Ta'anit vuol dire —digiuno—, e questo è l'argomento dei quattro capitoli del trattato, con particolare enfasi sulle preghiere per la pioggia e le calamità pubbliche.

Il trattato analizza le diverse tipologie di digiuno, dalle necessità agricole alle commemorazioni storiche:

1) Nel primo capitolo si discute dei digiuni decisi a causa della siccità, del momento in cui si prevedono le precipitazioni, delle preghiere che accompagnano i digiuni per la siccità, di chi ne è esentato e in quali giorni è vietato digiunare.

2) La prima parte del secondo capitolo continua la discussione del primo; dalla Mishnah 2:6 si discute di mishmarot e ma'amadot (turni di guardia e servizio dei sacerdoti e dei Leviti al Tempio di Gerusalemme e delle delegazioni laiche che li accompagnavano con la preghiera).

3) Il terzo capitolo discute dei digiuni decisi per motivi diversi dalla siccità, come epidemie, invasioni o altre catastrofi naturali.

4) Il quarto capitolo, nelle Mishnayyot 4:1—5, discute della recitazione della Benedizione Sacerdotale durante i digiuni (e questo permette di riprendere il discorso dei turni di guardia e servizio); le Mishnayyot 4:6—7 parlano dei digiuni del 17 di Tammuz e del 9 di Av (Tish'a Be-Av). La Mishnah 4:8 parla delle cerimonie di fidanzamento che si tenevano il 15 di Av (Tu Be-Av) e il Giorno dell'Espiazione (Yom Kippur).

Il trattato si conclude con una descrizione del Tempio di Gerusalemme, giusto per tirar su il morale dei lettori. Nel Talmud Palestinese ci sono interessanti notizie sulla persecuzione di Adriano e su Bar Kokhba, mentre del Talmud Babilonese appare degna di nota la Gemara aggiunta al Capitolo 3 della Mishnah (fogli 18b—26a), detta —il capitolo della pietà—, in quanto ricca di aneddoti su uomini di grande fede e rettitudine.