Shevi'it significa "settimo (anno)". Questo trattato di dieci capitoli disciplina la normativa della Shmita, l'anno sabbatico durante il quale, ogni sette anni, la terra d'Israele deve restare a riposo e i debiti privati devono essere rimessi (Esodo 23, Levitico 25, Deuteronomio 15).
Il trattato analizza sia l'aspetto agricolo che quello finanziario di questo precetto fondamentale:
- Preparazione e Restrizioni (Capitoli 1-2): Trattano della Tosefet Shevi'it ("Aggiunta al settimo"), ovvero il divieto rabbinico di arare e preparare i campi già alcuni mesi prima dell'inizio ufficiale dell'anno sabbatico, per evitare che il lavoro svolto nel sesto anno favorisca direttamente la crescita dei frutti nel settimo.
- Lavori Permessi e Manutenzione (Capitoli 3-4): Definiscono quali attività agricole sono concesse per non far deperire irreparabilmente le piante (come l'irrigazione minima) e come gestire le recinzioni senza che sembri una preparazione alla semina.
- Commercio e Sospetto (Capitolo 5): Regolano la vendita di strumenti agricoli a persone sospettate di non osservare l'anno sabbatico e la gestione di prodotti particolari come i tuberi.
- Geografia della Shmita (Capitolo 6): Specifica che l'obbligo della Shmita non è uniforme: varia a seconda delle zone conquistate dagli ebrei al ritorno dall'Egitto rispetto a quelle occupate dopo l'esilio babilonese.
- Uso dei prodotti spontanei (Capitoli 7-9): Poiché non si può seminare, si possono mangiare solo i frutti che crescono spontaneamente (Safiach). Questi prodotti hanno una "santità del settimo anno": non possono essere sprecati, né venduti commercialmente, né esportati fuori dalla Terra d'Israele.
- Remissione dei debiti e Prozbul (Capitolo 10): Tratta del versetto di Deuteronomio 15:2. Per evitare che la gente smettesse di prestare denaro per timore della cancellazione del debito alla fine del settimo anno, Hillel il Vecchio istituì il Prozbul: un documento che trasferisce il debito al tribunale rabbinico, rendendolo così esigibile anche dopo la Shmita.
Note storiche e insegnamenti:
Il trattato non possiede una Gemara babilonese, ma è ampiamente commentato nel Talmud Gerosolimitano. La Tosefta racconta che i frutti del settimo anno venivano raccolti in magazzini comunitari e distribuiti equamente alle famiglie ogni venerdì, garantendo il sostentamento di tutti.
Frase celebre: "Come è lodevole chi paga il suo debito nonostante la remissione del settimo anno, altrettanto lodevole è chi onora la parola data anche quando non è legalmente vincolante."