Cari Fratelli,
Il mio cuore è con voi.
Avete lavorato, vi siete rotti la schiena su quei sassi e su quella sabbia e avete creato in Giudea, Samaria e Gaza dei piccoli giardini dell'Eden. Oasi di verde e di pulizia nel caos palestinese che vi circonda.
Siete là perché credete fermamente, e avete ragione, che quelle siano terre ebraiche. Avete ragione perché nei vent'anni in cui quelle terre erano annesse alla Giordania nessuno al mondo, se non noi ebrei, le reclamava!
Siete là perché infine, dopo aver vinto in sei giorni una guerra che invocava il nostro annientamento, le abbiamo riconquistate e voi, fratelli, siete andati a spaccarvi la schiena per piantare filo d'erba dopo filo d'erba, per costruire casa dopo casa, scuola dopo scuola, ospedale dopo ospedale, giardino dopo giardino.
Siete là perché là sono morti i vostri figli, molti assassinati ancora bambini nei loro lettini o nei giardini di casa mentre giocavano, assassinati da quei barbari che reclamano terre mai state loro.
Siete là perché avete fede e credete che la Giudea sia dei Giudei, lo avevano detto i nostri Padri e nei secoli nessuna popolazione stanziale le aveva volute quelle terre aride dove, se ci si siede su un sasso e si guarda verso il deserto sembra di scorgere in lontananza, tra le dune azzurre e rosa, Abramo, Isacco, Giacobbe e Mosè col suo bastone tra le mani.
Siete là perché siete ebrei in Erez Israel e non volete consegnare le vostre tradizioni, i vostri ricordi, la vostra terra a chi farebbe di voi e di noi tutti un bel falò per finire il lavoro del loro grande maestro, Adolf Hitler.
Il mio cuore è con voi, fratelli, ma dovrete lasciare quelle terre, quelle case, tutti quei prati verdi ai barbari che le reclamano e le dovete lasciare perché questo sta nell'ordine delle cose dell'ingiustizia umana.
Il mio cuore è con voi perché so che dovrete portare via anche i vostri morti per impedire che vengano violati dai barbari che prenderanno il vostro posto e il mio cuore è con voi e piange con voi perché la Legge dice che mai ebreo deve essere tolto dalla terra di Israele.
Abbiamo visto cosa hanno fatto a Hebron delle tombe dei Padri, le hanno ridotte a tombe islamiche; Abramo e Sarah, Leah e Giacobbe riposano sotto catafalchi deturpati da scritte in arabo. Si sono presi anche le nostre radici nel tentativo di cancellarci come popolo.
Ma è rimasto solo un tentativo perché il popolo del Libro non si cancellerà mai, a dimostrarlo i forni di Auschwitz e i nostri 23.000 morti nelle guerre per la distruzione di Israele. E siamo ancora qui.
Li ricorderemo a giorni i nostri morti, prima sei milioni e una settimana dopo altri 23.000 morti nelle guerre e per terrorismo.
Siamo stati un popolo errante fino a quando abbiamo fatto rinascere Israele e adesso ci costringono ad andare anche via dalle nostre terre ancestrali per lasciarle a chi non ne ha diritto.
Il mio cuore è con voi, Fratelli. Piange con voi. Vorrebbe gridare: "Non andate via! Quella è casa nostra, è casa vostra! La Terra è di chi la ama e la cura, non di chi la odia e la ricopre di sangue".
Voi avete ragione quando dite che vorranno mandarci via anche da Tel Aviv, da Haifa, da Ashdod, ma non ce la faranno. Dobbiamo diventare ancora più piccoli perché il mondo sta con i palestinesi e non si preoccupa del transfer di ebrei, né si preoccupa degli ebrei assassinati. Così va il mondo, fratelli, è la nostra storia millenaria.
Dobbiamo dimostrare ancora una volta la nostra forza rinunciando a una parte di Israele, la parte conquistata dopo le loro guerre, la parte che il mondo ci vuole togliere dopo aver fatto una legge apposta sui territori presi in combattimento.
Il mio cuore è con voi, fratelli, dovrete lasciare le vostre case e ogni filo d'erba piantato colle vostre mani e venire in quel pezzo di Israele che ancora ci permettono di tenere. Quando vorranno anche quello allora moriremo tutti, altro che Masada.
Sì, vogliono tutto, lo sappiamo; quelli che fanno il mestiere di profughi a vita sono già pronti con le chiavi finte in mano, vogliono sbatterci fuori da Israele ma noi siamo qui e faremo scudo tutti insieme al nostro Paese.
Voi e noi, ebrei tutti insieme, a difesa di quel pezzettino di Israele che potremo tenere alla faccia del mondo in kefiah pronto a vendere la madre per un litro di benzina. Quel mondo pacifista colla kefiah in testa che ci boicotta, che ci odia, che ci insulta, che vuole sacrificarci ai suoi sporchi interessi e alle sue paure.
Il mio cuore è con voi, fratelli, e piange con voi.
Deborah Fait