Pesachim si riferisce agli agnelli pasquali (al singolare Pesach). Questo trattato di 10 capitoli disciplina minuziosamente la festività della Pasqua ebraica, dalla rimozione del lievito alla celebrazione del pasto rituale e dei sacrifici nel Tempio.
Il trattato segue un ordine cronologico che parte dai preparativi pre-festivi per giungere alla notte del Seder:
- Eliminazione del lievito (Capitoli 1-3): Trattano della Bediqat Chametz (la ricerca del lievito) che avviene la sera del 13 Nisan, e della sua eliminazione totale entro la mattinata del 14. Vengono elencati i cibi che costituiscono Chametz, le norme sulla fabbricazione delle Matzot (azzime) e gli ingredienti simbolici come il Maror (erba amara) e il Charoset.
- Consuetudini e Lavoro (Capitolo 4): Esamina come le tradizioni locali influenzino ciò che è permesso o vietato fare la vigilia di Pasqua (come il lavoro artigianale), sottolineando l'importanza del costume della comunità (Minhag).
- Il Sacrificio Pasquale (Capitoli 5-9): Descrivono la procedura nel Tempio. Il quinto e sesto capitolo spiegano come il sacrificio debba essere compiuto nel pomeriggio del 14 Nisan, anche se cade di Sabato. Il settimo e l'ottavo trattano dell'arrostimento dell'agnello (esclusivamente al fuoco) e delle regole per formare i gruppi di consumo (Chavurot).
- Pesach Sheni (Capitolo 9): Regola la "Seconda Pasqua", un'opportunità di recupero, un mese dopo, per chi era impuro o lontano durante la prima celebrazione (Numeri 9).
- Il Seder (Capitolo 10): Descrive lo svolgimento del pasto rituale, la recitazione dell'Haggadah, le quattro coppe di vino e il consumo dei cibi simbolici in un'atmosfera di libertà e gratitudine.
Aggadot e brani memorabili:
Il Talmud, in particolare quello Babilonese, arricchisce il trattato con narrazioni storiche e insegnamenti etici:
- Il Censimento di Agrippa (63b): Si racconta di come il re Agrippa contò la popolazione raccogliendo un rene da ogni agnello sacrificato. I 600.000 reni raccolti indicavano una popolazione vastissima, a testimonianza della vitalità del popolo.
- L'ascesa di Hillel (66a): Racconta come Hillel il Vecchio fu nominato Nasi (Principe) dopo aver risolto un dilemma legale: se il sacrificio pasquale prevalesse sul Sabato. La sua risposta affermativa, basata sulla tradizione e sull'osservazione delle pratiche popolari ("Se non sono profeti, sono figli di profeti"), stabilì un precedente fondamentale.
- Etica e Sapienza (66b): Un monito severo: l'ira e l'arroganza oscurano la mente, facendo perdere al dotto la sua logica e al profeta la sua visione.
- La Diaspora (87b): Un'osservazione profetica e pragmatica: la dispersione tra le nazioni è vista anche come una protezione divina, poiché impedisce che il popolo possa essere annientato in un unico attacco mirato alla Terra d'Israele.