L'indignazione è immensa e giustificata: le immagini delle torture americane sui prigionieri iracheni mostrano una bassezza senza pari. Tuttavia, questo sdegno solleva un interrogativo inquietante sul silenzio che circonda altre barbarie e sul doppio standard di chi oggi punta il dito.

Il mondo intero condanna l'America, e l'America ha chiesto scusa per quella soldatessa che porta un iracheno al guinzaglio e ride puntando il dito verso i prigionieri. Nessuna scusa per tanto abominio, giustamente. L'America democratica è attonita e si vergogna di fronte al mondo che l'accusa di barbarie.

Alcuni soldati hanno sbagliato e si sono comportati in modo disonorevole, ma fra coloro che si scandalizzano ci sono anche "serpenti striscianti" a cui dei prigionieri iracheni non interessa nulla, se non per la possibilità di trascinare Bush e gli Stati Uniti nel fango. A loro eterna vergogna, ricordo altre torture per cui non hanno sprecato una parola: quelle dei palestinesi contro altri palestinesi o contro gli israeliani.

Abbiamo visto cadaveri carbonizzati di dissidenti palestinesi appesi ai pali della luce di fronte a ragazzini che ridevano; abbiamo visto il linciaggio di Ramallah, dove la folla si è accanita sui corpi squartati dei prigionieri. Abbiamo visto bambini allevati nella religione della morte e del martirio, portati nei campeggi per imparare a usare il coltello.

Abbiamo visto due riservisti israeliani che avevano sbagliato strada essere catturati, squartati vivi e sbudellati. Abbiamo visto un ragazzo arabo affacciarsi alla finestra con le mani rosse di sangue dopo aver strappato il cuore di quei giovani. Nessuno ha protestato, nessuno si è scandalizzato.

Anzi, qualcuno ha detto qualcosa: c'è chi ha definito Israele uno "Stato terrorista", chi ha suggerito di bombardare Tel Aviv, chi ha urlato "siamo tutti kamikaze". Dove era l'ONU? Dove era Amnesty International? Dove era la Croce Rossa? Dove erano le vostre dita puntate oggi contro l'America?

Avevate le dita occupate: c'era chi contava i soldi, chi scriveva cartelli contro Israele, chi bruciava le bandiere. C'era chi l'11 settembre alzava le dita in segno di vittoria, un abominio che pochi hanno condannato. Pertanto, oggi la vostra indignazione è più vergognosa delle azioni di quei soldati americani che hanno disonorato la loro divisa. Loro verranno puniti; a voi, invece, non vi punirà mai nessuno.

Deborah Fait