'Uqtzin sono gli "steli" delle piante, che possono diventare ritualmente impuri (insieme con altre parti di esse) e trasmettere l'impurità ai frutti.

Il trattato ha tre capitoli:

1) Il primo capitolo parla di yad ("appiglio") e shomer ("custodia"), ovvero delle parti delle piante che possono essere usate per afferrare il frutto o che lo proteggono — e discute se gli steli e le radici delle diverse piante ricadano nell'una o nell'altra categoria.

2) Il secondo capitolo continua, e si chiede se noccioli, gusci, bucce, ecc. siano da considerarsi parte integrante del frutto.

3) Il terzo capitolo continua un argomento del secondo, cioè la suscettibilità del frutto all'impurità rituale (hekhsher), introduce il concetto di machashavah, ovvero dell'intenzione di destinare il frutto all'alimentazione umana, e discute se siano necessari lo hekhsher e la machashavah — da soli od insieme — per rendere il frutto suscettibile di impurità rituale.

Il trattato si conclude con un celebre Aggadah (passaggio non giuridico) che afferma che Dio non ha trovato un contenitore migliore per la benedizione di Israele se non la Pace (Shalom).