L'ombra goffa e gigantesca del Golem si stende sui moderni laboratori di ricerca sulla clonazione, riproponendo l'eterno dilemma etico sul limite della creazione umana.

La creatura dalle sembianze umane realizzata, secondo la leggenda, nella soffitta della Sinagoga Vecchia-Nuova (Altneuschul) di Praga dal rabbino Judah Loew (il Maharal), era capace di riformulare le lettere dell'alfabeto ebraico in modo da dare vita a un essere autonomo. Ma questo gigante d'argilla era un progenitore dei mostri tecnologici del futuro?

Si racconta che il noto cabalista avesse inserito sotto la lingua (o sulla fronte) del gigante la parola Emet (—Verità—, אמת), capace di infondere la scintilla vitale. Quando però il Golem iniziò a esercitare una forza incontrollata mettendo a repentaglio la sicurezza del ghetto, Loew si precipitò a cancellare la lettera iniziale — la Alef (א) — dalla parola. Le due lettere residue formarono così la parola Met (—Morte—, מת), lasciando senza vita il grande corpo.

Questa storia è stata ripercorsa ossessivamente dalla letteratura mitteleuropea (da Meyrink a Singer e Wiesel) e dal cinema espressionista, diventando un elemento cardine della "Praga magica" dell'imperatore Rodolfo II d'Asburgo.

Il Golem nelle fonti ebraiche

Nella cultura ebraica, il Golem rappresenta il concetto di un corpo privo di anima (Neshama). La parola ricorre una sola volta nel Libro dei Salmi (139:16), ma rimanda alla creazione di Adamo: secondo la leggenda, nelle sue prime 12 ore di vita, il primo uomo non era altro che un Golem.

Il tema ricorre anche nella letteratura talmudica:

  • Rabbi Hanina e Rabbi Oshia studiavano assieme ogni venerdì il Libro della Creazione (Sefer Yetzirah) e riuscirono a creare un bue dal nulla.
  • Rava creò un uomo e lo inviò a Rabbi Zeira; quest'ultimo, vedendo che la creatura non era in grado di rispondere (poiché priva di parola, facoltà dell'anima spirituale), la fece tornare alla polvere.

Questi passaggi del trattato Sanhedrin mostrano una sensibilità antica verso la manipolazione della materia. Anche nella Genesi (cap. 30), Giacobbe sembra utilizzare conoscenze tecniche (e non solo miracolose) per influenzare la riproduzione delle greggi di Labano.

Etica, Medicina e Proprietà del corpo

La tradizione riporta persino di interventi chirurgici sui corridori del Re Davide (rimozione della milza) per migliorarne le prestazioni. Eppure, l'ebraismo pone limiti severi: l'obbligo di sperimentare insorge solo per tutelare la salute e limitare la sofferenza (Pikuach Nefesh).

Molte autorità rabbiniche, come sottolineato dal rabbino Alfonso Arbib, ricordano che i nostri corpi appartengono esclusivamente al Creatore. Di conseguenza, l'autodeterminazione assoluta non esiste: "La vita di una persona non è un suo possesso", principio ribadito dal Maimonide.

In conclusione, sebbene la leggenda del Golem suggerisca un potere creativo umano quasi divino, la Halakhah (Legge ebraica) richiede sempre un'autorizzazione morale prima di intervenire sulla vita, ricordando che la scienza deve restare al servizio della cura, non della vanità o della superbia.

Amos Vitale