Zavim (coloro che soffrono di gonorrea o scoli genitali patologici) analizza le leggi relative a una specifica categoria di impurità rituale. Queste persone, secondo la Torah (Levitico 15), rendono impure cose e individui non solo per contatto diretto, ma anche attraverso modalità indirette come la pressione, lo spostamento o il supporto del peso.

Il trattato è composto da cinque capitoli che definiscono i gradi di impurità e le modalità di trasmissione:

  1. Diagnosi differenziale: Il primo capitolo spiega come distinguere lo zav (lo scolo patologico) da condizioni meno gravi, come il ba'al keri (un'emissione seminale naturale). La differenza è fondamentale poiché la durata e l'intensità dell'impurità rituale variano radicalmente tra le due situazioni.
  2. Il concetto di Midras: Il secondo capitolo analizza il midras, una forma grave di impurità trasmessa da uno zav a tutto ciò su cui egli esercita il proprio peso (stando in piedi, sedendo o coricandosi). Questi oggetti diventano a loro volta "Padri dell'Impurità" (Av HaTumah), capaci di rendere impuro chiunque li tocchi o li sposti.
  3. Midras vs Chesset (Spostamento): I capitoli terzo e quarto approfondiscono la distinzione tra il midras e il chesset. Il chesset si verifica quando lo zav sposta una persona o una cosa senza un contatto fisico diretto (ad esempio, agendo su una leva o su un'altalena).
  4. Trasmissione indiretta e Libri Sacri: Il quinto capitolo conclude l'analisi del chesset e di altre forme di contatto indiretto. Il trattato termina enunciando una norma particolare: i Libri Sacri sono considerati capaci di rendere impura la Terumah (la porzione di cibo spettante ai sacerdoti).

Si ritiene che quest'ultima norma sia stata promulgata dai Saggi per un motivo pratico: i sacerdoti tendevano a conservare i rotoli della Torah insieme alle provviste alimentari della terumah; dichiarando i libri "impuri" per il cibo, si evitava che roditori attirati dal cibo danneggiassero i manoscritti sacri.