'Arakhin significa letteralmente "Stime". Questo trattato, composto da nove capitoli, disciplina il valore monetario dei voti fatti al Tempio. Quando una persona dichiara "Offro al Santuario il mio valore (o quello di un altro)", la Torah (Levitico 27) non richiede il valore di mercato dell'individuo, ma una cifra fissa basata su età e sesso. Il trattato estende poi l'analisi alla valutazione di case e campi.

Il trattato definisce come trasformare un impegno spirituale in una transazione economica per il sostentamento del Tempio:

  1. Soggetti della valutazione (Capitolo 1): Determina chi può dedicare il proprio valore e chi può essere oggetto di stima, includendo casi complessi relativi allo stato di salute o alla capacità giuridica.
  2. Limiti e parametri (Capitolo 2): Discute i minimi e i massimi delle stime (da 1 a 50 sela). Un sela equivale a quattro denari (o due dei mezzi sicli usati per il testatico). Il capitolo si allarga poi ad altre norme rabbiniche che prevedono limiti fissi, come il numero di corde della cetra nel Tempio.
  3. Rigore e indulgenza (Capitolo 3): Analizza le variazioni della norma: in alcuni casi la legge è inflessibile (es. il risarcimento per la calunnia), in altri si adatta alle possibilità economiche del donatore.
  4. Capacità contributiva (Capitolo 4): Esamina il caso del povero che non può permettersi la cifra fissa stabilita dalla Torah; in questo caso, la stima viene adattata ai suoi mezzi effettivi, purché versi almeno un minimo simbolico.
  5. Parti del corpo e pegni (Capitolo 5): Tratta della dedicazione del valore di un singolo arto o del proprio peso, e della procedura legale per riscuotere i beni promessi nel caso il donatore muoia o sia inadempiente.
  6. Riscatto e pignoramento (Capitolo 6): Regola la vendita degli oggetti dedicati e i limiti ai pignoramenti: la legge protegge il debitore lasciandogli i mezzi minimi di sussistenza (strumenti di lavoro, cibo, vestiti).
  7. Campi ereditati e acquistati (Capitoli 7-8): Si addentrano nella complessa gestione dei terreni. Il valore di riscatto di un campo ereditato è fisso e basato sulla capacità di semina, mentre un campo acquistato segue logiche diverse. Si discute anche del Cherem (beni votati esclusivamente ai sacerdoti) e dei restauri del Tempio (Bedeq ha-Bayit).
  8. Case e città di Leviti (Capitolo 9): Analizza il diritto di riscatto per le case situate in città murate, nei villaggi aperti o nelle città assegnate ai Leviti, con particolare attenzione alle leggi del Giubileo (Yovel).

Sotto il profilo etico, la Gemara Babilonese offre spunti memorabili:

  • Donazioni dei non-ebrei (5b-6b): Regola l'accettazione di doni per il Tempio o le sinagoghe da parte di gentili, sottolineando l'apertura universale del luogo sacro.
  • Il peccato della lingua (15a-17a): Contiene una durissima invettiva contro la calunnia (Lashon ha-Ra). Si afferma che il destino della generazione del deserto fu segnato non per l'idolatria, ma per la maldicenza. La lingua è definita come un'arma che uccide tre persone: chi parla, chi ascolta e chi è l'oggetto del discorso.