Tevul Yom è la persona che ha già compiuto l'immersione rituale nel Mikveh, ma che resta in uno stato di impurità parziale fino al tramonto del sole.
Fino a quel momento, il tevul yom può rendere comunque impure alcune cose toccandole; questo trattato in quattro capitoli analizza minuziosamente tali situazioni:
1) Il primo capitolo parla di due porzioni di challah (l'offerta di pasta) che si toccano, di cui una è stata toccata dal tevul yom. Si discute di quale tipo di contatto (chibbur) debba esserci tra le due porzioni affinché l'una trasmetta l'impurità all'altra.
2) Il secondo capitolo parla delle conseguenze del contatto del tevul yom con i liquidi, che nella legge sulla purità hanno una sensibilità particolare alla contaminazione.
3) Il terzo capitolo parla di altri casi di contatto tra porzioni di cibo sicuramente impure (perché toccate dal tevul yom) e altre porzioni, definendo i criteri per cui queste ultime divengono a loro volta impure.
4) Il quarto capitolo parla di casi ulteriori, includendo norme che non riguardano strettamente l'impurità provocata dal tevul yom. Per esempio, vi è un gruppo di norme che discute se e come interpretare una dichiarazione di volontà incompleta affinché abbia effetti giuridici.
Nel caso citato, se una persona che si mette in viaggio con una carovana ordina: —Redigi un libello di ripudio per mia moglie—, ma non aggiunge —e consegnaglielo—, è lecito comportarsi come se avesse pronunciato anche queste ultime parole?
Il problema non è puramente accademico: il libello di ripudio (Get) è revocabile finché non viene consegnato alla moglie o a un messaggero incaricato. Se il redattore deve considerarsi anche latore, significa che per la moglie in questione il divorzio è ormai una certezza temporale e il marito non può più cambiare idea.