Nazir è il termine ebraico per "Nazireo". Nel canone mishnico, il trattato segue Nedarim (Voti), poiché il nazireato è una forma specifica di voto, e precede Sotah, in virtù del monito rabbinico secondo cui chi assiste alla degradazione morale di un'adultera dovrebbe astenersi dal vino facendo voto di nazireato.

Il trattato si articola in 9 capitoli che definiscono la natura, gli obblighi e lo scioglimento di questo particolare status ascetico:

  1. Formule e tipologie: Il primo capitolo analizza le formule del voto e distingue le tre forme di nazireato: temporaneo (solitamente di 30 giorni), "alla maniera di Sansone" (perpetuo ma con regole specifiche sulla purezza) e perpetuo (con la possibilità di tagliare i capelli periodicamente).
  2. Limitazioni e obblighi: Il secondo capitolo prosegue l'analisi delle formule e discute l'impossibilità di ridurre o frazionare gli obblighi del nazireato una volta emesso il voto.
  3. Nazireato multiplo e purificazione: Il terzo capitolo tratta del voto ripetuto, del rituale del taglio dei capelli al termine del periodo e dello status di chi conclude il voto in condizione di impurità.
  4. Voti condizionati: Il quarto capitolo esamina il "metanazireato", ovvero i voti emessi a condizione che un'altra persona (coniuge o estraneo) diventi a sua volta nazireo.
  5. Errori e distruzione del Tempio: Il quinto capitolo analizza i voti formulati per errore e le conseguenze legali della distruzione del Tempio sull'applicabilità del nazireato.
  6. Sacrifici e violazioni: Il sesto capitolo approfondisce i doveri quotidiani e i sacrifici da offrire al termine del voto, distinguendo tra una conclusione regolare e una "anormale" causata da una contaminazione accidentale.
  1. Impurità da contatto: Il settimo capitolo discute le eccezioni in cui è permesso al nazireo rendersi impuro (come nel caso di un morto abbandonato, Met Mitzvah) e quali fonti di impurità interrompono il conteggio dei giorni.
  2. Casi dubbi: L'ottavo capitolo affronta le infrazioni dubbie e le incertezze sulla durata del voto.
  3. Soggetti del voto e figure bibliche: Il nono capitolo chiarisce che il nazireato non è applicabile ai gentili ma lo è a donne e schiavi; discute inoltre lo status profetico di Samuele in relazione al nazireato.

Una parte significativa della normativa è oggi inapplicabile, poiché la distruzione del Tempio impedisce l'offerta dei sacrifici finali. L'istituto era guardato con ambivalenza dai Saggi: sebbene la Torah lo definisca "santo", il Talmud Palestinese (Kiddushin 4:12) sostiene che l'uomo dovrà rendere conto di ogni godimento lecito a cui ha rinunciato senza motivo.

Nonostante sia caduto in disuso già prima del Medioevo e sia raramente studiato nelle accademie talmudiche rispetto ad altri trattati, il nazireato non è mai stato formalmente abrogato. Nel XX secolo, David Cohen (noto come "Il Nazireo"), discepolo del Rav Kook, ha ripreso l'osservanza di questo antico voto.