Bava Batra (letteralmente "L'ultima porta") costituisce la sezione finale dell'antico e voluminoso Massekhet de-Neziqin ("Trattato dei Danni"), che fu suddiviso in tre parti (Bava Qamma, Bava Metzia e Bava Batra) per facilitarne lo studio e la consultazione.

Il trattato si articola in 10 capitoli che spaziano dai diritti di proprietà alle leggi successorie:

  1. Proprietà immobiliare e comunione: Il primo capitolo tratta del cortile comune a più abitazioni. Inizia con le modalità di spartizione tramite muri, ma evolve nel riconoscimento dei "condomini" come comunità con obblighi precisi. Questi doveri di vicinato vengono estesi all'amministrazione cittadina, includendo la gestione del culto, dei pesi, delle misure e dei prezzi.
  2. Limitazioni al diritto di proprietà: Il secondo capitolo analizza le attività che, pur svolte nel proprio fondo, danneggiano il vicino (rumori, emissioni, lavorazioni nocive). Viene regolata anche la "servitù di veduta", impedendo l'apertura di finestre che violino la privacy del fondo confinante.
  3. Chazaqah (Usucapione): Il terzo capitolo definisce la chazaqah, ovvero il possesso continuato per tre anni che conferisce la proprietà. Un caso particolare citato è lo "jus gazaga", il diritto di abitazione degli ebrei nei ghetti italiani, che, pur non potendo acquistare immobili, ereditavano e dotavano questo diritto reale.
  4. Terminologia contrattuale: Il quarto capitolo fornisce definizioni precise dei termini tecnico-giuridici usati nella compravendita di immobili, per evitare dubbi interpretativi tipici della giurisprudenza contrattuale.
  5. Beni mobili e pesi: Il quinto capitolo funge da "vocabolario" per la vendita di beni mobili, offrendo preziose informazioni sulla vita economica nella Terra d'Israele dei primi secoli. Si conclude con l'obbligo etico di utilizzare pesi e bilance giuste.
  6. Garanzie e qualità: Il sesto capitolo definisce le qualità minime della merce vendibile e l'obbligo di sostituzione per i vizi della cosa. Tra i beni citati figurano, per dimensioni minime, edifici e persino tombe.
  7. Superfici agrarie: Il settimo capitolo regola la vendita delle superfici di terreno e le tolleranze nelle misure dei fondi agricoli.
  8. Leggi successorie: I capitoli ottavo e nono abbandonano gli atti tra vivi per concentrarsi sull'eredità, definendo l'ordine dei successori e la gestione dei patrimoni familiari.
  9. Atti scritti e conclusione: L'ultimo capitolo analizza la forma degli atti di compravendita scritti (Shetarot). Essendo la chiusura del trattato, gli è affidata la "massima" finale:
— Colui che vuol diventare saggio, si occupi dei casi che riguardano la proprietà, perché non c'è branca della legge più grande di questi, dacché essi sono come una fonte copiosa — (Mishnah Bava Batra 10:8).

Giustiniano sarebbe stato concorde, avendo stabilito nelle sue Institutiones (1.1.3): "Iuris praecepta sunt haec: honeste vivere, alterum non laedere, suum unicuique tribuere" (I precetti del Diritto sono questi: vivere onestamente, non nuocere ad altri, dare a ciascuno il suo).