Ma'aser Sheni significa "Seconda Decima". Secondo la Torah (Deuteronomio 14:22-27), dopo aver prelevato la prima decima per i Leviti, negli anni 1, 2, 4 e 5 del ciclo settennale si deve separare un ulteriore 10% del raccolto da consumare a Gerusalemme. Questo trattato in cinque capitoli ne disciplina la gestione, il trasporto e l'eventuale conversione in denaro.

Il trattato esplora come trasformare un prodotto agricolo in un'esperienza spirituale e comunitaria nella Città Santa:

  1. Commercio e Riscatto (Capitolo 1): Stabilisce il divieto di vendere la Seconda Decima come merce ordinaria. Tuttavia, se il trasporto del raccolto è troppo gravoso, la Torah permette di "riscattarlo" convertendolo in denaro. Il capitolo specifica quali monete siano idonee (devono avere una valuta corrente) e come questo denaro debba poi essere speso esclusivamente per l'acquisto di cibo a Gerusalemme.
  2. Usi e Mescolanze (Capitolo 2): Discute gli usi ammessi per i prodotti della decima (cibo, bevande, olio per unzioni). Regola inoltre i casi in cui il denaro "consacrato" della decima si mescola con denaro comune, definendo le procedure per separare nuovamente la quota sacra.
  3. Gerusalemme e i Confini (Capitolo 3): Analizza la gestione dei prodotti una volta giunti a Gerusalemme. Un punto interessante riguarda gli edifici o gli alberi che si trovano esattamente sul confine della città: le leggi cambiano a seconda che ci si trovi "dentro" o "fuori" dalle mura.
  4. Valutazione e il "Quinto" (Capitolo 4): Quando un proprietario riscatta i propri prodotti in denaro, la Torah impone l'aggiunta di un quinto (Chomesh, ovvero il 25% del valore originale per arrivare a un totale in cui la sovrattassa sia un quinto del valore finale). Il capitolo spiega come calcolare questo prezzo e come gestire il denaro ritrovato che rechi contrassegni indicanti la sua natura di "decima".
  5. Orlah e la Confessione delle Decime (Capitolo 5): Tratta del Neta Reva'i (i frutti del quarto anno di un albero), che seguono le stesse regole della Seconda Decima. Include la normativa sul Bi'ur Ma'aserot (l'eliminazione delle decime): alla vigilia di Pesach del quarto e settimo anno del ciclo, ogni residuo di decima deve essere rimosso dalla propria casa e consegnato ai legittimi beneficiari.

Riforme storiche:

Il trattato menziona che la Viduy Ma'aser (la "Confessione delle Decime"), ovvero la dichiarazione solenne fatta nel Tempio di aver adempiuto a tutti i doveri contributivi, fu abolita da Giovanni Ircano. Come riportato nella Tosefta Sotah, egli temeva che, data la diffusa negligenza del popolo, questa dichiarazione potesse trasformarsi in una menzogna ritualizzata davanti a Dio.

Questo parallelismo con l'abolizione della "prova delle acque amare" per la donna sospettata di adulterio (trattata nel trattato Sotah) evidenzia un momento storico in cui i Saggi preferirono sospendere un precetto biblico piuttosto che permetterne la profanazione a causa della corruzione dei costumi sociali.