Sono solo la tv e i media che fanno pensare alla gente che la fine del mondo stia arrivando.

Soltanto 60 anni fa stavano conducendo gli ebrei alla morte, come pecore al macello! Nessuno Stato, nessun esercito. 55 anni fa! Sette nazioni arabe dichiararono guerra al piccolo Stato ebraico, nato da poche ore. Eravamo allora 650.000 ebrei! Contro il mondo arabo intero.

Niente Zahal, nessuna aviazione, soltanto gente determinata senza nessun altro posto dove andare. Libano, Siria, Iraq, Giordania, Egitto, Libia e Arabia Saudita ci avevano attaccato tutti insieme. Il paese che l'ONU ci dava era per il 65% deserto. Lo Stato iniziò da un fazzoletto di terra!

35 anni fa! Abbiamo combattuto contro i tre più forti eserciti del Medio Oriente e li abbiamo spazzati via in sei giorni. Abbiamo combattuto contro diverse coalizioni di Paesi arabi con eserciti moderni e tonnellate di armi sovietiche e abbiamo vinto ancora!

Abbiamo oggi uno Stato, una forte aviazione, un'alta tecnologia che esporta per milioni. Intel, IBM e Microsoft sviluppano i loro prodotti qui. I nostri medici vincono premi internazionali per le loro ricerche. Abbiamo fatto fiorire il deserto vendendo arance e verdura al resto del mondo. Vendiamo il basilico dell'Aravà persino in Italia.

Israele ha lanciato il suo satellite nello spazio! Tre satelliti tutti insieme! Sediamo senza timore allo stesso tavolo con gli Stati Uniti e i loro 250 milioni di abitanti, con la Russia e i suoi 200 milioni di abitanti, con la Cina e i suoi 1,1 miliardi di abitanti, con gli europei — Francia, Germania e Inghilterra — e i loro 350 milioni di abitanti, gli unici paesi ad avere messo in orbita qualcosa nello spazio.

Israele fa oggi parte della famiglia nucleare insieme a Stati Uniti, Russia, Cina, Francia e Inghilterra [non lo ammettiamo ufficialmente ma tutti lo sanno...]. Pensare che soltanto 60 anni fa, eravamo condotti, pieni di paura senza speranza, alla nostra morte! Siamo saltati fuori dai camini di cenere dell'Europa, abbiamo vinto le nostre guerre con meno di niente tra le mani, abbiamo costruito un impero dal niente.

Chi diavolo sei tu Arafat per metterci paura? Mi fai soltanto ridere! Abbiamo celebrato Pesach, ricordiamo la storia. Siamo sopravvissuti al Faraone, siamo sopravvissuti ai Greci, siamo sopravvissuti ai Romani, siamo sopravvissuti all'Inquisizione spagnola, siamo sopravvissuti ai pogrom della Russia, siamo sopravvissuti a Hitler, siamo sopravvissuti ai tedeschi, siamo sopravvissuti alla Shoah, siamo sopravvissuti agli eserciti di sette paesi arabi, siamo sopravvissuti a Saddam.

Tranquilli, ragazzi, supereremo anche i nostri nemici attuali. Non importa da che parte della storia la si guardi! Pensaci, per noi, il popolo ebraico, la situazione non è mai stata migliore. E allora, tiriamo su la testa, e dobbiamo ricordarci che: ogni nazione e cultura con la quale abbiamo avuto a che fare è stata distrutta — mentre noi continuiamo ad andare avanti!

L'Egitto? C'è qualcuno che sa dove sia finito questo impero? I Greci? Alessandro Magno? I Romani? C'è qualcuno che parla ancora latino? Il Terzo Reich? Qualcuno ha avuto sue notizie ultimamente?

Guardaci, il popolo del Libro, dalla schiavitù d'Egitto, siamo ancora qui, parliamo ancora la stessa lingua! Qui e adesso. Gli arabi non lo hanno ancora capito, ma lo impareranno. Fintanto che manterremo la nostra identità saremo eterni. Scusate allora se non mi preoccupo, se non piango e se non ho paura. Le cose vanno bene qui. Potrebbero essere sicuramente migliori.

Comunque, non farti abbattere dalla spazzatura dei media, loro non ti dicono che nonostante tutto ci sono feste che vanno avanti, che la gente continua a vivere, a uscire e a vedersi con gli amici. Sì, il nostro morale è basso, e allora? Soltanto perché piangiamo i nostri morti mentre loro amano la morte. È la stessa ragione per cui dopo tutto alla fine vinceremo.

Puoi mandare questa lettera se credi a tutti gli ebrei del mondo, anche agli altri. Sono parte della nostra forza, può aiutare alcuni di loro ad alzare la propria testa. Di' loro che non c'è niente di cui preoccuparsi. Di' loro di pensare in grande, e di guardare il tutto, l'intera immagine.

— Ci vediamo l'anno prossimo a Gerusalemme.

FREE RON ARAD

Deborah Fait
Israel