Nega'im significa —piaghe—. Il trattato analizza le affezioni che i traduttori di Levitico 13 e 14 ascrivono solitamente alla "lebbra" (Tzara'at), termine che nella tradizione ebraica indica una condizione spirituale manifesta sulla pelle, sui vestiti o sulle case.

Il trattato si articola in 14 capitoli che esaminano la casistica clinica e rituale di questa impurità:

1) Il primo capitolo parla dei colori e delle sfumature dei vari sintomi della "lebbra" umana, definendo i quattro toni di bianco che determinano l'impurità.

2) Il secondo capitolo discute del momento in cui si possono esaminare questi sintomi, della postura che deve assumere il paziente durante l'ispezione e di chi è qualificato a compiere l'esame (esclusivamente un sacerdote).

3) Il terzo capitolo spiega quando si può differire l'esame, la procedura da adottare quando l'esaminatore non è un sacerdote e i sintomi generali della malattia nelle persone, nelle case e nei vestiti.

4—5) Il quarto capitolo confronta i diversi sintomi di impurità e la loro apparizione. Il quinto parla dei sintomi dubbi e di quelli che scompaiono e riappaiono, inalterati o mutati.

6—7) Il sesto capitolo definisce le dimensioni minime dei segni e le parti del corpo esenti. Il settimo parla dei cambiamenti naturali o indotti durante o dopo l'ispezione.

8) L'ottavo capitolo parla del caso paradossale in cui i sintomi coprano l'intero corpo, rendendo la persona ritualmente pura (Parchah be-kulo).

9—11) Il nono capitolo tratta di ascessi e ustioni; il decimo delle squame e delle calvizie; l'undicesimo della lebbra che colpisce i tessuti e i vestiti (lana, lino o pelle).

12—13) Questi capitoli trattano dell'impurità delle case (Nega'im ba-battim), della loro quarantena e di come esse o un lebbroso trasmettano l'impurità a chi vi entra.

14) Il capitolo quattordici descrive il complesso rito di purificazione del lebbroso, che include l'uso di due uccelli, legno di cedro, lana scarlatta e issopo, oltre ai sacrifici finali.

Non c'è Gemara per questo trattato; la Tosefta riporta però brani di grande rilievo:

  • 6:1: Alcuni sostengono che le norme sulle case siano puramente teoriche (Drush ve-kabel sachar), poiché tali case non sono mai esistite né esisteranno.
  • 6:7: La "lebbra" è vista come una punizione per il pettegolezzo (Lashon ha-ra) e l'arroganza. I medici moderni confermano che i sintomi descritti non corrispondono alla lebbra clinica (Morbo di Hansen), ma a un fenomeno soprannaturale.

Le norme di Oholot e Nega'im sono considerate tra le più difficili dell'Halakhah, tanto che si narra (Chagigah 14a) che Rabbi Eleazar b. Azariah esortò Rabbi Akiva a dedicarsi a questi trattati piuttosto che all'Aggadah, ritenendoli la vera sfida per un grande studioso.