Middot significa letteralmente "misure". Questo trattato, composto da cinque capitoli (nonostante alcune edizioni ne riportino sei), descrive minuziosamente le dimensioni, la struttura e la topografia del Secondo Tempio di Gerusalemme, come ricostruito da Erode il Grande.
Gran parte delle mishnayyot di questo trattato sono attribuite a Rabbi Eliezer ben Jacob I, il quale ebbe probabilmente l'opportunità di vedere il Tempio ancora in piedi prima della distruzione nel 70 EV, raccogliendo ulteriori dettagli diretti da suo zio, che serviva nel Tempio come sacerdote.
Il trattato funge da testimonianza storica e architettonica, descrivendo:
- La disposizione delle guardie levitiche e sacerdotali.
- Le dimensioni del Monte del Tempio (Har HaBayit).
- La struttura delle porte, dei cortili e dell'altare.
- La pianta interna del Santuario (Heikhal) e del Santo dei Santi.
Le ricostruzioni mnemoniche non sono sempre complete e prive di contraddizioni (lo ammetteva lo stesso Eliezer ben Jacob I). Per questo motivo, Rabbi Giuda il Principe inserì nel trattato anche le descrizioni di altri Tannaim, talvolta in contrasto con le testimonianze di Eliezer, per preservare tutte le tradizioni architettoniche superstiti.
Il trattato si conclude con la descrizione della Lishkat HaGazit (la Sala delle Pietre Tagliate), il luogo dove sedeva il Gran Sinedrio, sottolineando il legame indissolubile tra il servizio rituale e l'amministrazione della giustizia ebraica.