Betzah significa letteralmente "uovo", ma questa è solo la parola incipitaria del trattato. Il tema centrale è la normativa sui giorni festivi (Yom Tov) in generale; per questo motivo, il trattato è noto anche con il titolo di Yom Tov.

Il trattato si compone di cinque capitoli, i cui temi principali riguardano le attività permesse o vietate durante le festività bibliche, con particolare attenzione alla preparazione del cibo (Ochel Nefesh).

I primi due capitoli analizzano ampiamente le divergenze interpretative tra la Casata di Hillel (Bet Hillel) e la Casata di Shammai (Bet Shammai). Una caratteristica curiosa di questo trattato è l'abbondanza di opinioni riportate dai nachutey.

Nachutey è il plurale di nachuta, termine aramaico che indica "chi discende". In questo contesto, si riferisce ai dotti che viaggiavano tra la Terra d'Israele e Babilonia, portando con sé tradizioni e insegnamenti da un centro all'altro. Sebbene tecnicamente si "scenda" lasciando Israele e si "salga" (Aliyah) verso di essa, il termine descrive il flusso migratorio dei maestri che stabilirono un ponte culturale tra le due accademie.

Il trattato del Talmud Babilonese ospita quindi molte opinioni di dotti emigrati da Israele a Babilonia, mentre, specularmente, il Talmud Palestinese (Gerosolimitano) conserva le opinioni degli immigrati giunti da Babilonia. Questo scambio intellettuale è fondamentale per comprendere lo sviluppo della Halakhah (legge ebraica) nel periodo amoraico.