E c'è chi vede, fra un lampo e l'altro, aprirsi un'estensione ampia di cielo: ecco i gradi della profezia. In questa celebre metafora, il Rambam descrive la natura della percezione intellettuale e profetica come una luce intermittente che squarcia l'oscurità dell'ignoranza.
E fra di loro vi è chi ha un bagliore una volta sola in tutta la sua notte. Vi è invece, fra i profeti, chi ha un grado più alto, come è scritto: —e continuò a profetare e aggiunse—. Inoltre, essi hanno fra i bagliori a volte estensioni ampie, a volte più ristrette.
C'è chi possiede un grado di profezia tale da illuminare le proprie tenebre in una pioggia di pura chiarezza; oppure c'è chi non s'innalza di grado profetico fino al punto che le tenebre siano rischiarate dal bagliore, ma percepisce attraverso le pietre e le forme che vede nell'oscurità della notte. In quest'ultimo caso, la luce appare come un piccolo spazio che si rischiara, ma non ha stabilità: si illumina e si nasconde, come la lama della —spada fiammeggiante che ruotava— (Genesi 3,24).
Così sono quelle circostanze che fanno raggiungere i gradi degli uomini perfetti. Certamente, la verità che essi vedono non è la luce completa come quella del giorno, ma è come una lampada nella notte. Coloro che non vedono affatto questa verità e vagano nel buio sono coloro di cui è detto: —non comprendono e non discernono, vagando nelle tenebre— (Salmi 82,5).
(a cura di Luciano Tagliacozzo)