Menachot analizza le "offerte vegetali" (oblazioni di farina e olio) che venivano presentate nel Tempio di Gerusalemme. Queste offerte potevano essere sacrificate singolarmente o, più comunemente, come accompagnamento necessario a un sacrificio animale.
Il trattato si articola in 13 capitoli che descrivono meticolosamente la preparazione, le misure e la validità rituale delle offerte incruente:
- Invalidità e intenzioni (Capitoli 1-3): Analizzano i difetti che rendono nulla l'offerta, distinguendo tra pasul (invalido) e piggul (abominevole). Grande enfasi è posta sulla machashavah (intenzione): un pensiero errato del sacerdote durante il rituale può invalidare l'intero sacrificio.
- Il Sommo Sacerdote (Capitolo 4): Elenca i difetti minori che non invalidano l'offerta e descrive l'oblazione quotidiana del Sommo Sacerdote (Levitico 6:13-16).
- Preparazione (Capitoli 5-6): Descrivono i metodi di cottura e preparazione delle varie Menachot (al forno, in padella o nel tegame).
- Offerte specifiche (Capitolo 7): Tratta dei pani legati all'offerta di ringraziamento (Todah), della consacrazione dei sacerdoti e dell'offerta del Nazireo.
- Ingredienti e Misure (Capitoli 8-9): Forniscono standard qualitativi per farina, olio e vino. Il capitolo nove è fondamentale per la metrologia del Tempio, definendo le misure di capacità per aridi e liquidi.
- L'Omer e il nuovo raccolto (Capitoli 10-11): Descrivono l'offerta del primo covone d'orzo (Omer) e i "Pani della Proposizione" (Lechem ha-Panim) che restavano sulla tavola d'oro per una settimana.
- Voti e interpretazioni (Capitoli 12-13): Regolano i voti volontari di offerte vegetali e la gestione dei voti formulati in modo ambiguo. Si conclude con riferimenti storici al Tempio di Onia in Egitto.
Il trattato si chiude con una celebre massima etica: non è determinante la grandezza dell'offerta (che sia un bue o un pugno di farina), purché il cuore sia rivolto al Cielo.
La Tosefta e la Gemara arricchiscono il testo con importanti riflessioni aggadiche:
- Il valore del sacrificio: Dio non "mangia" i sacrifici, ma gradisce l'obbedienza di Israele (Tosefta 7:9).
- La caduta dei Templi: La Tosefta (13:22) spiega che il Primo Tempio cadde per i peccati capitali (idolatria, omicidio, incesto), ma il Secondo Tempio, nonostante lo studio della Torah, cadde per l'odio gratuito (Sinat Chinam) e l'amore per il denaro. La morale è severa: l'odio verso il prossimo equivale alla somma dei tre peccati capitali.
- Etica e spiritualità: La Gemara (104b) sottolinea che quando un povero offre una semplice Menachot, Dio lo considera come se avesse offerto la sua stessa anima (Nefesh), poiché per lui quel poco rappresenta un sacrificio immenso.
- Cultura Greca: Nei fogli 64a e 99b si discute l'atteggiamento ebraico verso la sapienza greca e i limiti del dialogo culturale.