Chullin significa letteralmente "cose profane" (non consacrate). Questo trattato disciplina la macellazione rituale degli animali destinati al consumo alimentare quotidiano e le leggi alimentari che distinguono il cibo lecito (Kosher) da quello vietato.
Il trattato è composto da 12 capitoli che analizzano meticolosamente ogni aspetto della preparazione della carne:
- La Shechitah (Capitoli 1-2): Definiscono le leggi della macellazione rituale. Perché sia valida, devono essere evitati cinque difetti fondamentali:
- Shehiyyah: l'esitazione o fermata del coltello;
- Derashah: la pressione eccessiva o il colpo di accetta;
- Chaladah: l'occultamento del coltello (sotto la pelle o tra le piume);
- Hagramah: il taglio fuori dalla zona consentita (non perpendicolare);
- Ikkur: lo strappo della trachea o dell'esofago anziché il taglio netto.
- Animali Impuri e Difetti (Capitoli 3-4): Elencano i 18 difetti fisici (Terefoth) che rendono un animale non idoneo al consumo, anche se macellato correttamente. Il capitolo 4 tratta la casistica del feto trovato all'interno di un animale macellato.
- Leggi Etiche e Tabù (Capitoli 5-7): Includono il divieto di macellare "lo stesso e il suo piccolo" (madre e figlio) nello stesso giorno (Cap. 5), l'obbligo di coprire il sangue (Cap. 6) e il divieto di consumare il nervo sciatico (Gid Ha-Nasheh), in memoria della lotta di Giacobbe con l'angelo (Cap. 7).
- Carne e Latte (Capitolo 8): Analizza uno dei pilastri della cucina ebraica: il divieto assoluto di mescolare carne e latticini, basato sul triplice monito biblico di non "cuocere il capretto nel latte di sua madre".
- Impurità e Diritti Sacerdotali (Capitoli 9-11): Trattano della trasmissione dell'impurità rituale e delle parti dell'animale macellato che devono essere donate ai Sacerdoti (Kohanim), come la spalla, le guance e lo stomaco, oltre alla prima tosatura del vello.
- Rispetto per la Natura (Capitolo 12): Descrive il precetto di Shiluach Ha-Ken: l'obbligo di allontanare la madre dal nido prima di prenderne i pulcini o le uova, per minimizzare il dolore dell'animale.
Insegnamenti dalla Gemara:
Il Talmud Babilonese integra queste norme tecniche con profonde riflessioni morali:
- Provvidenza (7b): "Nessuno si contunde un dito quaggiù, se non è stato decretato in Alto".
- Onestà e Trasparenza (94a): È vietato "rubare la mente" (Gnevat Da'at), ovvero trarre in inganno il prossimo, ebreo o non ebreo che sia, attraverso la disonestà intellettuale o commerciale.
- Il Merito dei Giusti (86b): La storia di Rabbi Chiyya insegna che i meriti dei giusti proteggono l'intera comunità (portando pioggia e prosperità), ma spesso i giusti stessi non godono di quei vantaggi materiali, vivendo in umiltà.
- Sicurezza nelle Mitzvot (142a): Un principio rassicurante: chi è impegnato nel compimento di una buona azione gode di una speciale protezione divina durante il tragitto.