Halakhah 2,14: È precetto (Mitzvah) celebrare il giorno quattordici di Adar (per gli abitanti di villaggi e città aperte) e il giorno quindici (per le città cinte da mura ai tempi di Giosuè) come tempo di gioia, banchetto, scambio di doni alimentari e beneficenza verso i bisognosi. Sebbene il lavoro non sia formalmente proibito dalla Torah, non è considerato dignitoso; i Maestri insegnano che chi lavora a Purim non vedrà segni di benedizione dai frutti di quel lavoro.
Gli abitanti dei villaggi che anticipano la lettura della Meghillah al lunedì o al giovedì precedente devono distribuire i doni ai poveri nel giorno della lettura stessa. Tuttavia, il banchetto festivo deve essere tenuto esclusivamente il giorno quattordici. È importante notare che chi tiene il pranzo di Purim la sera della vigilia non ha adempiuto all'obbligo, poiché la festa deve essere celebrata durante le ore diurne.
Halakhah 2,15: L'obbligo del pranzo di Purim si adempie consumando carne e preparando una tavola imbandita secondo le proprie possibilità. La tradizione suggerisce di bere vino fino a raggiungere uno stato di gioia esuberante (fino a non distinguere tra "Maledetto Haman" e "Benedetto Mordechai").
Allo stesso modo, ogni persona è tenuta a inviare al prossimo almeno due porzioni di cibo (Mishloach Manot), come indicato dal verso: —invio di pietanze l'uno all'altro—. Chi abbonda in questa generosità è degno di lode. Se non si dispone di risorse sufficienti, è possibile adempiere all'obbligo scambiandosi reciprocamente il proprio pasto con un amico.
Halakhah 2,16: L'obbligo di donare ai poveri (Matanot LaEvyonim) richiede di dare ad almeno due persone bisognose un dono ciascuna, sia esso denaro, cibo cotto o generi alimentari. A Purim non si indaga sulla reale necessità di chi chiede: a chiunque tenda la mano si deve dare con generosità. I fondi raccolti specificamente per Purim non devono essere dirottati verso altre forme di beneficenza generica.
[Image illustrating the rule of Matanot LaEvyonim: giving to at least two poor people on the day of Purim]Note:
1. È l'opinione di Rabbah: poiché Purim è definito giorno di "gioia e banchetto", il lavoro servile che distrae dalla festa dovrebbe essere evitato (Magghid Mishneh).
2. Il Talmud (Megillah 7b) riporta la celebre opinione di Rava secondo cui bisogna gioire con il vino fino a superare la distinzione tra il male (Haman) e il bene (Mordechai).
3. La norma di non esaminare i poveri a Purim riflette l'eccezionalità della festa, dove la gioia deve essere condivisa spontaneamente, similmente a quanto avviene per i doni agricoli lasciati nel campo (Pe'ah).
(a cura di Luciano Tagliacozzo)