Anche gli animalisti si lasciano coinvolgere nello sport preferito di certi ambienti italiani: demonizzare Israele sempre, comunque e non importa perché. Nei vari siti internet degli animalisti si aggira in questi giorni il venticello dell'ennesima calunnia: Israele ammazza "barbaramente" i gatti.

Naturalmente, vivendo qui e conoscendo il rispetto degli israeliani per gli animali, ho sentito subito un campanello di allarme che mi diceva: "Attenzione, puzza di bruciato". Ho raggiunto telefonicamente il responsabile di uno dei tanti enti di protezione per gli animali che in Israele funzionano alla perfezione 24 ore su 24. La segreteria telefonica dell'ente mi ha informata che per poter parlare "subito" con chi di dovere potevo fare un certo numero di cellulare.

Ho composto il numero e mi ha risposto un gentile signore; gli ho esposto i fatti e ho ricevuto la seguente chiarissima spiegazione: nella regione israeliana di Sharon si sono verificati fra i gatti selvatici alcuni casi di rabbia che si stavano propagando ai gatti domestici e altri animali della zona, e che poteva essere molto pericolosa per l'uomo. Gli enti di protezione animali, gli "Animals in Distress", i veterinari e i comuni responsabili si sono subito riuniti e attivati per arginare l'epidemia.

I gatti ammalati raggiungibili sono stati raccolti e addormentati, gli altri sono stati abbattuti con bocconi avvelenati controllati. Alla mia osservazione che il veleno avrebbe potuto essere ingerito anche da gatti sani o da altri animali, ha risposto che, avendo agito immediatamente in una zona abbastanza ristretta, l'operazione è stata effettuata sotto controllo: personale volontario e retribuito è rimasto nella regione per evitare che si verificasse proprio questo grave inconveniente, ma il pericolo che la rabbia si diffondesse a macchia d'olio e colpisse anche gli animali dei contadini della zona e le persone era di gran lunga più temuto.

Quindi, da amante degli animali e degli uomini, ritengo che le misure prese dalle autorità locali israeliane siano assolutamente ragionevoli e giuste. Essere animalisti significa proteggere "anche" gli animali sani e impedire che soggetti infetti possano metterli in pericolo di vita. Visto che Israele è sempre nell'occhio del ciclone, un paio di informazioni su quello che in questo paese si fa per la natura ritengo siano indispensabili.

Il Keren Kayemet LeIsrael (Fondo Nazionale Ebraico), associazione non-profit, è la più antica organizzazione ecologica del mondo. Fondata nel 1901, si occupa da allora dello sviluppo, della bonifica e del rimboschimento del territorio. Il Keren Kayemeth ha piantato più di 240 milioni di alberi, ha livellato il terreno per la costruzione d'infrastrutture e case, ha aperto strade e costruito bacini idrici per la conservazione dell'acqua piovana anche nelle zone più aride del paese.

Ha fatto indietreggiare il deserto creando nuovi spazi vivibili per tutti gli abitanti del paese e provvede alla cura dei Luoghi Santi, mete di pellegrini e turisti. Negli ultimi anni il KKL ha piantato circa quattro milioni di alberi l'anno e ciò fa sì che Israele sia l'unico paese del mondo dove, nonostante l'importante crescita economica, industriale, urbanistica e demografica, il rimboschimento sia di gran lunga superiore all'abbattimento di alberi e (quando la situazione politica lo consente) collabora con molti paesi della zona e del terzo mondo per la bonifica di terreni agricoli e per l'arricchimento delle riserve idriche.

Israele è un paese piccolo, non più di 22.000 kmq, eppure ha il più alto numero di parchi nazionali al mondo. Chi va a visitare il Parco di Ein Ghedi vicino al Mar Morto potrà vivere un'esperienza unica in mezzo a una natura meravigliosa e intatta dove esistono sentieri anche per portatori di handicap e dove tutti sono invitati a non fumare per non sporcare quella bellezza e non mettere in pericolo animali e piante. Può capitare di andare a passeggio per Mitzpe Ramon e imbattersi in intere famiglie di stambecchi per nulla spaventati dalla presenza umana.

In Israele non esiste lo sport della caccia e forse per questo motivo gli animali non hanno paura e sono consapevoli del rispetto loro dovuto. È facile vedere uccellini che becchettano sui tavolini di un bar sotto lo sguardo divertito dei commensali. È usualissimo assistere alla scenetta di grosse cornacchie che attraversano impettite la strada fermando il traffico senza che nessun automobilista si permetta di sbuffare o di suonare il clacson. Questo è un miracolo conoscendo quanto siano indisciplinati gli automobilisti israeliani.

L'Università Ben Gurion di Sde Boker (Negev) fa da decenni importanti studi sulla natura e come rispettarla al meglio, sulla biodiversità delle zone aride e sull'irrigazione. Gli italiani dovrebbero sapere che molti sistemi per l'irrigazione delle loro campagne portano il brevetto israeliano. Questo è Israele, un paese dove si rispettano animali e natura e dove ogni bambino impara a piantare un albero, almeno una volta all'anno, per amore della sua terra.

In Israele, come in ogni paese civile, la natura deve convivere con il progresso e deve essere protetta. Fino a qualche anno fa ogni bambino israeliano, il venerdì mattina, portava a scuola una monetina di offerta per il KKL e la metteva nel bossolo (la storica scatola blu) presente nella sua classe, come in ogni casa di Israele e, probabilmente, di tutti gli ebrei del mondo. Con i centesimi contenuti in milioni di bossoli questo paese ha iniziato la sua ricostruzione e, dalle ceneri della Shoah, la sabbia e i sassi si sono trasformati in alberi e giardini.

Deborah Fait