquo o tende verso un estremo o un margine, e la parola in ebraico per dire margine è ketz, che significa anche punto di terminazione, implicando quindi una fine. Il centro è il punto più distante da qualsiasi estremo ed è il punto dove troviamo vita ed eternità, mentre agli estremi troviamo morte e terminazione.

Essendo al centro, al punto di equilibrio dove si trova lo Zaddic, si è il più lontano possibile da qualsiasi punto di terminazione acquistando in tal modo vita eterna; così il popolo d'Israele eredita la terra per sempre.

Il rampollo delle mie piantagioni: il rampollo è lo stato primario del tronco di un giovane albero prima che sviluppi i rami che deviano dal centro verso gli estremi, implicando quindi terminazione. Ma una nazione di giusti non devia mai verso gli estremi e rimane sempre al centro, così come il rampollo che ha solo un centro prima di sviluppare i suoi rami. C'è scritto "piantagioni" e non "piantagione" per alludere alle varie nazioni che D-o ha piantato, ma queste sono considerate soltanto come rami rispetto al tronco centrale che è Israele; loro deviano dal centro e quindi terminano, mentre Israele è eterno.

Sono opera delle mie mani di cui mi glorifico: tutte le nazioni sono opera di D-o, ma banim (figli) è usato solo per i figli d'Israele. Le altre nazioni sono state create per servire Israele, mentre Israele non ha bisogno di nessuno e la sua assenza nell'Olam Ha-Ba comprometterebbe la glorificazione di D-o.

Questa Mishnah è stata inserita come introduzione dei P.A. in quanto la loro struttura è progressiva. Infatti, questa Mishnah descrive la superiorità d'Israele raggiunta con la creazione, poi c'è il raggiungimento di una condotta morale corretta e infine il raggiungimento della Torah. Infatti la Mishnah con la quale chiudiamo la recitazione dei P.A. ci dice quali sono i vantaggi di una abbondanza di Torah e Mitzvot.
Infatti c'è scritto:

Rabbi Chanania Ben Akashia Omer:

Razza' accadosh baruch u leszacot et Israel, leficach irba' laem Torah' umizvot, sheneemar: adonai chafez lemaan zidko iagdil Torah' veiadir
— Rabbi Chanania figlio di Akashia diceva:
D-o, il Santo e Benedetto, volle che Israele acquistasse molti meriti, per questo gli diede molte leggi e numerosi precetti, come è detto (Isaia 42.21): il Signore vuole ciò per la sua giustizia, farà grande la Torah e la farà gloriosa.

Questa progressione riflette anche quella della creazione del mondo. Prima il mondo è stato creato, poi ci sono state ventisei generazioni con una condotta morale corretta senza Torah, che solo allora è stata donata.

Infine volevo citare una Gemara nella quale c'è scritto Col Israel arevim ze la ze (tutto Israele è garante l'uno dell'altro); e dato che, come abbiamo visto, la giustizia del popolo d'Israele non è dovuta alle proprie azioni, volevo concludere augurandomi che la parte più saggia del popolo prenda per mano quella meno sapiente e cerchi di avvicinarla sempre più al proprio livello per essere davvero Cullam Zaddikim e meritare l'Olam Ha-Ba.