Vale la pena chiedersi cosa voglia la Comunità Internazionale da Israele. Ingiustizie, discriminazioni e processi quotidiani colpiscono un Paese costantemente sotto esame, senza suscitare scandalo. Deborah Fait riflette sulla solitudine dello Stato ebraico di fronte a un'Europa e a organizzazioni internazionali spesso ostili.

Dovremmo essere mazziati, contenti e tacere. È opportuno rinfrescare la memoria di chi crede che l'Europa voglia solo la pace o che la comunità internazionale cerchi solo giustizia. È di questi giorni la notizia che Mordechai Vanunu è tra i candidati al Premio Nobel per la Pace: un tecnico che ha venduto segreti militari dietro compenso, un traditore prezzolato che viene elevato a paladino del disarmo.

Ma la vera "macchia nera" risiede nelle organizzazioni umanitarie. La Croce Rossa Internazionale, che accoglie 176 nazioni, rifiuta da oltre mezzo secolo il Magen David Adom (MDA), la Stella di Davide Rossa israeliana. Nonostante Israele mandi ospedali da campo e personale specializzato in ogni calamità del mondo, il suo simbolo viene respinto con disprezzo.

Nel 2000, l'allora capo dell'organizzazione Cornelio Sommaruga esclamò senza vergogna: "Se accettassimo la Stella di David potremmo accettare anche la svastica". Oggi i toni sono meno estremi, ma il "niet" del mondo islamico è irrevocabile: il MDA continua a subire questo trattamento, colpevole di appartenere allo "Stato paria", Israele.

L'odio si esprime anche nella quotidianità europea: a Parigi, durante il concerto di una cantante israeliana, alcuni manifestanti urlano "morte agli ebrei" davanti alla presidenza francese silenziosa. È la Dhimmitudine: il prudente consiglio di non dare fastidio agli arabi che serpeggia in tutta Europa.

Infine, il processo. Israele verrà processato dal Tribunale Internazionale dell'Aia per la costruzione della barriera di sicurezza. Unico Paese al mondo portato in giudizio perché vuole salvare la vita dei suoi cittadini dal terrorismo. In tutto il mondo le manifestazioni contro il "muro dell'apartheid" si moltiplicano, ignorando la realtà degli attentati suicidi.

Incomincia il linciaggio: il mondo contro 20.000 km² di ebrei che nessuno è ancora riuscito ad ammazzare. Due miliardi di persone contro cinque milioni di ebrei. Tutto è concesso purché sia pregno di odio. Non occorre molta fantasia per immaginare l'obiettivo finale della Comunità Internazionale: strangolare Israele e celebrarne il funerale.

Deborah Fait