Bekhorot significa —Primogeniti— (di uomini e animali). Secondo la Torah, essi appartengono a Dio e vanno offerti ai sacerdoti oppure riscattati, a ricordo della salvezza dei primogeniti d'Israele durante la decima piaga d'Egitto.

Il trattato analizza le leggi sulla consacrazione del primogenito maschio lungo nove capitoli:

1) Il primo capitolo parla del riscatto del puledro d'asino (Peter Chamor). Nell'interpretazione rabbinica, esso è l'unico animale impuro il cui primogenito deve essere riscattato tramite un agnello dato al sacerdote. Altri gruppi, come i Caraiti, estendevano storicamente questo obbligo a tutti gli animali domestici impuri.

2—6) I capitoli dal due al sei trattano dell'offerta dei primogeniti degli animali puri (bovini, ovini e caprini). Questi non vengono riscattati ma sacrificati nel Tempio. Ampio spazio è dedicato ai difetti fisici (Mumim) che rendono un animale non idoneo al sacrificio, permettendone il consumo profano previa ispezione.

7) Il capitolo sette esamina invece i difetti fisici che impediscono al Kohen (sacerdote) di officiare il servizio nel Tempio, applicando criteri analoghi a quelli usati per gli animali.

8) Il capitolo otto parla del primogenito dell'uomo. Viene discusso il rito del riscatto (Pidyon ha-Ben), necessario affinché il figlio non rimanga consacrato al servizio divino. Inoltre, si approfondisce il diritto halakhico alla porzione doppia dell'eredità paterna, un privilegio che la legge civile israeliana moderna del 1965 non riconosce.

9) Il nono capitolo tratta delle decime sul bestiame (Ma'aser Behemah). Sebbene siano concetti distinti, la primogenitura e la decima condividono la natura di santità intrinseca dell'animale.

La Gemara babilonese approfondisce le discussioni tecniche ma contiene poche parti narrative (Aggadot). Tra queste, spicca la disputa intellettuale e filosofica tra Rabbi Giosuè ben Chananyah e i saggi di Atene, riportata nel foglio 8b.