Mo'ed Qatan significa letteralmente "Piccola Festa". Il trattato analizza le leggi relative ai Chol HaMoed, ovvero i giorni semifestivi intermedi che collegano l'inizio e la fine delle festività di Pesach (Pasqua) e Sukkot (Capanne).

La regola generale stabilisce che durante i giorni semifestivi sia permesso compiere esclusivamente quei lavori che non è possibile rimandare a dopo la festa (Davar HaAved) o che non è stato possibile anticipare. Il trattato si divide in tre capitoli:

  1. Attività agricole e manutenzione: Il primo capitolo elenca le attività che possono essere svolte solo in circostanze specifiche, come l'irrigazione dei campi (da cui il nome alternativo del trattato, Mashqin) o la riparazione di beni pubblici.
  2. Urgenze commerciali e lavorative: Il secondo capitolo approfondisce le attività lavorative permesse solo se considerate urgenti per evitare una perdita economica significativa.
  3. Cura della persona e leggi del lutto: Il terzo capitolo discute le condizioni eccezionali per sbarbarsi, fare il bucato o redigere documenti legali durante i giorni intermedi. Una sezione molto vasta è dedicata all'osservanza del lutto (Avelut) durante lo Shabbat, le feste maggiori e le ricorrenze minori come Rosh Chodesh, Chanukkah e Purim.

Esistono una Tosefta e due Gemara (Palestinese e Babilonese). La Gemara Babilonese è di particolare interesse poiché stabilisce un legame teologico e legale tra la gioia della festa e le restrizioni del lutto, fornendo dettagli preziosi sugli usi funebri antichi, incluse orazioni e lamentazioni. Tratta inoltre le norme sulla scomunica (Niddui e Cherem).

Curiosa è la storia del nome: inizialmente il trattato era chiamato semplicemente Mo'ed, ma per evitare confusione con l'omonimo Ordine (Seder) che lo contiene, è stato rinominato Mo'ed Qatan. Alcuni commentatori lo chiamano ancora Mashqin ("Si irriga"), riprendendo la parola incipitaria del testo.