[Miti da confutare]

21.a. "Gerusalemme è una città araba"
21.b. "Non è necessario che Gerusalemme sia la capitale d'Israele"
21.c. "Gli arabi volevano accettare l'internazionalizzazione di Gerusalemme. Gli Ebrei si sono opposti all'idea. A causa della loro intransigenza, oggi Israele occupa illegalmente l'intera città"
21.d. "La Giordania ha accettato l'internazionalizzazione"
21.e. "Dal 1948 al 1967, la Giordania ha assicurato la libertà di culto per tutte le religioni a Gerusalemme"
21.f. "La Giordania ha salvaguardato i luoghi sacri ebraici"
21.g. "La Giordania si è adoperata per migliorare le condizioni nella Gerusalemme Est araba. Al contrario, le autorità israeliane hanno abbattuto coi bulldozer centinaia di case arabe in quella parte della città, lasciando molti residenti arabi senza casa"
21.h. "Sotto la legge israeliana, è stata limitata la libertà religiosa a Gerusalemme"
21.i. "Israele nega l'accesso libero ai cristiani e ai musulmani ai luoghi sacri"
21.l. "La politica israeliana incoraggia gli attacchi dei fanatici ebrei contro gli abitanti musulmani e cristiani e i loro luoghi sacri"
21.m. "Israele ha ristretto i diritti politici ai palestinesi arabi a Gerusalemme"
21.n. "Secondo la risoluzione ONU 242, Gerusalemme Est è considerata 'territorio occupato'. L'annessione di Gerusalemme da parte di Israele è quindi una violazione a tale risoluzione"
21.o. "Gerusalemme Est dovrebbe far parte di uno stato palestinese perché tutti i suoi abitanti sono arabi palestinesi e nessun ebreo ha mai vissuto lì"
21.p. "Il trasferimento nell'Aprile del 1990 di 20 famiglie ebraiche nell'ospizio di St. John - un palazzo nel quartiere cristiano di Gerusalemme, collocato vicino alla Chiesa del S. Sepolcro - è un esempio dell'intento Israeliano di cacciare i non ebrei dalle loro parti di città."
21.q. "In un attacco non provocato, la polizia israeliana ha ucciso 17 fedeli arabi sul monte del tempio nel 1990"
21.r. "Gli USA non credono che Gerusalemme debba essere la capitale unita d'Israele"
21.s. "Il Monte del Tempio è sempre stato un luogo sacro musulmano e l'ebraismo non ha legami con questo luogo"
21.t. "Israele non dovrebbe poter controllare il monte del Tempio perché nega ai musulmani l'accesso ai loro luoghi sacri"
21.u. "I palestinesi sono stati attenti nel conservare i resti archeologici del monte del Tempio"
21.v. "Quando Israele ha scavato il tunnel del Muro Occidentale, ha minacciato l'integrità del Monte del Tempio e della moschea di Al-Aqsa, perciò è stato condannato dal consiglio di sicurezza dell'ONU"
21.z. "L'internazionalizzazione è la soluzione migliore per risolvere il conflitto sulle rivendicazioni su Gerusalemme"
21.w. "Israele ha tentato di bruciare la moschea di Al-Aqsa nel 1969"

[I miti in dettaglio]

21.a. MITO
"Gerusalemme è una città araba"

21.a. FATTI
Gli ebrei hanno vissuto a Gerusalemme continuamente per quasi due millenni. Hanno costituito il gruppo più grande di abitanti in quel luogo dal 1840. Gerusalemme ospita il Muro Occidentale e il Monte del Tempio, i luoghi più sacri nell'ebraismo.

Gerusalemme non è mai stata capitale di alcuna entità araba. Difatti, è un luogo trascurato nella maggior parte della storia araba. Gerusalemme non è mai stata utilizzata come capitale sotto le leggi islamiche né è mai stata un centro culturale per i musulmani.

Per gli Ebrei, la città intera è sacra, mentre per i musulmani un solo luogo lo è, ovvero il Duomo della Roccia, e non la città intera.

"Per un musulmano", osserva lo scrittore inglese Christopher Sykes, "c'è una profonda differenza tra Gerusalemme e Medina o la Mecca. Gli due ultimi sono posti sacri che contengono luoghi sacri". A parte il Duomo della Roccia, ha sottolineato, Gerusalemme non ha ulteriore significato per l'Islam. [1]

POPOLAZIONE DI GERUSALEMME [2]

Anno Ebrei Musulmani Cristiani Totale
18447,1205,0003,39015,510
187612,0007,5605,47025,030
189628,1128,5608,74845,420
192233,97113,4114,69952,081
193151,22219,89419,33590,451
1948100,00040,00025,000165,000
1967195,70054,96312,646263,309
1987340,000121,00014,000475,000
1990378,200131,80014,400524,400
2000530,400204,10014,700758,300

21.b. MITO
"Non è necessario che Gerusalemme sia la capitale d'Israele"

21.b. FATTI
Sin da quando il re David fece di Gerusalemme la capitale di Israele, oltre 3000 anni fa, la città ha sempre avuto un ruolo centrale nell'esistenza degli Ebrei.

Il Muro Occidentale nella Città Vecchia - l'ultimo muro rimasto dell'antico Tempio Ebraico, il luogo più sacro per l'ebraismo - è oggetto di venerazione e punto di riferimento della preghiera ebraica.

Tre volte al giorno, per migliaia di anni, gli Ebrei hanno pregato "A Gerusalemme, tua città, torneremo con gioia" e hanno ripetuto il giuramento dei salmi: "se ti dimentico, O Gerusalemme, si paralizzi la mia mano destra".

Gerusalemme "ha conosciuto solo due periodi di reale grandezza, e questi sono separati tra loro da duemila anni. La grandezza è stata evidente solo sotto il regno ebraico", come scrissero Leon e Jill Uris in "Gerusalemme". "Questo è perché gli Ebrei l'hanno amata maggiormente, e sono rimasti legati a lei attraverso le centinaia di anni della loro dispersione.... è la più lunga e profonda storia d'amore della storia." [3]

21.b. LA FRASE CELEBRE
"Per tremila anni, Gerusalemme è stata il centro della speranza e del desiderio ebraico. Nessun'altra città ha avuto un ruolo così dominante nella storia, nella cultura, nella religione e nella coscienza di un popolo così come Gerusalemme lo ha avuto nella vita degli Ebrei e dell'ebraismo. Attraverso secoli di esilio, Gerusalemme è rimasta viva nei cuori degli Ebrei dovunque, come il punto focale della storia ebraica, il simbolo della gloria antica, il riempimento spirituale ed il rinnovamento moderno. Questo cuore e quest'anima del popolo ebraico fanno nascere il pensiero che se si volesse simboleggiare la storia ebraica in una sola e semplice parola, questa parola sarebbe 'Gerusalemme'".
Teddy Kollek [4]

21.c. MITO
"Gli arabi volevano accettare l'internazionalizzazione di Gerusalemme. Gli Ebrei si sono opposti all'idea. A causa della loro intransigenza, oggi Israele occupa illegalmente l'intera città"

21.c. FATTI
Quando l'ONU affrontò la questione della Palestina nel 1947, fu suggerito di internazionalizzare Gerusalemme. Il Vaticano e le predominanti delegazioni cattoliche premettero per questo status, ma una ragione chiave per la decisione dell'ONU fu la volontà del blocco sovietico di ostacolare il re Abdullah della Transgiordania e i suoi protettori inglesi negando ad Abdullah il controllo della città.

L'agenzia ebraica, dopo una profonda riflessione, accettò l'internazionalizzazione nella speranza che questo proteggesse nell'immediato la città da spargimenti di sangue e il nuovo Stato da un conflitto. Poiché la risoluzione della spartizione stabiliva che si doveva fare un referendum sullo status della città dopo 10 anni, e gli Ebrei avrebbero quindi costituito la maggioranza sostanziale, l'aspettativa era quella che in seguito la città sarebbe stata incorporata in Israele.

Gli stati arabi erano tanto amaramente contrari all'internazionalizzazione di Gerusalemme quanto lo erano verso il resto del piano di spartizione.

Nel maggio 1948, la Giordania invase ed occupò Gerusalemme Est, dividendo la città, per la prima volta nella storia, e costringendo migliaia di Ebrei - le cui famiglie vivevano da secoli nella città - all'esilio. Il piano di spartizione dell'ONU, che includeva l'internazionalizzazione di Gerusalemme, fu sopraffatto dagli eventi.

Dopo il rifiuto della risoluzione 181 da parte degli stati arabi e l'11 dicembre 1948 della risoluzione ONU 194, che stabiliva una commissione di conciliazione per la Palestina, il primo ministro David Ben Gurion dichiarò che Israele non avrebbe più accettato l'internazionalizzazione di Gerusalemme.

Dal 1948 al 1967 la città fu divisa tra Israele e la Giordania. Israele fece della parte occidentale di Gerusalemme la sua capitale; la Giordania occupò la sezione ad est.

Poiché la Giordania - come anche gli stati arabi all'epoca - manteneva uno stato di guerra con Israele, la città si tramutò, in sostanza, in due campi di battaglia, pieni di muri e bunker, recinti con filo spinato, campi minati ed altre fortificazioni militari.

21.c. LA FRASE CELEBRE
"Dovreste lasciare che gli Ebrei possiedano Gerusalemme; sono stati loro a renderla famosa"
Winston Churchill al diplomatico Evelyn Shuckburgh, 1955 [6]

Nel 1967, la Giordania ignorò l'invito israeliano a tenersi fuori dalla guerra dei sei giorni ed attaccò la parte occidentale della città. I giordani furono instradati dalle forze israeliane ed espulsi da Gerusalemme Est, consentendo alla città di ritrovare l'unità. Teddy Kollek, sindaco di Gerusalemme per 28 anni, chiamò la riunificazione della città "la realizzazione pratica degli obiettivi del movimento sionista".

Poiché Israele si stava difendendo dall'aggressione nelle guerre del 1948 e del 1967, l'esperto di diritto internazionale Steven Schwebel scrisse che esso ha più diritto alla sovranità su Gerusalemme dei suoi vicini arabi.

21.d. MITO
"La Giordania ha accettato l'internazionalizzazione"

21.d. FATTI
La Giordania si oppose all'internazionalizzazione dall'inizio, quando si unì agli altri stati arabi rifiutando la spartizione. Il delegato giordano Fawzi Pasha Malki disse, il 6 dicembre 1949, senza mezzi termini ad una commissione politica ad hoc presso le Nazioni Unite: "La mia delegazione crede che nessuna forma di internazionalizzazione... possa servire ad un qualche scopo, poiché i luoghi sacri sono sotto la protezione del mio governo e sono sicuri e salvaguardati, senza nessuna necessità di un regime speciale". [8]

Quando il consiglio di amministrazione fiduciaria si incontrò a Ginevra all'inizio del 1950 per disegnare un nuovo governo legislativo a Gerusalemme, la Giordania si rifiutò di permettere la supervisione dell'ONU, di nessun genere. [9]

Quell'anno la Giordania annesse tutto il territorio occupato dall'ovest del fiume Giordano, inclusa Gerusalemme Est. Le altre nazioni arabe negarono un riconoscimento formale alla mossa giordana, e la Lega Araba considerò l'eventualità di espellere la Giordania dall'associazione. Alla fine, si trovò un compromesso con cui i governi arabi accettarono di vedere tutta la Cisgiordania e Gerusalemme Est come "conservata" dalla Giordania per i Palestinesi.

21.e. MITO
"Dal 1948 al 1967, la Giordania ha assicurato la libertà di culto per tutte le religioni a Gerusalemme"

21.e. FATTI
In violazione all'accordo di armistizio del 1949, la Giordania ha negato agli israeliani di accedere al Muro Occidentale e al cimitero del Monte degli Olivi, dove gli Ebrei avevano sepolto i loro morti da più di 2500 anni.

Sotto il paragrafo otto dell'accordo, la Giordania e Israele concordavano di stabilire delle commissioni per preparare la ripresa del normale funzionamento delle istituzioni culturali ed umanitarie sul Monte Scopus e l'accesso libero a quell'area; l'uso del cimitero del Monte degli Olivi, e l'accesso libero ai luoghi sacri e alle istituzioni culturali.

Sotto la legge giordana, "gli israeliani e i cristiani erano soggetti a diverse restrizioni durante il pellegrinaggio stagionale verso il loro luoghi sacri" a Gerusalemme, evidenzia Teddy Kollek. "Solo ad un numero limitato di essi era concesso malvolentieri di visitare per breve tempo la città vecchia e Betlemme durante Natale e Pasqua" [10]

Nel 1955 e nel 1964, la Giordania approvò leggi che imponevano uno stretto controllo sulle scuole cristiane, incluse restrizioni relative all'apertura delle scuole, il controllo di stato sui finanziamenti alle scuole e la nomina degli insegnanti e la richiesta di insegnare il Corano. Nel 1953 e nel 1965, la Giordania ha adottato leggi che abrogavano il diritto dei cristiani religiosi e le istituzioni di carità ad acquistare case a Gerusalemme.

Nel 1958, la polizia catturò il patriarca armeno e lo deportò in Giordania, spianando la strada per l'elezione di un patriarca supportato dal governo di Re Hussein. A causa della loro politica repressiva, molti cristiani emigrarono da Gerusalemme. I loro numeri crollarono da 25.000 nel 1949 a meno di 13.000 nel giugno 1967. [11]

Queste leggi discriminatorie furono abolite nel 1967 dallo Stato d'Israele dopo che la città fu nuovamente riunita.

21.f. MITO
"La Giordania ha salvaguardato i luoghi sacri ebraici"

21.f. FATTI
La Giordania ha sconsacrato i luoghi sacri ebraici. Il re Hussein ha permesso la costruzione di una strada verso l'Hotel Intercontinental attraverso il cimitero del Monte degli Olivi. Centinaia di tombe ebraiche sono state distrutte dall'autostrada che poteva essere facilmente costruita da un'altra parte. Le pietre tombali che onoravano la memoria di saggi e di rabbini sono state usate dal corpo degli ingegneri della legione arabo-giordana come pavimento e come latrine nei campi militari (le iscrizioni sulle pietre sono ancora visibili da quando Israele ha liberato la città).

L'antico quartiere ebraico e la Città Vecchia furono devastate, 58 sinagoghe - alcune di alcuni secoli antiche - furono distrutte o rovinate, altre mutate in stalle o in stie per il pollame. Le abitazioni dei bassifondi sono state costruite limitrofe al Muro Occidentale [12].

21.g. MITO
"La Giordania si è adoperata per migliorare le condizioni nella Gerusalemme Est araba. Al contrario, le autorità israeliane hanno abbattuto coi bulldozer centinaia di case arabe in quella parte della città, lasciando molti residenti arabi senza casa"

21.g. FATTI
Così come i precedenti regnanti islamici, re Hussein ha trascurato Gerusalemme. Dopo la presa della Città Vecchia nel 1967, la portata della sua irriverenza divenne chiara quando Israele scoprì che la maggior parte della città era carente dei servizi municipali di base - un rifornimento d'acqua stabile, impianti fognari ed elettricità [13]. Come risultato della riunificazione, questi ed altri servizi municipali fortemente necessari furono estesi anche alle case e ai negozi arabi di Gerusalemme Est.

Le autorità israeliane scoprirono che centinaia di abusivi avevano preso le case nel quartiere ebraico. Gli ingegneri civili israeliani rimossero le rovine per ricostruire il quartiere, ma solo dopo aver offerto una ricompensa o una casa alternativa agli abusivi.

21.h. MITO
"Sotto la legge israeliana, è stata limitata la libertà religiosa a Gerusalemme"

21.h. FATTI
Dopo la guerra del 1967, Israele abolì tutte le leggi discriminatorie promulgate dalla Giordania e adottò il suo standard, deciso per la salvaguardia degli accessi ai luoghi sacri. "Chiunque faccia qualcosa che somigli a una violazione di libertà di accesso per i membri delle varie religioni ai luoghi a loro sacri", stipula la legge israeliana, "è passibile di carcere fino a cinque anni".

Israele affidò inoltre l'amministrazione dei luoghi sacri alle rispettive autorità religiose. Così, ad esempio, il Waqf musulmano ha la responsabilità delle moschee sul Monte del Tempio.

Le Filles de la Charité dell'Hospice Saint Vincent de Paul di Gerusalemme hanno smentito gli attacchi contro la condotta di Israele a Gerusalemme pochi mesi dopo che Israele aveva preso il controllo della città: "Il nostro lavoro qui è stato reso particolarmente felice e il suo percorso è più sereno grazie alla buona volontà delle autorità israeliane.... è più sereno non solo per noi stessi, ma (più importante) per gli arabi in nostra cura." [14]

L'ex presidente Jimmy Carter riconobbe che la libertà religiosa era stata resa possibile sotto la legge israeliana. Oggi "non c'è dubbio" che Israele abbia fatto un lavoro migliore sulla salvaguardia agli accessi dei luoghi santi della città di quanto non abbia fatto la Giordania. "C'è un accesso libero oggi", sottolineò Carter. "Questo non c'era dal 1948 al 1967" [15]

Il Dipartimento di Stato evidenzia che nonostante Israele non abbia costituzione, la legge fornisce libertà di culto, e il Governo rispetta tale diritto. [16]

21.i. MITO
"Israele nega l'accesso libero ai cristiani e ai musulmani ai luoghi sacri"

21.i. FATTI
Sin dal 1967 migliaia di musulmani e di cristiani - molti di loro provenienti dai paesi arabi che restano in stato di guerra con Israele - sono venuti a Gerusalemme per visitare i loro luoghi sacri. I leader arabi sono liberi di visitare Gerusalemme e pregare se lo desiderano, così come fece il presidente Anwar Sadat alla moschea di Al-Aqsa.

Per ragioni di sicurezza, a volte vengono imposte temporaneamente delle restrizioni, ma il diritto di culto non viene ridotto e altre moschee rimangono accessibili anche in tempi di forte tensione.

Secondo l'Islam, il profeta Maometto fu miracolosamente trasportato dalla Mecca a Gerusalemme, e da lì egli fece la sua ascesa verso il cielo. Il Duomo della Roccia e la moschea di Al-Aqsa, costruite entrambe nel settimo secolo, resero definitiva l'identificazione di Gerusalemme come il "luogo remoto" menzionato nel Corano, e quindi un luogo sacro dopo Medina e La Mecca.

I diritti dei musulmani sul Monte del Tempio, il posto dei due luoghi sacri, non sono stati infranti. Nonostante sia il luogo più sacro per l'ebraismo, Israele ha lasciato il Monte del Tempio sotto il controllo dell'autorità religiosa musulmana.

Per i cristiani, Gerusalemme è il luogo dove Gesù visse, predicò, morì e risorse. Nonostante sia la Gerusalemme terrestre ad essere enfatizzata piuttosto che quella celeste, i luoghi menzionati nel Nuovo Testamento come luoghi del ministero di Gesù hanno attirato per secoli i pellegrini e i devoti. Tra questi luoghi vi sono la Chiesa del Santo Sepolcro, il Giardino di Gethsemane, il luogo dell'ultima cena e la Via Dolorosa, con le quattordici stazioni della croce.

I diritti delle varie chiese cristiane alla custodia dei luoghi sacri cristiani presenti a Gerusalemme furono definiti nel corso del diciannovesimo secolo, mentre Gerusalemme era parte dell'Impero Ottomano. Conosciuto come "accordo dello status quo dei luoghi sacri dei cristiani a Gerusalemme", questi diritti sono rimasti durante il periodo del mandato britannico e sono ancora oggi rispettati in Israele.

21.l. MITO
"La politica israeliana incoraggia gli attacchi dei fanatici ebrei contro gli abitanti musulmani e cristiani e i loro luoghi sacri"

21.l. FATTI
Le autorità israeliane hanno tentato in maniera evidente di fermare i fanatici - di tutte le fedi - dallo sconsacrare i luoghi religiosi o dal commettere atti di violenza nelle loro vicinanze. Quando non è stato capace di fermare tali atti, Israele ha punito severamente coloro che li perpetravano. Allen Goodman, un israeliano squilibrato che nel 1982 si diresse con una furiosa sparatoria sul Monte del Tempio, ad esempio, fu condannato all'ergastolo.

Nel 1984, le autorità israeliane si infiltrarono in un gruppo di Ebrei che progettava di commettere atti di violenza contro luoghi e civili non ebrei. I terroristi furono processati ed imprigionati.

Nel 1990, i fedeli del Monte del Tempio, un gruppo estremista ebraico, tentarono di marciare sul Monte del Tempio durante Sukkot per depositare la pietra angolare per il Terzo Tempio. La polizia, preoccupata che questa marcia potesse far infuriare i musulmani ed esacerbare una situazione già tesa creata dall'Intifada e dagli eventi nel golfo persico, negò loro il diritto a tale marcia.

Questa decisione era supportata dalla Corte Suprema Israeliana, un fattore immediatamente comunicato ai leader religiosi musulmani e alla stampa araba. Nonostante l'azione preventiva israeliana, "i leader musulmani e gli attivisti dell'Intifada continuarono ad incitare i loro fedeli ad un confronto." [17] Come risultato si ebbe una tragica rivolta in cui furono uccisi 17 arabi.

Da quel momento, Israele è stato un vigilante speciale, e ha fatto ogni cosa possibile per prevenire qualsiasi provocazione dai gruppi o dagli individui che avrebbero potuto minacciare la santità dei luoghi sacri di qualunque fede.

21.m. MITO
"Israele ha ristretto i diritti politici ai palestinesi arabi a Gerusalemme"

21.m. FATTI
Insieme con le libertà religiose, ai palestinesi arabi a Gerusalemme sono stati dati diritti politici senza precedenti. Agli abitanti arabi veniva data la scelta se essere cittadini israeliani o meno. Molti di loro scelsero di rimanere cittadini giordani. Inoltre, trascurando il fatto se sono propri cittadini o meno, agli arabi di Gerusalemme è data la possibilità di votare nelle elezioni municipali e di giocare quindi un ruolo nell'amministrazione della città.

21.n. MITO
"Secondo la risoluzione ONU 242, Gerusalemme Est è considerata 'territorio occupato'. L'annessione di Gerusalemme da parte di Israele è quindi una violazione a tale risoluzione"

21.n. FATTI
Un estensore della risoluzione ONU fu l'ambasciatore USA presso le Nazioni Unite, Arthur Goldberg. Secondo Goldberg, "La risoluzione 242 non si riferisce in alcun modo a Gerusalemme e l'omissione è voluta deliberatamente... Gerusalemme era una questione notevole, non collegata con la Cisgiordania". In diversi discorsi all'ONU nel 1967, Goldberg disse: "Ho affermato ripetutamente che le linee di armistizio del 1948 erano intese come temporanee. Questo, ovviamente, era particolarmente vero per Gerusalemme. In questi discorsi non mi sono mai riferito a Gerusalemme Est come a un territorio occupato." [18]

Dopo il 1948, l'Assemblea generale delle Nazioni Unite votò tre risoluzioni che richiedevano l'internazionalizzazione di Gerusalemme. La questione cadde dopo che Israele prese il controllo della città. Dal 1967, l'ONU, che per 19 anni ha ignorato l'occupazione giordana della città, ha adottato numerose risoluzioni criticando Israele per aver alterato lo status di Gerusalemme.

21.n. LA FRASE CELEBRE
"La base della nostra posizione resta che Gerusalemme non debba più essere una città divisa. Non approvammo lo status quo prima del 1967; in alcun modo sosteniamo un ritorno ad esso ora"
Presidente George Bush [19]

21.o. MITO
"Gerusalemme Est dovrebbe far parte di uno stato palestinese perché tutti i suoi abitanti sono arabi palestinesi e nessun ebreo ha mai vissuto lì"

21.o. FATTI
Prima del 1865 l'intera popolazione di Gerusalemme viveva dentro le mura della Città Vecchia (quella che oggi viene considerata la parte orientale della città). In seguito, la città si cominciò ad espandere oltre le mura a causa della crescita della popolazione e sia arabi che ebrei iniziarono a costruire nuove aree della città.

Al tempo della spartizione, una fiorente comunità ebraica viveva nella parte orientale di Gerusalemme, in un'area che includeva il Quartiere Ebraico e la Città Vecchia. Quest'area della città contiene anche molti luoghi di importanza per la religione ebraica, inclusa la città di Davide, il Monte del Tempio e il Muro Occidentale. Inoltre, istituzioni maggiori come l'Università Ebraica e l'Ospedale Hadassah originale sono sul Monte Scopus, nella Gerusalemme orientale.

L'unico periodo in cui questa parte di Gerusalemme era esclusivamente araba fu tra il 1949 e il 1967, e questo perché la Giordania aveva occupato quella zona ed espulso forzatamente tutti gli Ebrei.

21.p. MITO
"Il trasferimento nell'Aprile del 1990 di 20 famiglie ebraiche nell'ospizio di St. John - un palazzo nel quartiere cristiano di Gerusalemme, collocato vicino alla Chiesa del S. Sepolcro - è un esempio dell'intento Israeliano di cacciare i non ebrei dalle loro parti di città."

21.p. FATTI

Israele ha sempre rispettato i diritti di tutte le religioni di praticare liberamente. L'atto di trasferimento nell'ospizio non ha infranto in nessun modo tali diritti. Il palazzo in questione non era una chiesa né un luogo sacro di nessun tipo. Né questi ebrei né il governo israeliano hanno avuto intenzione di interferire con l'accesso dei cristiani alla Chiesa del Santo Sepolcro, o ad un qualsiasi altro posto della Città Vecchia.

Il governo israeliano fu preso di mira per il suo presunto ruolo di finanziamento dell'affitto. Il governo mantiene un assetto esteso di programmi di assistenza all'alloggio attraverso tutto Israele. È stato all'interno di questo quadro che fu fornita l'assistenza finanziaria ad Ateret Kohanim, un'associazione privata che possiede svariati edifici nella Città Vecchia.

La leadership dell'Intifada, sostenuta dall'OLP, emanò un ordine di uccidere l'uomo d'affari armeno che aveva venduto il palazzo alle famiglie ebraiche. [20]

Un gruppo che si rese conto che si cercava di approfittare di questa delicata situazione fu l'Ambasciata della Chiesa Internazionale a Gerusalemme. "Così come gli arabi musulmani vivono nel quartiere ebraico della Città Vecchia, non c'è ragione per cui — se i tenutari in quel quartiere volevano affittare le loro proprietà agli ebrei — questi ultimi non avrebbero dovuto avere il diritto di prendere lì la residenza", disse l'ambasciata in una nota. "Crediamo che in Israele, così come in tutte le altre nazioni democratiche, cristiani, musulmani ed ebrei debbano poter vivere ovunque decidano di farlo." Negare agli ebrei il diritto di vivere ovunque a Gerusalemme, disse, era "assurdo". [21]

Il patriarca greco-ortodosso andò in tribunale in Israele per presentare una lamentela contro l'ospizio. Il fatto che la Chiesa affrontò la questione per vie legali dimostra la sua fede nel sistema di giustizia israeliano. Nel 1995 fu raggiunto un compromesso in cui l'affitto del palazzo veniva assegnato alla città di Gerusalemme.

21.q. MITO

"In un attacco non provocato, la polizia israeliana ha ucciso 17 fedeli arabi sul Monte del Tempio nel 1990"

21.q. FATTI

La ragione apparente per cui l'8 ottobre 1990 una rivolta portò alla morte di 17 arabi era che le frange di un gruppo ebraico conosciuto come i Fedeli del Monte del Tempio stavano tentando di posare la pietra d'angolo per la ricostruzione del Tempio.

Il gruppo aveva ottenuto il permesso riluttante della polizia di marciare intorno al Monte del Tempio portando bandiere israeliane. Ma vedendo una grande folla di musulmani radunarsi sul luogo, la polizia revocò il permesso di marciare. Quando scoppiò la rivolta, i "fedeli" stavano pregando pacificamente a circa un miglio di distanza.

I radicali arabi aiutarono a spianare la strada per la violenza. Capi di Fatah e di Hamas stavano lottando per "mobilitare una rivolta dell'Intifada nei quartieri di Gerusalemme." [22] Quando i membri del loro gruppo sentirono i richiami degli sceicchi a difendere i luoghi sacri islamici, si mobilitarono verso il Monte del Tempio. "Una volta cominciata la violenza", riporta il Washington Post, "i giovani palestinesi attaccarono la polizia con una ferocia ed una persistenza senza precedenti a Gerusalemme durante i primi tre anni dell'Intifada".

Fonti arabe dicono che il fervore dei giovani si può ricollegare ad una campagna orchestrata dai leader palestinesi a Gerusalemme, nelle settimane recenti, per incrementare il livello degli attacchi, soprattutto contro la polizia. Durante la confusione a seguire, i rivoltosi tirarono pietre in direzione dei pellegrini ebrei, che stavano pregando tranquillamente per Sukkot di fronte al Muro Occidentale. Jamal Nusseibeh, il figlio di un eminente professore palestinese, ammise che il popolo aveva portato con sé le pietre al Monte del Tempio nei loro zaini di scuola. [23]

Due documenti ufficiali israeliani furono redatti per giudicare la tragedia. Il primo era della Commissione Zamir, stabilita dal governo, che concluse che una sommossa rivoltosa aveva tirato pietre e proiettili metallici verso la polizia da distanza ravvicinata, che le vite dei poliziotti erano in pericolo e che avevano aperto il fuoco per difendersi. Il rapporto aveva criticato la polizia israeliana per il suo modo di controllare l'incidente, in particolare la loro mancanza di preparazione in una situazione che avrebbero potuto prevedere sarebbe divenuta violenta.

Le indagini del giudice Ezra Kama confermavano Zamir sui punti chiave. Kama non concluse che Israele aveva "provocato" la rivolta. Il rapporto dice comunque che "3000 arabi, la maggioranza dei quali giovani, avevano dato importanza al richiamo [dei predicatori musulmani di venire al Monte del Tempio e di 'difenderlo']; le pietre erano preparate in partenza; la leadership musulmana sapeva che nessuno dei Fedeli del Monte del Tempio avrebbe potuto andare in zone vicine all'area ed infatti si è visto chiaramente lasciare da essi il luogo un'ora prima dell'inizio della rivolta." [24]

21.r. MITO

"Gli USA non credono che Gerusalemme debba essere la capitale unita d'Israele"

21.r. FATTI

Sono presenti solo due ambasciate a Gerusalemme — Costa Rica ed El Salvador. Delle 180 nazioni con cui l'America ha relazioni diplomatiche, Israele è l'unica la cui capitale non è riconosciuta dal governo statunitense.

L'ambasciata americana, come molte altre, si trova a Tel Aviv, a 40 miglia da Gerusalemme. Gli USA hanno un consolato a Gerusalemme Est, comunque, che tratta coi palestinesi nei territori e lavora indipendentemente dall'ambasciata, relazionandosi direttamente con Washington. Oggi, quindi, abbiamo un'anomalia per cui i diplomatici americani si rifiutano di incontrare gli israeliani nella loro capitale perché lo status di Gerusalemme è sindacabile, ma intraprendono contatti coi palestinesi nella città stessa.

Nel 1990, il Congresso passò una risoluzione dichiarando che "Gerusalemme è e deve restare la capitale dello Stato d'Israele" e "deve rimanere città non divisa in cui i diritti di ogni etnia ed ogni gruppo religioso sono protetti". Durante la campagna presidenziale del 1992, Bill Clinton disse: "Riconosco Gerusalemme come una città indivisibile, capitale eterna d'Israele, e credo nel principio di dover spostare la nostra ambasciata a Gerusalemme". Come presidente non è mai ritornato su questo punto; di conseguenza, la politica ufficiale americana è rimasta allo stato per cui Gerusalemme è una questione per i negoziati.

In un tentativo di cambiare la sua politica, il Congresso approvò in maniera schiacciante l'Atto dell'Ambasciata di Gerusalemme del 1995. Questa pietra miliare dichiarava che Gerusalemme doveva essere riconosciuta come non divisa, eterna capitale di Israele e richiedeva che l'Ambasciata USA in Israele si stabilisse a Gerusalemme non oltre il maggio del 1999. La legge includeva anche una clausola che permetteva al Presidente di sospendere l'applicazione della legislazione per motivi di sicurezza nazionale. Il Presidente Clinton, e successivamente George W. Bush nel 2001, esercitarono tale opzione nonostante le promesse elettorali. [25]

21.s. MITO

"Il Monte del Tempio è sempre stato un luogo sacro per i musulmani e l'ebraismo non ha legami con questo luogo"

21.s. FATTI

Durante il summit di Camp David del 2000, Yasser Arafat disse che nessun Tempio ebraico era mai esistito sul Monte del Tempio. [25a] Un anno dopo, il muftì di Gerusalemme Ikrima Sabri affermò: "Non c'è nemmeno la più piccola indicazione dell'esistenza di un tempio ebraico in questo posto nel passato."

Queste considerazioni sono contraddette da un libro intitolato "Una guida breve a al-Haram al-Sharif", pubblicato dal Consiglio Supremo Musulmano nel 1930. Il Consiglio diceva nella guida che il Monte del Tempio "è uno dei luoghi più antichi del mondo. La sua identità col sito del Tempio di Salomone è indiscussa." In una descrizione dell'area delle scuderie di Salomone, la guida afferma: "E' datata probabilmente tanto lontano nei tempi quanto la costruzione del Tempio di Salomone... Secondo Josephus, era esistente ed era utilizzata come luogo di rifugio dagli ebrei ai tempi della conquista di Gerusalemme da parte di Tito, nel 70 d.C." [26]

Una fonte ancora più autorevole — il Corano — descrive la costruzione del Primo Tempio di Salomone (34:13) e narra della distruzione del Primo e del Secondo Tempio (17:7). La connessione ebraica col Monte del Tempio risale a più di 3000 anni fa. Si crede che Abramo legò suo figlio Isacco proprio sul Monte Moriah, l'odierno Monte del Tempio.

21.t. MITO

"Israele non dovrebbe poter controllare il Monte del Tempio perché nega ai musulmani l'accesso ai loro luoghi sacri"

21.t. FATTI

Israele ha condiviso il Monte del Tempio dal 1967, quando il Ministro della Difesa Moshe Dayan permise all'autorità islamica, il Waqf, di continuare a esercitare la sua autorità civile. Il Waqf sorveglia tutte le attività quotidiane. Una presenza israeliana è fissa all'ingresso per assicurare l'accesso alle persone di tutte le religioni. Le uniche volte che Israele ha limitato l'accesso è stato durante periodi di alta tensione per prevenire violenze, misure durate solitamente uno o due giorni.

21.u. MITO

"I palestinesi sono stati attenti nel conservare i resti archeologici del Monte del Tempio"

21.u. FATTI

Dopo gli accordi di Oslo del 1993, il Waqf controllato dalla Giordania fu sostituito con rappresentanti dell'Autorità Palestinese. Da allora, il Waqf ha spesso impedito agli ispettori israeliani di controllare i lavori. Gli archeologi denunciano che migliaia di tonnellate di terra ricca di reperti del Primo e Secondo Tempio sono state rimosse con i bulldozer e gettate via, rendendo i manufatti archeologicamente inutili. [27]

LA FRASE CELEBRE: "Il movimento sionista ha inventato che questo era il luogo del Tempio di Salomone. Ma questa è tutta una menzogna." — Sceicco Raed Salah. [28]

21.v. MITO

"Quando Israele ha scavato il tunnel del Muro Occidentale, ha minacciato l'integrità del Monte del Tempio e della moschea di Al-Aqsa"

21.v. FATTI

Il tunnel è un sito archeologico che corre lungo le mura di Erode e non ha nulla a che vedere con le fondamenta della moschea. Nel settembre 1996, Benjamin Netanyahu decise di aprire un'uscita sulla Via Dolorosa per facilitare il flusso dei turisti che prima dovevano tornare indietro per lo stesso stretto passaggio. Nonostante le proteste palestinesi e la risoluzione ONU 1093, il restauro non violava gli accordi poiché Gerusalemme non era coperta dal documento ad interim. Oggi il tunnel è regolarmente visitato e porta beneficio anche ai mercanti del quartiere musulmano.

21.z. MITO

"L'internazionalizzazione è la soluzione migliore per Gerusalemme"

21.z. FATTI

Non ci sono precedenti positivi per un simile assetto; l'esperimento della Berlino del dopoguerra fu un disastro. Israele già garantisce libertà religiosa a tutti, un diritto che non era rispettato durante i 19 anni di controllo giordano (1948-1967).

21.x. MITO

"Israele ha tentato di bruciare la moschea di Al-Aqsa nel 1969"

21.x. FATTI

L'incendio dell'agosto 1969 fu appiccato da un turista australiano, Denis Michael Rohan, un cristiano con disturbi mentali che fu poi processato e ricoverato. Nonostante ciò, la propaganda araba dell'epoca usò l'evento per invocare una guerra santa contro Israele.

LA FRASE CELEBRE: "Sarei cieco a negare il legame ebraico con Gerusalemme" — Sari Nusseibeh.
Note:
1. Encounter, (February 1968).
2. Jerusalem Foundation; Municipality of Jerusalem.
3. Leon and Jill Uris, Jerusalem, (New York: Doubleday, 1981), p. 13.
... [segue lista note pulita] ...
20. Reuters, (April 19, 1990).
21. Statement by International Christian Embassy, (April 18, 1990).
22. Washington Post, (October 14, 1991).
23. "60 Minutes," (December 2, 1990).
24. Jerusalem Post, (August 17, 1991).
25. AIPAC Policy Conference, (May 22, 2000).
26. "A Brief Guide to al-Haram al-Sharif", (1930).
27. Jewish Telegraphic Agency, (February 12, 2001).
28. Jewish Telegraphic Agency, (February 12, 2001).
29. Jerusalem Post, (November 12, 2001).