Halakhah 1,1: Chiunque mangi un Kezait di Chametz durante Pesach, dall'inizio della notte del quindici fino alla fine del giorno ventuno di Nissan, incorre in gravi sanzioni religiose stabilite dalla Torah.
a) Se l'atto è intenzionale: il trasgressore è passibile di recisione (Karet), come è scritto: "Perché chiunque mangi Chametz, sia recisa (la sua anima)" (Esodo 12,15).
b) Se non intenzionale: il trasgressore è responsabile di portare un sacrificio di Hattat (peccato), come fissato dalla Torah.
La norma si applica sia che uno lo mangi in forma solida, sia che lo converta in liquido e lo beva.
Halakhah 1,2: Durante Pesach è vietato trarre alcun beneficio (Hana'ah) dal Chametz, come è scritto: "Non mangerete di Chametz" (Esodo 12,19), il che implica l'impossibilità di trarre utile o profitto da questo cibo.
Colui che lascia nella sua proprietà del Chametz durante Pesach, nonostante non lo mangi, viola due proibizioni (Lavim), come è scritto: "Non si veda lievito in tutto il tuo territorio" (Esodo 13,7) ed è scritto ancora: "Non sia trovato lievito nelle vostre case" (Esodo 12,19).
È proibito sia il Chametz propriamente detto, sia qualsiasi lievito o sostanza che agisca come tale.
Note:
- Kezait: (un'oliva) è una misura di volume/peso usata nella Mishnah e nel Talmud. Secondo gli studiosi il suo valore oscilla fra 25,6 e 36g. Rappresenta la misura minima affinché l'atto sia considerato "mangiare" in termini legali.
- Intenzionale: Questo aspetto si collega alla ricerca (Bedikah) e all'annullamento (Bittul). Una particolare formula considera nullo l'eventuale Chametz non visibile.
- Karet: (Recisione dell'anima) è una punizione biblica di natura spirituale tra le più gravi.
- Hattat: Il sacrificio espiatorio descritto nella Parashah Vayikra (Levitico).
- Visibile vs Trovabile: Nel Sefer HaMitzvot (Mitzvot negative 200-201) si distingue tra il possedere lievito visibile e il possesso che deriva da un atto concreto (come l'acquisto). Queste pene erano applicate dal Sinedrio all'epoca del Santuario.