Vorrei comunicarvi alcune caratteristiche della cultura ebraica di rilievo Trek. Può sembrare strano che una serie televisiva concepita da un ateo dichiarato come Gene Roddenberry manifesti evidenti influenze ebraiche, ma alcune di esse sono state ammesse dagli interpreti della serie, altre sono evidenti a chi le sa trovare.

Interpreti ebrei di Star Trek sono stati William Shatner [James Tiberius Kirk], Leonard Nimoy [Spock], Walter Koenig [Pavel Chekov]; secondo il sito http://www.nimoy.com/, alla pagina http://www.nimoy.com/bio5.html, Roddenberry definì Nimoy "La coscienza di Star Trek" e molti di voi sanno già che il saluto vulcaniano deriva dalla "Benedizione del Kohen" ebraica, il cui rituale è descritto in fondo a questo articolo.

Su news:soc.culture.jewish si spettegola spesso che c'erano sul set di Star Trek abbastanza ebrei [10 maschi e più] da consentire la recitazione della preghiera sinagogale per intero. Un sito Internet americano faceva notare che la sacerdotessa vulcaniana che sottopone a esame uno Spock che vuole aggiungere il "kolinahr" (in "ST:I: Il film") è vestita proprio come la Bibbia prescrive lo sia il "Kohen Gadol — Sommo Sacerdote" (Esodo 28).

L'episodio in cui le influenze ebraiche sono maggiori è quello della serie classica "La bellezza è verità?", ma occorre una certa esperienza per notarle. Cominciamo con un passo del Talmud (bNedarim 50b): La figlia dell'Imperatore [Adriano] disse a Rabbi Giosuè figlio di Anania: "Tanto grande saggezza in un così orribile vaso!" [in quanto Rabbi Giosuè figlio di Anania era famoso per la sua grande bruttezza]. Egli rispose: "Impara dal palazzo di tuo padre. Dove si tiene il vino?" — "In recipienti di terracotta" ella rispose. — "È la gente comune quella che tiene il vino in recipienti di terracotta, e tu fai come loro? Dovresti tenerlo in recipienti d'oro e d'argento!" Lei lo prese in parola, e fece travasare il vino in recipienti d'oro e d'argento, ma esso divenne amaro.

"Così è la Torah", disse lui a lei. — "Ma non ci sono persone belle e anche istruite?" — "Sì, ma se fossero orribili esse sarebbero ancora più istruite", egli ribatté.

Il medesimo concetto (che bellezza, sapienza e verità non vanno d'accordo) si trova ripetuto in un altro passo del Talmud (bTa'anit 7a/7b), che non ritengo necessario citare in quanto è solo più lungo dell'altro. Il significato di questi due brani è più chiaro se leggiamo il primo capitolo del testo di Frederic Manns "Leggere la Mishnah", Paideia 1987, che descrive la lotta tra cultura ebraica e cultura greca nella Terra d'Israele dopo il secondo Secolo Avanti Cristo: poiché gli ebrei avevano riconosciuto tra le caratteristiche principali della cultura greca la "kalokagathia", cioè l'identificazione tra la Bellezza e la Bontà, essi per avversarla inventarono "haggadot — parabole" che la contraddicevano. Credo che l'episodio Trek sia una di queste.

Tra parentesi, l'identificazione tra Bellezza e Verità che è l'oggetto del titolo non è di origine greca, bensì romantica: fu John Keats a proporla nella sua "Ode a un'Urna greca", di cui potete leggere i versi originali in http://www.bartleby.com/126/41.html. Il concetto è assai alieno dalla cultura ebraica, e infatti nell'episodio Trek non abbiamo un'urna che mostra la Bellezza che immortala la Verità, ma una cassa che contiene l'estrema Bruttezza che si accompagna alla mente più sublime della Galassia.

Chi conosce la Bibbia (non ci vuol molto...) sa anche che essa parla di un essere che è impossibile guardare senza conseguenze potenzialmente letali: Dio. Non so se l'autrice dell'episodio Trek, la bibliotecaria dell'UCLA Jean Lissette Aroeste fosse ebrea, ma mi pare evidente che lei ha prima introdotto un personaggio di orribile aspetto, e poi lo ha voluto trattare come il Dio d'Israele, di cui si dice: "Non potrai vedere la mia faccia, poiché nessun uomo può vedere la mia faccia e vivere [Esodo 33:20]".

Mosè godeva però di un privilegio: "E Dio disse: Guarda! C'è un posto vicino a me; puoi stare in piedi sulla roccia; quando la mia Gloria ti passa accanto, ti porrò in una crepa della rocca; ti coprirò con la mia mano finché non sarò passato. Allora toglierò la mia mano e tu potrai vedere la mia schiena, ma la mia faccia non la si può vedere [Esodo 33:21]".

Spock non viene protetto dalla mano di Dio, ma un visore speciale consente a lui, in quanto Vulcaniano, di poter vedere il Medusiano. Il motore dell'episodio Trek è la gelosia di Miranda, che deve ancora dimostrare di meritare di diventare la portavoce del Medusiano, e teme che se Spock riesce a stabilire un contatto diretto col Medusiano, egli non avrà più bisogno di lei. Lo stesso motivo si trova nell'episodio biblico della ribellione di Miriam e Aronne, sorella e fratello di Mosè, raccontato in Numeri 12 (ve ne riporto i versetti 1-9):

"Miriam e Aronne parlarono contro Mosè a proposito della donna di Cush che aveva sposato, poiché egli aveva sposato una donna di Cush. Essi dissero: — È solo a Mosè che Dio ha parlato? Non ha parlato anche con noi? — E Dio udì. Ma l'uomo Mosè era fin troppo umile, ben più di ogni altra persona sulla faccia della Terra! Dio improvvisamente disse a Mosè, ad Aronne e a Miriam: — Voi tre, uscite e andate alla Tenda dell'Incontro! — E loro tre uscirono. Dio discese in una colonna di nembi, si pose all'entrata della Tenda, e chiamò a sé Aronne e Miriam. I due uscirono. Egli disse: — Udite ora le mie parole. Se ci saranno dei profeti tra voi, in una visione io, Dio, glielo farò sapere, e gli parlerò in sogno. Non così è il mio servo Mosè. Io gli parlo bocca a bocca, con visione chiara e non per enigmi, e all'immagine di Dio egli si volge. Perché non avete avuto paura di parlare contro il mio servo Mosè? — L'ira di Dio s'infiammò contro di loro, ed egli se ne andò".

Se sono pochi i cristiani che ricordano quest'episodio, il pio ebreo è tenuto a rammentarlo tutte le mattine mentre prega (Deuteronomio 24:9). Questi sono i principali elementi ebraici presenti nell'episodio Trek; altre caratteristiche dei Vulcaniani (e dei Romulani) che si possono rilevare da altri episodi Trek assumono un altro significato se si suppone che siano di ispirazione ebraica. Cominciamo a studiare la differenza tra i Vulcaniani e i Romulani, anche alla luce del brano della Bibbia che sabato prossimo sarà letto nelle sinagoghe di tutto il mondo (Parashah Toledot, corrispondente alla porzione della Genesi che va da 25:19 a 28:9). I versetti che interessano sono Genesi 25:21-23:

"Isacco si mise a pregare Dio di fronte a sua moglie, perché ella era sterile. Dio si lasciò convincere da lui, e sua moglie Rebecca concepì. I figli si agitavano dentro lei, ed ella disse: — Se è così, perché io sono in questo stato? — Ed ella andò a chiedere quale fosse la volontà di Dio. E Dio le disse: — Due nazioni sono nel tuo grembo, due regimi da te saranno separati; il potere passerà da un regime all'altro, e il maggiore servirà il minore".

Qualsiasi Bibbia vi dirà che i due gemelli erano Giacobbe ed Esaù; soltanto un commento ebraico vi dirà però che, se Giacobbe sarebbe divenuto il capostipite del popolo d'Israele, Esaù sarebbe divenuto il capostipite del popolo di ROMA. Rashi (Rabbi Shelomoh ben Yitzchaq, 1040-1105), il "Re dei Commentatori" ebrei, dice infatti, alludendo anche a un passo talmudico (bAvodah Zarah 10b): "DUE NAZIONI: Esse sono l'Imperatore Antonino Pio e Rabbi Giuda il Principe, dalle cui tavole non mancano mai i ravanelli, né in estate né in inverno".

Nel racconto biblico Esaù non si separa da Giacobbe perché è venuto un "Surak" che ha predicato un messaggio di pace e logica; ma Esaù ha comunque il carattere feroce che verrà attribuito ai Romulani di Star Trek (e che gli ebrei avevano imparato a conoscere fin troppo bene sotto l'oppressione romana). Non credo però che la coppia di riformatori Surak-T'Plana Hath sia ispirata a personaggi ebraici; ritengo più probabile che sia stata ispirata agli irochesi De-ka-nah-wi-da e Hiawatha.

Articolo di fede ebraico (il 12mo dei 13 di Maimonide) è: "Io credo con completa fede nella venuta del Messia, e sebbene egli possa tardare, nondimeno prevedo ogni giorno che egli verrà!", e secondo il Talmud (bSanhedrin 98a): "Rabbi Giosuè figlio di Levi incontrò il profeta Elia in piedi accanto all'ingresso della tomba di Rabbi Simeone figlio di Yochai. Egli gli chiese: — Ho una parte nel mondo che verrà? — Elia rispose: — Se questo Signore lo desidera — Rabbi Giosuè figlio di Levi disse: — Vedo che siamo in due, ma ho udito la voce di un Terzo —. Egli allora gli chiese: — Quando verrà il Messia? — — Va' a chiederglielo tu stesso — , fu la sua risposta. — Dove è seduto? — — All'ingresso [della città di Roma] — — E come lo posso riconoscere? — — Egli è seduto tra i poveri lebbrosi: tutti quanti tolgono le bende dalle piaghe tutte in una volta, e tutte in una volta le bendano di nuovo, mentre lui le sbenda e benda una alla volta perché pensa: se hanno bisogno di me [perché è il momento che mi riveli come Messia], non devo essere ritardato [dalla necessità di bendare tante piaghe in una volta sola]".

Mi pare inevitabile chiedersi se l'idea di mandare Spock su Romulus per tentare l'unificazione tra Romulani e Vulcaniani non sia venuta agli sceneggiatori Trek dopo aver letto questo brano (od averne sentito parlare, dato che è assai noto). In questo caso Spock viene "promosso" da emulo di Mosè, quale era nell'episodio "La bellezza è verità?", a Messia che deve portare a compimento i valori vulcaniani. Altro elemento ebraico è la trasmissione del "katra" da un vulcaniano morente a un altro umanoide. La qabbalah prevede la "gilgul ha-neshamah — reincarnazione", e una delle modalità con cui un'anima può reincarnarsi è quella di prendere possesso di un corpo già esistente e dotato della sua anima. La pratica è detta "ibbur", e l'anima che la compie "dybbuk".

Una volta mi ero chiesto come mai Picard, nell'episodio "TNG:152 — Prima Direttiva", dopo essersi reso conto che i Mintakiani stavano evolvendo verso un sistema di valori di tipo vulcaniano prima che la squadra di osservatori culturali si facesse scoprire, fa di tutto per ripristinare il loro percorso evolutivo. La cosa era strana, in quanto l'idea che mi ero fatto dell'IDIC mi faceva pensare che per essa non ci fossero differenze di valore tra le religioni, e non avesse perciò senso aggiungere interferenza a interferenza. Se IDIC è una cifra per "Giudaismo", l'incongruenza viene risolta: gli ebrei sono estremamente tolleranti, si guardano bene dall'organizzare campagne di proselitismo (anzi, sono espressamente vietate), e ritengono che la salvezza sia alla portata anche dei non-ebrei.

Però chi tenta di convertire un ebreo a un'altra religione merita la più grave pena (Deuteronomio 13:2-6), e Picard reagisce come se l'aver involontariamente orientato i Mintakiani all'idolatria fosse estremamente più grave che aver deviato l'evoluzione di un altro settore della loro cultura. La mia è solo un'ipotesi, a cui si oppone il fatto che Gene Roddenberry era dichiaratamente ateo. Però è utile osservare come l'IDIC sia compatibile con l'Ebraismo. Questo passo di Dante Lattes (1876-1965): "Se il Signore avesse voluto un mondo popolato solo di ebrei avrebbe avuto forse qualche problema? Ma Egli, benedetto sia il Suo Nome, ha voluto un mondo fatto di settanta nazioni. Forse noi vogliamo il contrario?" mostra che gli ebrei possono condividere la "Prima Direttiva" senza far violenza alla loro religione.

Per quanto riguarda il motto "Infinite Diversità in Infinite Combinazioni", un'interpretazione ebraica del medesimo parte da questo passo talmudico (bSanhedrin 34a): "Rabbi Abaye rispose: — Perché la Scrittura dice: Una volta ha parlato Dio, due volte l'ho udito dire che la forza appartiene a Dio [Salmo 62:12] —. Un versetto biblico può portare diversi significati, ma un solo insegnamento non lo si può dedurre da diversi versetti scritturali. Nella scuola di Rabbi Ismaele si insegnava: — E come nel martello che spacca la roccia in pezzi — [Geremia 23:29], cioè che come la roccia è frantumata in più scintille, così un versetto biblico reca molti insegnamenti".

Il versetto del Salmo di solito viene interpretato come se fosse: "Una parola ha detto Dio, due ne ho udite", in quanto la Verità non può essere compiutamente espressa da un singolo discorso umano, e anche le posizioni più contraddittorie possono essere contemporaneamente vere. Il Talmud è pieno di proposizioni tra loro inconciliabili di cui si dice: "Questa e quella sono parole del Dio vivente". Il brano di Geremia rinforza il concetto: capire la Bibbia vuol dire interpretarla, e la diversità delle interpretazioni è considerata una ricchezza.

Ho pensato di fare loro cosa gradita trascrivendo il testo italiano della Benedizione dei Cohanim (= discendenti maschi di soli discendenti maschi di Aronne — singolare "cohen") secondo il rito sefardita (ovviamente essa viene usualmente recitata in ebraico). Prima di iniziare la benedizione i cohanim recitano questa preghiera col viso volto verso l'Arca santa e volgendo le spalle al pubblico: "Ti sia gradito, Signore nostro Dio e Dio dei nostri padri, che questa benedizione, con la quale hai prescritto di benedire il tuo popolo Israele, sia una benedizione completa e non vi sia alcun intralcio o peccato, da ora e per sempre". Se è presente un solo cohen, la benedizione inizia subito. Se ce ne sono due o più il cantore li chiama dicendo "Cohanim". Quindi essi recitano la benedizione: "Benedetto Tu Signore, nostro Dio, Re del mondo, che ci ha santificati con la santità di Aronne e ci ha comandato di benedire il suo popolo Israele con amore".

L'assemblea risponde: "Amen". Il cantore suggerisce ogni parola ai cohanim, che dopo di lui ripetono: "Ti benedica il Signore e ti custodisca". L'assemblea risponde: "Amen". "Faccia il Signore risplendere il suo volto su di te e ti conceda grazia". L'assemblea risponde: "Amen". "Rivolga il Signore il suo volto verso di te e ti dia pace". L'assemblea risponde: "Amen". Dopo la benedizione i cohanim rivolgono il loro viso verso l'Arca santa e dicono a bassa voce: "Padrone dei grandi mondi, abbiamo fatto ciò che hai stabilito per noi; mantieni la tua promessa, guardaci dalla tua santa residenza nel cielo e benedici il tuo popolo Israele".

La benedizione può essere recitata dal cantore, quando la comunità sia priva di cohanim, ma allora essa assume una forma diversa. Perché il testo della benedizione dei cohanim dovrebbe far piacere ai Trekkie? Perché il saluto vulcaniano deriva dal gesto che compiono i cohanim durante la benedizione, e la cosa non è casuale. Leonard Nimoy, infatti, l'interprete di Spock, afferma di essersi ispirato ai ricordi dell'infanzia. Ricordi comunque vivi, dacché Spock è un ebreo ortodosso, spesso coinvolto in progetti che riguardano la cultura Yiddish od in generale ebraica.

L'Arca Santa (Aron HaQodesh) è semplicemente l'armadio che contiene i Sifrei Torah (Rotoli della Bibbia). Se visiti una sinagoga la riconosci perché: 1) È sulla parete volta verso Gerusalemme (in Italia, quindi, sulla parete orientale); 2) Davanti alle ante dell'armadio c'è un drappo (parokhet); 3) Davanti al drappo c'è una lampada perpetua; 4) Gli architetti italiani non hanno quasi mai resistito alla tentazione di foggiare l'armadio in modo da farlo assomigliare a un altare di chiesa.

Infine debbo ammettere di aver ignorato che i tre personaggi sottoindicati erano interpretati da attori ebrei, e uno in particolare, quello che nella mia sceneggiatura si assume il compito di difendere il Talmud, era interpretato dall'ebreo ortodosso Leonard Nimoy. James Tiberius Kirk: umano; Spock: di padre vulcaniano e di madre umana; Pavel Chekov: umano, russo. Il saluto vulcaniano, che ad imitazione di Spock migliaia di Trekkies fanno in tutto il mondo, sia la benedizione del "Kohen" eseguita con una mano sola! Che devo dire? Baruch Hashem! Lunga vita e prosperità.