Terumot significa letteralmente "offerte" (al singolare Terumah, "elevazione"). Questo trattato approfondisce le norme riguardanti le porzioni di raccolto che devono essere separate e consegnate ai Sacerdoti (Kohanim) per il loro sostentamento, come prescritto dalla Torah.

Il sistema contributivo agricolo nell'antico Israele era complesso e stratificato. La prima offerta per i Sacerdoti è detta Terumah Gedolah (Grande Offerta). Sul restante si prelevano le decime (Ma'aserot) secondo uno schema preciso:

  1. Ma'aser Rishon (Prima decima): 10% del rimanente, devoluto ai Leviti.
  2. Terumat Ma'aser: I Leviti, a loro volta, versano il 10% della decima ricevuta ai Sacerdoti.
  3. Ma'aser Sheni o Ma'aser Ani: Sul restante viene prelevata un'ulteriore decima che, negli anni 1, 2, 4 e 5 del ciclo settennale, viene consumata dal proprietario a Gerusalemme (Seconda Decima); negli anni 3 e 6 viene invece data ai poveri (Decima dei Poveri).

Sebbene la Terumah Gedolah sia un precetto senza una misura fissa nella Torah, i Saggi stabilirono tre aliquote basate sulla generosità del donatore:

  • I generosi (Ayin Tovah): 1/40 (2,5%). La Casata di Shammai proponeva persino 1/30 (3,3%).
  • Gli equilibrati (Benonit): 1/50 (2,0%).
  • I taccagni (Ayin Ra'ah): 1/60 (1,7%).

Complessivamente, tra offerte e decime, il prelievo totale variava circa tra il 20,4% e il 21,7% del raccolto. Coloro che osservavano scrupolosamente queste leggi erano detti Chaverim (Compagni), contrapposti agli Am Ha-Aretz (popolo della terra), sospettati di negligenza nel versamento delle offerte. Questa distinzione sociale era così forte che i contratti agricoli dell'epoca di Bar Kokhba specificavano esplicitamente che i canoni erano dovuti "al netto delle offerte".

Suddivisione dei capitoli:

  1. Soggetti e validità (Capitoli 1–2): Indicano chi è idoneo a separare la Terumah (escludendo minorenni o incapaci) e la validità di atti compiuti con metodi errati o in stati di impurità.
  2. Priorità e deleghe (Capitolo 3): Tratta l'ordine di separazione delle varie decime, la possibilità di delegare un mandatario e come rimediare a errori verbali (lapsus linguae) durante la consacrazione.
  3. Quantità e miscelazione (Capitoli 4–5): Parlano della misura della Grande Offerta e delle conseguenze legali se la Terumah (sacra) si mescola accidentalmente con prodotti comuni (profani).
  4. Indennizzi e sanzioni (Capitoli 6–7): Regolano il risarcimento dovuto da chi mangia o trae profitto involontario dalla Terumah, che include il valore del capitale più un quinto (Chomesh) a titolo di indennità.
  5. Conservazione e liquidi (Capitolo 8): Discute la gestione dei liquidi (vino, olio) e il rischio di squalifica della Terumah lasciata scoperta (per timore di veleno di serpenti o contaminazione).
  6. Semina e aromi (Capitoli 9–10): Cosa accade se semi di Terumah vengono seminati per errore e come il sapore della Terumah influenzi altri cibi con cui viene a contatto.
  7. Usi della Terumah (Capitolo 11): Distingue tra Terumah pura (commestibile per i Sacerdoti) e impura, che può essere usata solo come combustibile (es. olio lampante).