Sheqalim è il plurale di Sheqel ("Siclo"). Questo trattato analizza la tassa annuale del "mezzo siclo" che ogni ebreo, in Israele e nella Diaspora, era tenuto a versare al Tempio di Gerusalemme. Sebbene tratti di offerte sacre (che solitamente appartengono al Seder Qodashim), è incluso nel Seder Mo'ed perché la raccolta era legata a scadenze temporali precise del calendario ebraico.
La ragione della sua collocazione tra i "Tempi stabiliti" risiede nel fatto che il 1° di Adar si bandiva la raccolta dei mezzi sicli, affinché i fondi fossero pronti per il 1° di Nisan, inizio dell'anno per il computo dei sacrifici comunitari. Il trattato si compone di 8 capitoli:
- Esazione e termini (Capitoli 1-2): Definiscono chi è obbligato al pagamento (uomini liberi, adulti) e chi ne è esente. Si descrive il processo di riscossione che partiva dalle province per convergere a Gerusalemme entro la festa di Purim (15 Adar).
- Ripartizione del gettito (Capitoli 3-4): Spiegano come e quando venivano effettuati i prelievi dal tesoro (Terumat ha-Lishkah). Il denaro serviva per i sacrifici pubblici quotidiani, la manutenzione delle mura e le infrastrutture cittadine.
- Amministrazione e Gerarchia (Capitolo 5): Elenca i quindici funzionari di più alto rango del Tempio preposti a compiti specifici (custodi, esperti di musica, preparatori dei pani, ecc.). La discrepanza tra questa lista e quella della Tosefta rimane un punto centrale di studio accademico.
- Numerologia e Strutture (Capitolo 6): Il numero 13 è il protagonista: si descrivono le 13 ceste per le offerte (shofrot), le 13 prostrazioni rituali e le 13 tavole all'interno del Tempio. Il 13 richiama concetti metafisici come i Tredici Attributi della Misericordia Divina.
- Oggetti smarriti (Capitolo 7): Regola il destino del denaro, della carne o del bestiame rinvenuti all'interno o nei pressi del Tempio, stabilendo se debbano essere considerati sacri o profani.
- Norme obsolete e il Fiscus Judaicus (Capitolo 8): Tratta la validità delle norme sulla purezza rituale. Con la distruzione del Tempio nel 70 EV, la tassa divenne inapplicabile; tuttavia, l'imperatore Vespasiano la trasformò forzatamente nel Fiscus Judaicus, una tassa di due dramme dovuta al tempio di Giove Capitolino a Roma.
Massekhet Sheqalim non possiede una Gemara babilonese (poiché le leggi del Tempio erano meno studiate a Babilonia), ma possiede una Gemara palestinese (Talmud di Gerusalemme), ricca di insegnamenti morali:
- jSheqalim 2:7: "Non serve erigere monumenti ai giusti: i loro atti sono il loro memoriale".
- jSheqalim 3:4: "Chiunque si stabilisca in Israele, parli Ebraico, mangi i suoi frutti in stato di purezza rituale, e legga lo Shema' mattino e sera, ha garantita una parte del mondo a venire".