Tohorot è il plurale di Tohorah ("purezza rituale"), ed è l'argomento del sesto ed ultimo Ordine della Mishnah. Questo ordine analizza le complesse leggi riguardanti ciò che rende impuro un oggetto o una persona e le modalità per il ripristino della purezza.
Esso contiene 12 trattati:
- 1) Kelim (Manufatti): è il trattato più lungo della Mishnah (30 capitoli); descrive quali utensili e materiali sono suscettibili di contrarre impurità e in che modo.
- 2) Oholot (Tende): discute l'impurità trasmessa da un cadavere all'interno di uno spazio chiuso (una "tenda").
- 3) Nega'im (Piaghe): analizza le leggi riguardanti la Tzara'at, una condizione della pelle, dei vestiti o delle case spesso tradotta impropriamente come "lebbra".
- 4) Parah (Vacca Rossa): descrive il rito della vacca rossa le cui ceneri venivano usate per purificare chi era venuto a contatto con un morto.
- 5) Tohorot (Purezze): nonostante il nome generico, si occupa specificamente delle impurità meno gravi e dei gradi di contaminazione dei cibi.
- 6) Miqwa'ot (Bagni rituali): definisce i requisiti strutturali del Mikveh (la vasca per l'immersione) e le regole per la purificazione tramite l'acqua.
- 7) Niddah (Separazione): tratta delle leggi sulla purezza familiare e lo stato rituale della donna durante il ciclo mestruale o dopo il parto. È l'unico trattato di questo ordine ad avere una Ghemara sia nel Talmud Babilonese che in quello Gerosolimitano.
- 8) Makhshirim (Predisposizioni): analizza come determinati liquidi (acqua, rugiada, olio, ecc.) rendano i cibi suscettibili di contrarre impurità.
- 9) Zavim (Affetti da flussi): riguarda le impurità derivanti da secrezioni corporee specifiche maschili e femminili.
- 10) Tevul Yom (Immerso nel giorno): discute lo status di una persona che si è già immersa nel Mikveh ma deve attendere il tramonto per essere considerata completamente pura.
- 11) Yadayim (Mani): tratta dell'impurità rituale delle mani (di secondo grado) e del precetto del lavaggio rituale (Netilat Yadayim).
- 12) 'Uqtzin (Steli/Gambi): analizza se e come i gambi o le bucce dei frutti trasmettano l'impurità al frutto stesso o viceversa.