Yevamot vuol dire letteralmente "cognate", ed il trattato è dedicato ad una figura particolare: la cognata che si ha l'obbligo di sposare per il levirato (Yibbum), essendo rimasta vedova di un fratello morto senza lasciare prole.
In realtà i 16 capitoli del trattato affrontano anche tipologie di unioni diverse; per comprenderli è necessario esporre alcuni punti della normativa fondamentale.
Lo scopo del levirato è assicurare al fratello defunto una discendenza; ciò significa che se il defunto aveva più mogli, ed almeno una di loro aveva già dato a lui della prole (anche se non più in vita o se era gravida al momento della morte), non sussiste l'obbligo di levirato.
Tale obbligo va soddisfatto sposando una sola delle cognate; l'obbligato principale è il fratello maggiore, ma l'obbligazione può essere soddisfatta da un altro fratello, purché già nato al momento della morte del de cuius. Se il fratello è un minore, la vedova deve aspettare che il cognato raggiunga l'età legale (13 anni) per sposarla oppure per rinunziare a lei con la cerimonia della Chalitzah.
Il Gran Rabbinato d'Israele ha decretato nel 1950 il divieto dei matrimoni di levirato, rendendo obbligatoria la celebrazione della Chalitzah in questi casi. Chi si rifiuta può essere obbligato al mantenimento della cognata o persino essere imprigionato.
Capitoli del Trattato
- 1) Indica 15 categorie di donne che, a causa di legami di parentela preesistenti, non possono sposare il cognato ed esentano perciò dal levirato anche le altre mogli del defunto.
- 2 - 6:2) Trattano in dettaglio obblighi ed esenzioni del levirato e della Chalitzah.
- 6:3 - 6:fine) Spiega che un Cohen (sacerdote) non può sposare chi ha ricevuto la Chalitzah; discute inoltre degli impedimenti matrimoniali causati dalla parentela, delle donne idonee al matrimonio con sacerdoti e delle norme sulla procreazione.
- 7) Analizza le circostanze in cui una donna di stirpe sacerdotale o il suo schiavo perdono il diritto di mangiare la Terumah (il cibo offerto per il sostentamento dei sacerdoti).
- 8) Discute i casi in cui un sacerdote perde il diritto di mangiare Terumah e affronta gli impedimenti matrimoniali causati da imperfezioni fisiche o origine etnica.
- 9) Elenca le combinazioni di donne "consentite" o "vietate" tra mariti e cognati e le regole per il consumo della Terumah.
- 10) Tratta il caso drammatico della donna che si risposa perché il marito era stato erroneamente ritenuto morto (con le gravi conseguenze legali per lei e per la prole nata dal secondo legame).
- 11) Norme sul matrimonio di donne stuprate o sedotte e leggi sui figli di padre incerto.
- 12) Descrive i dettagli procedurali della Chalitzah, incluso il numero di giudici necessari per il Bet Din.
- 13) Tratta del Me'un ("rifiuto"), il caso in cui una ragazza data in sposa da bambina, una volta raggiunta la maggiore età, dichiara di non voler più il marito, rendendo il matrimonio nullo ab initio.
- 14) Matrimonio dei sordomuti e dei frenastenici.
- 15 - 16) Leggi sulla morte presunta e sulle testimonianze necessarie per permettere alla vedova di risposarsi.
Brani memorabili del Talmud Babilonese
- 20a: "È dovere religioso obbedire ai saggi".
- 46a-b: I riti e le condizioni per la conversione all'ebraismo.
- 62b: "Un ebreo senza moglie vive senza gioia, benedizione e bontà".
- 88b: Il problema dell'Agunah (la donna "incatenata" il cui marito è scomparso).
- 109b: "Un giudice deve sempre immaginare di avere una spada tra le cosce e la Geenna spalancata sotto di lui".
Dal Talmud Palestinese
12:1, 12c: "Se venisse il Profeta Elia a dirci che la Chalitzah si può fare con una scarpa, gli obbediremmo; ma se ci dicesse che non la si può fare con un sandalo, non gli obbediremmo, perché la consuetudine (Minhag) vale più della norma scritta (Halakhah)".
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