Cari Fratelli, il mio cuore è con voi. Una lettera aperta di Deborah Fait dedicata ai residenti degli insediamenti, scritta in un momento di profondo travaglio nazionale mentre si profilava l'ipotesi del ritiro dai territori ancestrali.

Avete lavorato, vi siete rotti la schiena su quei sassi e su quella sabbia e avete creato in Giudea, Samaria e Gaza dei piccoli giardini dell'Eden. Oasi di verde e di pulizia nel caos che vi circonda. Siete là perché credete fermamente — e avete ragione — che quelle siano terre ebraiche. Terre che, nei vent'anni in cui erano annesse alla Giordania, nessuno al mondo reclamava.

Siete là perché, dopo aver vinto in sei giorni una guerra che invocava il nostro annientamento, le abbiamo riconquistate. Avete piantato filo d'erba dopo filo d'erba, costruito casa dopo casa, scuola dopo scuola. Siete là perché là sono morti i vostri figli, molti assassinati ancora bambini nei loro lettini mentre giocavano.

Siete là perché avete fede e credete che la Giudea sia dei Giudei. Lo avevano detto i nostri Padri: in quelle terre aride, se ci si siede su un sasso, sembra di scorgere in lontananza Abramo, Isacco, Giacobbe e Mosè. Siete ebrei in Eretz Israel e non volete consegnare la vostra terra a chi vorrebbe finire il lavoro del loro grande maestro, Adolf Hitler.

Il mio cuore è con voi, fratelli, ma dovrete lasciare quelle terre. Dovete lasciarle perché questo sta nell'ordine delle cose dell'ingiustizia umana. So che dovrete portare via anche i vostri morti, per impedire che vengano violati da chi prenderà il vostro posto. La Legge dice che mai un ebreo deve essere tolto dalla terra di Israele, ma oggi siamo costretti.

Abbiamo visto cosa hanno fatto a Hebron delle Tombe dei Padri: si sono presi anche le nostre radici nel tentativo di cancellarci come popolo. Ma è rimasto solo un tentativo: il Popolo del Libro non si cancellerà mai. Lo dimostrano Auschwitz e i nostri 23.000 caduti nelle guerre per la difesa di Israele. Siamo ancora qui.

Dobbiamo dimostrare ancora una volta la nostra forza rinunciando a una parte di Israele, la parte conquistata dopo le loro guerre. Dovrete lasciare le vostre case e venire in quel pezzo di Israele che ancora ci permettono di tenere. Faremo scudo tutti insieme al nostro Paese: voi e noi, ebrei uniti contro chi vorrebbe sbatterci fuori.

Alla faccia del mondo pronto a boicottarci e insultarci, resteremo qui a difesa di quel pezzettino di terra. Il mio cuore è con voi, fratelli, e piange con voi.

Deborah Fait