Shevu'ot significa in questo caso —giuramenti—. Questo trattato di 8 capitoli analizza la natura legale e religiosa del giuramento, intrecciandola con alcune questioni di impurità rituale, poiché il testo biblico di Levitico 5:1—13 tratta entrambi gli argomenti in stretta successione.
L'opera si articola seguendo la complessa casistica delle dichiarazioni solenni e delle contaminazioni rituali:
1) Il primo capitolo inizia dicendo —I giuramenti sono due, cioè quattro—, in quanto ai due tipi di giuramento espliciti in Levitico 5:3 i rabbini ne hanno aggiunti altri due. Poiché anche le impurità rituali sono —due, cioè quattro—, buona parte del capitolo è dedicata a esse.
2) Il secondo capitolo ripete l'esordio del primo continuando l'analisi della fenomenologia dell'impurità rituale.
3) Il terzo capitolo inizia la vera discussione sui giuramenti, soprattutto per determinare se sia dovuto un sacrificio espiatorio qualora siano infranti. Il capitolo distingue inoltre tra giuramenti veri e propri e giuramenti vani, come l'aver giurato una cosa impossibile (nel Talmud si cita l'esempio di aver visto un cammello che vola) oppure di violare un precetto religioso.
4—5) Il capitolo quattro analizza il giuramento nel processo come prova legale, mentre il quinto discute del giuramento richiesto a chi non può restituire un deposito e delle conseguenze del falso giuramento.
6—7) Il capitolo sei tratta del giuramento imposto dal tribunale ai convenuti. Il settimo parla dei casi in cui i rabbini hanno consentito ai convenuti di prestare giuramento per garantire l'equità processuale nei confronti degli attori.
8) Il capitolo otto parla dei giuramenti che devono prestare i quattro tipi di depositario (custode gratuito, mutuatario, custode pagato e locatario) di cui parlano la Parashat Mishpatim e il trattato Bava Metzi'a.
Note dalla Gemarah Babilonese
La Gemarah (26a) riporta il celebre confronto ermeneutico tra Rabbi Ishmael e Rabbi Akiva:
- Rabbi Ishmael: Utilizzava le regole di Kelal (generale) e Perat (particolare). Se un versetto esprime una categoria generale seguita da esempi, l'ambito di applicazione è limitato agli esempi o a ciò che è strettamente analogo ad essi.
- Rabbi Akiva: Utilizzava Ribbui (estensione) e Mi'ut (restrizione). Attraverso un'attenta analisi grammaticale (come l'uso dell'infinito assoluto), determinava se il versetto richiedesse un'interpretazione estensiva verso soggetti non citati esplicitamente.
Rabbi Ishmael ribatteva che —la Torah è scritta nella lingua degli uomini— (Dibrah Torah ki-lashon bnei adam), sostenendo che non si può dare eccessiva importanza a ogni singola particella grammaticale imposta dalla sintassi.
Sul piano processuale (30b—31a), si stabilisce la parità tra accusa e difesa: se la controversia è tra un dotto e un ignorante, entrambi devono sedere e ricevere il medesimo rispetto dai giudici. Infine, la Gemarah (35a—b) offre un'interessante discussione sui Nomi di Dio e la loro sacralità.
Il Talmud Palestinese
Nel Talmud Gerosolimitano (3:10 — 34d) si trova una curiosa testimonianza storica: i primi versi della preghiera per la pioggia sono riportati in greco, lingua utilizzata dal popolo per recitarla in quell'epoca.