'Eduyyot (Testimonianze) non tratta delle deposizioni testimoniali nei processi, ma è una preziosa raccolta di norme "testimoniate" dai Tannaiti che le riferirono formalmente davanti al Sinedrio nel giorno in cui Rabbi Eleazar ben Azariah fu nominato Nasi.

L'ordine delle halakhot (norme) è più mnemonico che sistematico; il trattato si compone di otto capitoli che documentano la trasmissione fedele della tradizione orale:

1) Nel primo capitolo si affrontano i contrasti tra le casate di Shammai ed Hillel, e si spiega perché si vollero tramandare comunque le opinioni "sconfitte": per insegnare alle generazioni future che nessun parere va cancellato e che la maggioranza prevale solo dopo un confronto onesto.

2) Il secondo capitolo comincia citando la testimonianza di Chanina Segan ha-Kohanim su quattro norme, seguite a loro volta da terne mnemotecniche di detti. Segue la testimonianza di Rabbi Ishmael su tre norme discusse dai saggi. Si cita una decisione di Rabbi Ishmael con cui Rabbi Akiva è in disaccordo; il capitolo termina con serie di cinque detti di Akiva e una conclusione di Jochanan b. Nuri.

3) Il terzo capitolo elenca dieci argomenti che mettevano in disaccordo Dosa b. Harkinas con gli altri saggi, nonché altre controversie tra un singolo rabbino e la maggioranza.

4) Il quarto capitolo indica i casi eccezionali (diciotto in totale) in cui era la casata di Shammai a essere più tollerante o indulgente (Kulot) di quella di Hillel.

5) Il quinto capitolo riferisce ulteriori casi di indulgenza della scuola di Shammai. Contiene inoltre un celebre brano aggadico su Akavyah b. Makhalel, che testimoniò su quattro problemi halakhici in contrasto con la maggioranza.

Nonostante gli fosse stato offerto il ruolo di Av Bet Din (Presidente del Tribunale) in cambio della ritrattazione, egli rifiutò la carica per non tradire la tradizione ricevuta. Prima di morire, esortò il figlio a seguire la maggioranza, lasciandogli un monito immortale: —Le tue azioni ti avvicineranno o le tue azioni ti allontaneranno—.

6—8) Il resto del trattato raccoglie diverse norme e termina con un'aggadah messianica: si dice che il Profeta Elia, alla fine dei tempi (Malachia 3:23), non verrà per dichiarare puro o impuro, ma per comporre le controversie giuridiche, eliminare la violenza e portare la pace nel mondo.

Non esiste Gemara per questo trattato, né babilonese né palestinese, ma è presente una Tosefta.