Durante il mese di agosto si è svolto con grande successo il camp estivo di Tsad Kadima: 22 ragazzi provenienti da tutto Israele hanno passato una settimana lontani dalle famiglie, assistiti da uno staff specializzato in educazione conduttiva.
Oltre alle attività ricreative come musica, piscina e gite (tra cui una visita a Haifa), i ragazzi hanno svolto un intenso programma rieducativo con lo scopo di migliorare quelle funzioni pratiche che sono così complicate per i giovani cerebrolesi.
Come ho già scritto in passato, un camp così completo ha comportato notevoli spese di organizzazione, trasporti, sicurezza e personale. Circa tre mesi fa ho lanciato un appello per aiutare Tsad Kadima a organizzare questo campeggio nonostante le difficoltà economiche di questo momento in Israele. Grazie a diverse generose donazioni, il camp non solo si è svolto regolarmente, ma ha potuto aumentare notevolmente il numero dei partecipanti e il livello rieducativo delle attività.
I ragazzi sono ora tornati a casa, alla vita normale, agli studi, alle cure rieducative e soprattutto agli appartamenti dove si allenano e si preparano a vivere e ad arrangiarsi da soli. Ma purtroppo anche qui si soffre l'influenza della crisi economica. Gli alti costi di affitto e le forti spese per il personale specializzato, che deve vivere con i ragazzi giorno e notte, mettono in pericolo lo svolgimento dei programmi rieducativi che in passato hanno dimostrato la loro efficienza.
I risultati non mancano: ragazzi che sono cresciuti nei centri di Tsad Kadima e continuano a vivere negli appartamenti adattati sono arrivati a traguardi notevoli. Matan ha ottenuto il diploma di laurea in Scienze delle Comunicazioni e lavora in uno studio di pubbliche relazioni; Shai ha fatto di più: si è arruolato e lavora nell'ufficio del portavoce dell'esercito israeliano.
Da qui un mio nuovo appello: aiutateci a proseguire il proficuo lavoro con i ragazzi e i giovani. Dateci una mano per offrire ai ragazzi di Tsad Kadima la possibilità di ottenere una qualità di vita migliore e di inserirsi nella vita normale.
L'economia israeliana sta passando un brutto periodo di crisi. Le donazioni e le sovvenzioni di privati si fanno molto più rare; il governo stringe i finanziamenti e li riduce al minimo. Contiamo su di voi per continuare!