Megillah vuol dire —rotolo—, e questo trattato ha per argomento principale la pubblica lettura della Megillat Ester (il Libro di Ester). Viene chiamato "Rotolo" perché, a differenza degli altri libri dei profeti, deve essere scritto su un rotolo di pergamena a sé stante che viene aperto e letto interamente durante la festa di Purim.

Il trattato si divide in quattro capitoli che spaziano dalle norme su Purim alla santità della sinagoga e della liturgia:

1) Il primo capitolo stabilisce in quale giorno del mese di Adar vada letta la Megillah: il 14 per la maggior parte delle località, tranne che per le città "murate dal tempo di Giosuè" (come Gerusalemme e l'antica Susa), dove si legge il 15 (Shushan Purim). Le prime mishnayyot (1:1—4) trattano questo tema, mentre le successive (1:5—11) raccolgono varie halakhot (norme) comparative tra diversi precetti e festività.

2) Il secondo capitolo analizza le modalità della lettura: se sia lecito recitare Ester a memoria o in lingue diverse dall'ebraico, quali requisiti debba avere il lettore e quali le caratteristiche fisiche e grafiche del rotolo (inchiostro, pergamena, cuciture). Si discute inoltre della validità della lettura compiuta da minorenni o della partecipazione delle donne.

3) Il terzo capitolo introduce il tema della santità delle sinagoghe e dei locali annessi, stabilendo come debbano essere trattati gli oggetti sacri. Si occupa principalmente delle letture pubbliche della Torah durante le festività, definendo le porzioni settimanali (Parashah) e i brani dei Profeti (Haftarah) per i giorni speciali.

4) Il quarto capitolo prosegue con l'ordine delle letture liturgiche, includendo la recitazione pubblica dello Shema' e le benedizioni sacerdotali. Vengono qui stabilite le regole per chi "sale alla Torah" e per il traduttore (Meturgeman) che anticamente spiegava il testo al popolo in aramaico.

Note dalla Tosefta e dai Talmudim

Nella Tosefta troviamo descrizioni vivide dei gruppi sociali che a Gerusalemme si univano per compiere le mitzvot. Il Talmud Babilonese è invece ricchissimo di materiale narrativo (Aggadot):

  • 3a: Origini dei Targumim (traduzioni aramaiche della Scrittura).
  • 8b—9b: Storia della "Settanta" (la prima traduzione greca della Torah).
  • 10a—17a: Un immenso commento al Libro di Ester, un vero e proprio midrash integrato nella Gemara.
  • 17b—18a: Analisi della struttura della preghiera dell''Amidah.

Nel Talmud Palestinese (Gerosolimitano), di particolare interesse per il biblista sono i brani riguardanti i dibattiti sull'inserimento del Libro di Ester nel canone biblico (1:7) e le precise regole calligrafiche per i nomi divini nei rotoli sacri (1:11).