Mentre scrivo queste righe qui in Israele qualcuno pulisce le strade di Netanya dal sangue delle vittime. I religiosi della "pietà" raccolgono con guanti e pinzette ogni resto, lavano il sangue dall'asfalto e dai muri: la tradizione ebraica esige che neppure una briciola di un corpo umano resti insepolta.
Mentre scrivo queste righe qualcuno qui è disperato e tutti sono terribilmente spaventati e stanchi di aver paura. Qui in Israele vivono generazioni di persone terrorizzate.
Ci si guarda alle spalle, si guarda con sospetto chi sale sull'autobus, la gente diserta i centri commerciali. I bambini vestiti in maschera per la festa di Purim non capiscono perché i genitori non li portino a spasso; i più grandicelli capiscono e sono seri, non vogliono mettersi in costume, hanno tanta paura anche loro.
Sugli autobus israeliani c'è un bellissimo poster che raffigura due bambini, uno ebreo e l'altro arabo, che si abbracciano ridendo; sotto c'è una frase che dice: — Un giorno qualcuno vi insegnerà a odiarvi. Ogni giorno un attentato, ogni giorno morti, ogni giorno pianti, disperazione e paura. Fatah, Jihad e Hamas hanno giurato altri attentati, dicono che ci sono altri dieci aspiranti martiri pronti a farsi saltare in aria pur di ammazzare degli ebrei.
Io ricevo minacce da un sedicente gruppo islamico, leggo odio feroce, mi dicono che arriveranno ad ammazzare altri 6.200.000 ebrei; il loro repertorio di minacce ha l'impronta del più bieco antisemitismo hitleriano. Io penso con nostalgia a settembre quando qui in Israele brontolavamo perché Barak stava dando troppo ad Arafat; brontolavamo un po' arrabbiati e un po' preoccupati ma poi tutti dicevamo: — Beh, se è per avere la pace.
Ma la pace non è arrivata, sono arrivati guerra e terrorismo. Arafat ha scelto questa strada, rifiutando per l'ennesima volta la possibilità di creare, in pace, uno stato di Palestina. Non gli bastava, vuole tutto, vuole Israele. Vorrei incontrarlo e guardarlo negli occhi e chiedergli: — Perché?
Perché hai fatto diventare il tuo popolo un popolo di terroristi?
Perché hai fatto morire tanti bambini tuoi e nostri?
Perché hai voluto distruggere l'economia del tuo paese?
Perché hai portato il tuo popolo alla fame e alla violenza?
Perché hai voluto distruggere l'anima dei giovani palestinesi facendoli diventare degli assassini?
Perché hai portato il mio popolo a vivere nel terrore?
Perché hai disonorato il Premio Nobel per la Pace?
Perché hai tradito tutti, anche te stesso?
Perché, Arafat?
Deborah Fait
Israele