Halakhah 2,12: È necessario che chi legge la Megillah pronunci i nomi dei dieci figli di Aman tutti d'un fiato, con un solo respiro, affinché tutti comprendano che furono impiccati e annientati simultaneamente.

È uso in tutto Israele che colui che legge la Megillah la stenda completamente prima della lettura, come se fosse una lettera (Iggeret), per rendere manifesto il miracolo compiuto da Dio Grande e Benedetto.

Halakhah 2,13: Nei due giorni del 14 e del 15 di Adar è vietato digiunare; questa norma si applica a ogni uomo in ogni luogo. Gli abitanti delle città cinte da mura (dai tempi di Giosuè) osservano questo divieto solo il giorno 15. Gli abitanti delle città non cinte da mura lo osservano il giorno 14.

I due giorni proibiti per il digiuno si applicano sia ad Adar Rishon che ad Adar Sheni (negli anni bisestili). Gli abitanti dei villaggi che anticipano la lettura della Megillah al lunedì o al giovedì precedente sono tenuti alla proibizione del lutto e del digiuno nel giorno della lettura, astenendosi poi dal lutto e dal digiuno anche nei giorni canonici di Purim, nonostante non leggano la Megillah in essi.


Note:

  1. Un solo respiro: Rav Abahu e i commentatori riportano l'uso di scrivere in maniera metrica i nomi dei dieci figli di Aman, interrotti da uno spazio e seguiti dal termine "Ve-et" (segno dell'accusativo). Questo metodo grafico è usato anche per l'elenco dei trentuno re nel libro di Giosuè (12,9-24).
  2. Stendere la Megillah: Secondo lo Shulchan Aruch, l'obbligo di stendere il rotolo come una lettera riguarda principalmente la lettura pubblica; chi legge da solo può anche farne a meno.
  3. Riferimento Mishnaico: Vedi Mishnah Megillah I,3.