Il 5 marzo 2002, presso il Teatro di Gerusalemme, si è tenuta l'annuale serata di beneficenza di Tsad Kadima, un'organizzazione che promuove l'integrazione e la cura di bambini con gravi disabilità motorie attraverso il metodo Petö.
Tsad Kadima ("Un passo avanti") è un'organizzazione composta da genitori e personale specializzato che ha introdotto in Israele il metodo Petö di educazione conduttiva.
Sviluppato originariamente in Ungheria e adattato al sistema israeliano, il metodo Petö è un approccio educativo speciale per bambini e giovani con gravi limitazioni motorie derivanti da paralisi cerebrale. Mio figlio Yoel, di 7 anni, frequenta l'asilo di Tsad Kadima a Gerusalemme dal 1998.
L'asilo è frequentato da 12 bambini provenienti da diverse zone di Gerusalemme, rappresentando tutte le variopinte popolazioni che convivono nella città: ebrei (ortodossi e laici), cristiani e musulmani. In un clima di tensione, ostilità e terrore, l'asilo rappresenta un'isola di umanità, cooperazione e convivenza degna di nota.
Alla serata del 5 marzo hanno partecipato autorità di rilievo, tra cui il sindaco di Gerusalemme Ehud Olmert, il Ministro della Giustizia e l'Ambasciatore d'Ungheria in Israele. Il sindaco ha sottolineato come l'evento sia stato il primo momento festoso dopo un lungo periodo segnato da attentati e lutti.
Come organizzatore, posso testimoniare le enormi difficoltà nel reperire sponsor e vendere biglietti nel clima di insicurezza generale che attraversa il Paese. Nonostante i timori, circa 750 persone hanno partecipato, assistendo allo spettacolo di Moti Ghiladi e Osnat Vishinsky.
È stata fondamentale la partecipazione della comunità italiana di Gerusalemme e i contributi arrivati direttamente dall'Italia, che hanno offerto non solo sostegno economico ma anche parole di vicinanza e solidarietà.
Alessandro Viterbo
Tsad Kadima - Gerusalemme