Le leggi della personalità
La particolarità di questo testo, che rappresenta un vero e proprio manuale di psicologia e medicina, ci induce a presentare una raccolta antologica che ripeschi fra i suoi capitoli i casi più interessanti: quale etica mantenere in commercio? Cosa ci ferma dal maltrattare i nostri sottoposti nell'ambito accademico o i nostri impiegati in azienda?
C'è una ricca varietà di casi della vita quotidiana, studiati con metodo behaviourista diremmo oggi, cioè tipizzando i tipi psicologici in base al comportamento caso per caso. Vale veramente la pena di seguire questo sempre attualissimo Rambam.
Questo testo descrive undici Mitzwot: cinque positive e sei negative, come segue:
- Imitare le Sue vie.
- Attaccarsi a chi le conosce.
- Amare gli altri.
- Amare lo straniero.
- Non odiare il proprio fratello ebreo.
- Ammonire.
- Non svergognare.
- Non opprimere chi sta in sventura.
- Non spargere pettegolezzi.
- Non prendere vendetta.
- Non serbare rancore.
Queste Mitzwot sono esposte nei seguenti capitoli.
Note:
1. Personalità oppure comportamento viene tradotto generalmente "deot". La parola viene dalla radice "dat", "data", che significa conoscenza, come atto di decisione.
2. Si può notare che la serie di queste Mitzwot le collega logicamente l'una all'altra. Consideriamo la Mitzwah 7 (non svergognare): è preceduta logicamente dalla Mitzwa' (ammonire) a cui pone il limite: "Sia l'onore del tuo allievo più caro del tuo" (Kavod Talmidecha haviv milecha). Contemporaneamente è seguita da: non opprimere chi sta in sventura, Mitzwa', ricordiamo, che nella Torah comprende il proprio nemico quando cade. Eppure quando il malvagio è in sventura, secondo i greci (v. Antigone) è segno del volere divino. L'oppressione di chi è in sventura, dunque del già emarginato dalla storia, è quello che si chiama persecuzione; quindi non spargere racconti. È obbligo tacere del male del prossimo, o del goi, piuttosto che intessere trame. Così ogni Mitzvah ha il limite in quella che segue e chiarisce quella che precede.
3. L'imitatio dei è proprio di molte etiche legate a religioni. Ma Rambam ha dimostrato nella Guida degli Smarriti che la Torah parla per metafore, in quanto l'essenza delle azioni e delle motivazioni di Dio non sono raggiungibili. Quella che Rambam propone è un ideale classico di aurea mediocritas, insensibile alle passioni ed equo nel comportamento verso il prossimo, lontano da ogni estremo che è considerato in se stesso l'errore.
Lo studio che proponiamo parte dal caso singolo.
Esempio:
Halakhah 4,5: Uno non deve dormire sulla propria faccia, ma sul fianco, sul fianco sinistro all'inizio della notte e sul fianco destro alla fine della notte. E non giaccia appena dopo mangiato, ma almeno tre o quattro ore dopo.
Non giacere durante il giorno.
La domanda che bisogna porsi in generale quando si legge Rambam è: da dove il maestro trae questa prescrizione? Alcuni ricollegano alla spiegazione che ne dà in Hilkhot issurei biah 21, 19, dove dice che la posizione di dormire carponi induce sogni sessuali. Ma quando il Talmud Berachot 11a dice: "Disse Rabbi Tarfon: mi trovavo per via e mi sono steso", Rashi spiega: "Su un fianco".