Alta Corte sfida il rabbinato: sulle conversioni i giudici spezzano il monopolio degli ortodossi. Una sentenza storica della Corte Suprema di Gerusalemme ridefinisce i criteri della "Legge del Ritorno", aprendo alle correnti riformate e conservatrici.
(ANSA) - GERUSALEMME - È una giornata storica per Israele, affermano i mezzi di comunicazione di massa locali. Dopo sei anni di dibattiti, la Corte Suprema di Gerusalemme si è finalmente pronunciata sulla questione che da sempre travaglia lo Stato di Israele: "Ai fini della Legge del Ritorno, chi è ebreo?".
La sentenza, che ha subito destato reazioni adirate nel Rabbinato israeliano, spezza di fatto il monopolio della corrente ortodossa sulle conversioni all'ebraismo. D'ora in poi, ai fini dell'acquisizione della cittadinanza israeliana, saranno riconosciute anche le conversioni praticate in Israele dalle correnti riformate e conservatrici, a condizione che la fase finale avvenga all'estero.
Chi segua questa procedura — hanno stabilito sette degli undici giudici della Corte Suprema di Gerusalemme — potrà beneficiare della Legge del Ritorno e sarà considerato cittadino israeliano a tutti gli effetti. Ai fini pratici, l'impatto sarà modesto: in virtù di questa sentenza otterranno adesso la cittadinanza una quindicina di persone. Tuttavia, sul piano simbolico, la decisione rappresenta un vero terremoto per le istituzioni religiose.
— Quelle conversioni sono fasulle — ha esclamato il Rabbino Capo sefardita Shlomo Amar, riferendosi alle pratiche dei riformati e dei conservatori. — I loro rabbini non conoscono la Halakhah (la legge religiosa) e infrangono precetti importanti. Che valore possono mai avere le loro conversioni, se essi non osservano i precetti? —
Secondo il rabbino Amar, a questo punto nulla impedisce più di convertire in massa centinaia di migliaia di lavoratori stranieri che vivono in Israele. Egli trova inaccettabile che undici giudici laici impongano la loro visione sulla comunità ortodossa, arrivando a proporre la costituzione di un "albo di famiglie sicuramente ebraiche" per evitare matrimoni con chi proviene dalle correnti riconosciute dalla Corte.
In Parlamento (Knesset), invece, vi sono reazioni molto positive, specialmente fra i partiti laici e di sinistra. In questi ambienti si guarda con ostilità alla versione dell'ebraismo imposta dagli ortodossi e si riconosce alle correnti conservatrici e riformate il merito di aver cercato di aggiornare l'ebraismo alle esigenze dell'epoca moderna, con un approccio più tollerante e umanista.
Malgrado le vacanze pasquali, già la settimana prossima la Knesset sarà convocata per una riunione straordinaria su richiesta del partito ortodosso Shas. (ANSA).